DINOSAUR PILE UP

Celebrity Mansion

Parlophone Records

Release date: 7 Giugno 2019

 

 

Dinosaur Pile-Up, la band di Leeds ritorna a farsi sentire dopo 4 anni di assenza con il loro 4’ album ”Celebrity Mansion”. Molti 4 presenti nella loro apparizione esattamente come i 4/4 di batteria del loro stile semplice e minimale, proiettato nel riprendere anche in versione giocosa, l’alternative rock, il grunge e qualche vena lievemente punk. Seguono la linea tracciata da band come Ugly Kid Joe e Weezer, senza disdegnare l’inserimento di chitarroni distorti non proprio troppo spensierati.

 

Si parlava di chitarroni ed il terzetto subito spara “Trash Metal Cassette”, dal vago sentore Beasty Boys di 20 anni fa ma dal pieno vigore attuale. Molto svelta e concisa, a tratti dal testo delirante in altri più eclettico e con cori alla BabyMetal. Prima Hit da lancio è sicuramente “Back Foot” molto piacevole e che riprende un po’ lo stile dettato dai The President Of USA. Non viene neanche accantonato il testo cantato in versione Rap per poi entrare a gamba tesa sul ritornello con una chitarra a “muro”.

 

Continuiamo come su un vagone delle montagne russe affrontando il Punkettone di “Stupid Heavy Metal Broken Hearted Loser Punk” in chiave Lit di ZipLock, molto interessante, e mentre il tappeto rosso per la protagonista viene srotolato, “Celebrity Mansion” tronfia e fiera si fa largo con a braccetto i Weezer, chiari ispiratori. È interessante notare come i Dinosaur Pile-Up riescano a riaprire i cassetti della memoria di quei giovanotti oggi 40enni che a 15/16 anni sono cresciuti a pane e musica di tale estrazione:fantastico!

 

Le ispirazioni sono anche più recenti, infatti con “Round The Bend” è netta l’allusione ai Foo Fighters pur proponendo una song molto avvincente ed accattivante, colonna sonora di una bella passaggiata in Skateboard così come con “Pouring Gasoline”, invece, l’adrenalina dalle rotelle su cuscinetti passi a ruote vere e proprie di Rat Rod sulle Highway californiane ed alla loro stile Rust espresso con un bel Grunge aggressivo. Passiamo ad uno stile più leggero ed ovattato con “Black Limousine” che non esprime la vera essenza della band, sminuendola un po’. I tre giovanotti si trovano molto più a loro agio su ritmi più incalzanti ed irreventi. Però come si sul dire a Milano, la Ballad o simile “Chadda sta!!!”.

 

Tolto lo Smoking per il giro in limousine, rimettiamo All Star nere ai piedi ed una bella camicia a scacchi montando su di un pick up con la nostra tavola da surf per andare a trovare Fonzie a “K-West” nel fastfood con il jukebox sempre acceso che fa girare un disco dei Weezer, nuovamente ispiratori della canzone. Si rimane sulla stessa linea d’onda con il cantato di Matt Bigland ma la chitarra è bella tosta, un po’ a riprendere lo stile dei Freak Kitchen per sonorità, sempre orientata ai magnifici anni Mid ‘90ies.

 

La chiusura viene data da “Long Way Down” dai connotati leggermente nostalgici come se una bella cosa o un’estate eccezionale stia volgendo al termine. In realtà basta far ripartire la tracklist e lo spettacolo ricomincia!

 

La band è fantastica ed ha saputo offrire nuovamente un prodotto molto azzeccato, dal facile piglio legato alla semplicità di quanto proposto, senza andare a cercare fronzoli strani ma puntando, invece, ad una più efficace scelta del suono da offrire. Veramente un ottimo album che merita ed esige di essere ascoltato più volte per offrire tutto il suo potenziale.

 

 

Tracklist

Thrash Metal Cassette

Back Foot

Stupid Heavy Metal Broken Hearted Loser Punk

Celebrity Mansions

Round The Bend

Pouring Gasoline

Black Limousine

K West

Professional Freak

Long Way Down

 

 

Lineup

Matt Bigland – Voice and Guitar

Mike Sheils – Drums

Jim Cratchley – Bass

 

 

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