CRASHDÏET

Rust

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 13 Settembre 2019

 

 

Esattamente dopo sei anni tornano con un nuovo album i Crashdïet famosi fautori dello sleaze metal, che nel lontano 2000 ad opera del cantante e chitarrista, nonchè frontman della band Dave Lepard presero vita direttamente dalle viscere del “glitterato” hair metal nato nella seconda metà degli anni ’80 negli USA. All’inizio del nuovo millennio infatti, la band svedese senza dubbio vantava un innegabile flirt con le grandi rock band dell’area statunitense come Guns N ‘Roses, Kiss e Skid Row, e perciò è riuscita a combinare, con una notevole attenzione alle ultime cartucce che il punk aveva messo a disposizione, un vero è proprio “revival sleaze” racchiuso nel loro acclamato album di debutto “Rest In Sleaze” dell’autunno del 2005. Essi hanno contribuito a rendere nota una corrente musicale derivante dall’ormai ventenne glam/hair metal, e a tutt’oggi, dopo svariate collaborazioni con le più grandi etichette in circolazione, si può dire che grazie a questo nuovo mix di stili e sonorità, abbiano un posticino riservato nel grande olimpio della storia del metal.

 

Il nuovo album “Rust” simboleggia la volontà della band di Stoccolma di restare legata ad atmosfere fermamente rudi e ossute di qualche decennio fa, e senza soluzione di continuità, di dare conferma che il metal è realmente presente nel prontuario dei gusti musicali dei giorni nostri.

 

Si inizia dalla title track “Rust”, un brano dal riff marcatamente grunge ai limiti del “hard” glam metal, che evidenzia, in maniera piuttosto palese lo scrostamento della vecchia “ruggine” che negli anni di certo non ha scalfito questa band. “Into The Wild” è un invito ad avventurarsi nella più fitta foresta aggrovigliata del metal “trasandato” e della taiga scandinava. “Idiots” ha tutte le caratteristiche per essere un brano degli anni d’oro del glam metal e dei capelloni dal look pomposo con indosso delle chitarre sgargianti. Il Video è da guardare!

 

“In The Maze” abbassa decisamente la media dei BPM a cui sono abituati i fan dei Crashdïet, con un arpeggiato iniziale che racconta una storia di battaglie per la tanto bramata giustizia. Con “We Are The Legion” si ritorna ai riff estremamente distorti della chitarra di Martin Sweet, a cui seguono strofe e ritornelli molto orecchiabili e facilmente scambiabili per hit radiofoniche, con tipici richiami alla formazione di una legione metal!

 

“Crazy” con una ritmica coerentemente e fortemente marcata è adiacente alle caratteristiche aggettivali del titolo del brano. “Parasite” si sviluppa su un riff che quasi imita la chitarra di Rudolf Schenker degli Scorpions in “Rock You Like A Hurricane”, un brano che ha portato molto successo alla band teutonica, ed è quindi di buon auspicio per i colleghi nord-europei. “Waiting For Your Love” è una ballad “strappa lacrime”, che come al solito funge da messaggio metaforico all’amata lontana e momentaneamente irraggiungibile.

 

“Reptile” è il brano dell’album che a livello formale può essere definito “speed metal”; difatti è unicamente caratterizzato da sonorità veloci e spedite, riportando il volume dell’atmosfera a livelli decisamente più spigolosi. “Stop Weirding Me Out” come un richiamo alle forme classiche, trascina e rimette ordine attraverso il ritorno alle sonorità hair metal iniziali, marchio di fabbrica degli svedesi.

 

“Filth & Flowers” conferma ancora una volta la struttura stabile proposta fin ora, con l’aggiunta di un intro strumentale in acustico e di incisi sincopati che danno il brio giusto al brano che chiude in bellezza l’album.

 

 

“Rust” track listing:

01. Rust
02. Into The Wild
03. Idiots
04. In The Maze
05. We Are The Legion
06. Crazy
07. Parasite
08. Waiting For Your Love
09. Reptile
10. Stop Weirding Me Out
11. Filth & Flowers

 

Line-up

Gabriel Keyes – Vocals

Martin Sweet – Guitars

Peter London – Bass

Eric Young – Drums

 

 

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