Generation Axe

The Guitars That Destroyed The World – Live in China

earMUSIC

Release date: 28 Giugno 2019

 

 

Un po’ come fù il G3, ossia un tour mondiale itinerante inventato da Joe Satriani e che lo vedeva sempre nella lineup con il suo più acerrimo alter ego Steve Vai oltre ad altri top Guitarist mondiali, anche Steve decide di fare il suo tour itinerante di Monsters of 6 Strings.

 

La differenza trai i due format vede nel primo caso solo 3 artisti che si alternano sul palco per poi una mega jam session finale, nel progetto capitanato da Steve sono 5 artisti che propongono una loro Hit personale per poi essere affiancati dal successivo artista in una song suonata in combo per poi ripetere la modalità per tutti gli artisti sino alla jam session finale.

 

Come i più navigati sanno Steve Vai non è persona da accettare di essere secondo a nessuno ed ecco perché la scelta di Generation Axe che lo vede affiancato da chitarristi storici, Masterpiece dello shred e moderne icone delle 6+ corde. Infatti troviamo Nuno Bettencourt degli Extreme, Yngwie J.Malmsteen, Zakk Wylde e Tosin Abasi, tutti grandi musicisti ma dalle peculiarità nettamente differenti.

 

L’avvio è un’alternarsi di tutti i 5 maestri che sulla base di “Foreplay” vengono presentati singolarmente dando sfogo ai loro tendini d’acciaio in assoli frutto della loro personale fraseggiatura sulla stessa base musicale. Il primo alfiere a prendere il palco da solo è il multicorde Tosin Abasi, chitarra degli Animals As Leaders (AAL), che con la sua chitarra 8 corde baritona propone “Tempting Time”, a cavallo tra tapping multicorde e riffaggi abbastanza complessi e cervellotici. Per il secondo brano sale sul palco Nuno che affianca Tosin in un altro brano degli Animals As Leaders ”Physical Education”; il leader degli Extreme si sgranchisce le dita nei fraseggi mentre Tosin usa un po’ la sua chitarra ad 8 corde come se fosse un basso, slappandola per dare il piano ritmico su cui Nuno si destreggia. Rimasto solo sul palco il giovanotto dalla Washburn con la paletta reverse fa impazzire il metronomo dando sfoggio della migliore performance di un pezzo classico da archi come Il volo del calabrone per poi farci letteralmente godere nel basso ventre con i migliori e storici riff indemoniati che hanno reso indimenticabile un album come Pornograffiti, il tutto racchiuso nella traccia “A Side of Mash”.

 

Salito anche Zakk Wylde sul palco si inizia con “Sideways”, song tutto pathos originariamente suonata dai Citizen Cope in un feat con Santana. La voce sabbiata di Zakk influisce ulteriormente a dare quel senso di calore alla Mid tempo sulla quale i due ragazzacci possono dare sfogo sia alle loro doti canore sia alle loro spiccate qualità solistiche.

 

Il sig. Wylde ci propone una bella cover di sua santità Frank Zappa, “Whipping Post”, forse per elogiare i trascorsi di Steve Vai, membro della band in tenera età. Zakk la ripropone nella stessa chiave in cui la ripropose con The Allman Brothers Band ridando lustro ed esplosiva energia con i suoi “fischi” di chitarra ad un brano storico.

 

And now, Ladies and Gentleman, it’s Steve Vai time: i riffoni di “Bad Horsie” si fanno sentire con decisione e senza il minimo indugio. Il lead Axe Man da sfoggio di tutto il suo repertorio ultra tecnico e quando il gioco si fa duro sono i duri a scendere in campo così il buon Yngwie J Malmsteen entra a gamba tesa con un proprio mega mix che comprende stralci estratti da “Baroque & Roll/Overture /From A Thousand Cuts/Far Beyond The Sun”. Dopo un concentrato di ipertecnicismo alla velocità della luce votato al neoclassicismo è il momento di apprezzare le due “primedonne” Steve ed Yngwie esibirsi in uno dei più bei brani mai prodotti dal genio svedese “Black Star”. Se già di per se il brano è un’icona nelle produzioni di Yngwie, con l’apporto di Steve diventa veramente un pezzo unico; si deve però fare una necessaria e doverosa considerazione, ossia, essendo un brano unicamente strumentale così come altri sino ad ora proposti, bisogna avere una accorta preparazione musicale a tale tipologia di brani per apprezzarne la qualità.

 

Dopo questo sollazzo prepuziale è il momento dei due brani conclusivi in mega jam session: “Frankenstein”, un inedito della band ove Yngwie rimane momentaneamente in panchina, dal forte carattere ritmico e dai decisi riff a supporto dei vari fraseggi a tema che ogni artista intreccia con quelli del suo predecessore. Ottima la linea ritmica di basso, pieno e determinato, colonna portante del brano. La chiusura è un classicissimo brano dei Deep Purple che ben si presta allo sfogo delle 5 asce: “Highway Star”. A questo punto le valvole degli amply sono incandescenti e le corde iper tese ed ognuno dei 5 cavalieri vuole esprimersi al meglio quindi, con molta cavalleria, ognuno snocciola una raffica di note, più o meno veloci ma in stile molto personale che rendono il brano altamente poliedrico vista la variegata estrazione dei musicisti in campo.

 

Produzioni del genere si godono fino in fondo quasi unicamente affiancando audio e video delle varie performance mente sentirne solo l’audio è come sentire solo l’odore di un buon vino senza assaggiarlo. I valori in campo sono tra i più elevati a livello mondiale quindi il prodotto è di primo livello seppur, come accennato poc’anzi, dischi di tale intensità tecnica non sono di immediata fruibilità, specialmente per i meno esperti.

 

Un’ottima alchimia per uno strepitoso risultato!

 

 

 

Tracklist

Foreplay (Steve Vai, Zakk Wylde, Yngwie J Malmsteen, Nuno Bettencourt & Tosin Abasi)

Tempting Time (Tosin Abasi)

Physical Education (Tosin Abasi & Nuno Bettencourt)

A Side of Mash (Nuno Bettencourt)

Sideways (Nuno Bettencourt & Zakk Wylde)

Whipping Post (Zakk Wylde)

Bad Horsie (Steve Vai)

Baroque & Roll/Overture /From A Thousand Cuts/Far Beyond The Sun (Yngwie J Malmsteen)

Black Star (Yngwie J Malmsteen, Steve Vai)

Frankenstein ( Steve Vai, Zakk Wylde, Nuno Bettencourt & Tosin Abasi)

Highway Star ( Steve Vai, Zakk Wylde, Yngwie J Malmsteen, Nuno Bettencourt & Tosin Abasi)

 

Lineup

Steve Vai

Zakk Wylde

Yngwie J Malmsteen

Nuno Bettencourt

Tosin Abasi

 

Nick Marinovich o Derek Sherinian: tastiere

Pete Griffin : Basso

JP Bouvet : Batteria

 

Links

WebSite 

Facebook

Twitter

Facebook Comments