DESTRUCTION

Born to Perish

Nuclear Blast Records

Release date: 9 Agosto 2019

 

 

Tre anni sono passati dall’ultimo ordigno che i Destruction, vale a dire ‘Under Attack’, hanno sganciato sulla scena musicale (escludendo, ovviamente, la raccolta ‘Thrash Anthems II’ del 2017) e del movimento in casa di Schmier & co. c’è stato, specie con l’avvento di una seconda ascia, quella del chitarrista solista svizzero Damir Eskić, cosa che ha aperto alla band tedesca nuovi percorsi compositivi e stilistici.

 

Precisiamo subito una cosa: ‘Born to Perish’ non è un album sperimentale. No. ‘Born to Perish’, a partire dalla title-track e passando per ‘Inspired by Death’, ‘Rotten’ o per i pezzi più pregiati come ‘Butchered for Life’ o ‘We Breed Evil’, è un full-lenngth assolutamente in linea con l’identità particolarissima dei Destrucion. Pertanto dinamismo, velocità, riff taglienti, grazie anche ad un suono asciutto ma curato, che ci riporta al primo periodo della band, quello meno brutalmente heavy ma più ‘storm in your face’ (Infernal Overkill, Eternal Devastation), anche se la scrittura dei brani è molto più elaborata, con cambi di tempo e ricca di atmosfere, ma sempre caratterizzati da quella vivacità ‘americana’ che ha sempre contraddistinto il combo di Weil.

 

Il lavoro di Mike e Damir è in splendida ed ispirata sintonia, dove la contrapposizione fra i due stili di assoli arricchisce ulteriormente lo spettro emotivo della violenza esplosiva di un brano come ‘Fatal Flight 17’ oppure della catchy e dall’incipit fatalmente coinvolgente ‘Filthy Wealth’, assieme allo snello, agile e secco drumwork di Randy Black (ancora una volta la produzione asciutta ma cristallina di Pulver si dimostra una scelta vincente).

 

La voce di Schmier è il tocco finale: non più filtrata ma naturale, rabbiosa, aspra, pronta per narrare, con un rasoio arruginito, i contorti incubi apocalittici di una società in decadenza, a differesca della bocca da fuoco che sputava rabbia e malcontento nel periodo ‘The Antichrist’.

 

Più atmosfera, costruizione, introspezione in questo lavoro che, paradossalmente, è veloce, aggressivo e nervoso, ma caratterizzato da un’irrequietudine che sgorga dall’animo umano, dove qualcosa, nei suoi più intimi recessi, si è sedimentato, avendo il tempo di crescere, mutare e deformarsi. Per poi serpeggiare ed esplodere come un drone di Alien, dilaniando lo stomaco dell’ignaro (o no?) ospite.

 

Un album classico ma non canonico, veloce ma non distratto: un ascensore ad alta velocità che riporta in superficie i mostri che qualcuno ha cercato di segregare ed addomesticare. Perchè con certe cose, non si scherza!

 

 

Tracklist:

1. Born to Perish

2. Inspired by Death

3. Betrayal

4. Rotten

5. Filthy Wealth

6. Butchered for Life

7. Tyrants of the Netherworld

8. We Breed Evil

9. Fatal Flight 17

10. Ratcatcher

 

Line-up:

Schmier Bass, Vocals

Mike Guitars

Randy Black Drums

Damir Eskić Guitars (lead)

 

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