SASCHA PAETH’S MASTER OF CEREMONY

Signs Of Wings

Frontiers Music S.r.l.

Release date: 13 settembre 2019

 

 

Dopo alcuni anni di trattative, il produttore, chitarrista e compositore tedesco Sascha Paeth ha finalmente siglato l’accordo con Frontiers Music S.r.l. per la pubblicazione del debut album dei suoi Sascha Paeth’s Masters Of Ceremony, “Signs Of Wings”, in data 13 settembre, prodotto da lui stesso.

 

Album, che non si presenta puramente come un disco solista, ma che si prospetta essere quasi una biografia del fondatore della band, in quanto trattasi di una raccolta di tutte le esperienze musicali passate con un tocco nostalgico e di revival, raggruppando musicisti di gran calibro, che conosciamo già grazie all’esperienza Avantasia di Tobias Sammet, ma non solo! Eccoci al cospetto di musicisti la cui presenza è stata ed è tuttora fondamentale in molte band di spicco, quali il batterista Felix Bohnke degli Edguy e Avantasia e dalle molteplici collaborazioni passate e attuali (Gotthard e Geoff Tate per citarne alcuni); il bassista e amico di vecchia data, André Neygenfind, che milita pure come contrabbassista in gruppi tedeschi di stampo electro-jazz; la cantante americana della metal band teatrale Seven Spires, Adrienne Cowan, di cui abbiamo già avuto modo di conoscere la potenza vocale come corista in tour con gli Avantasia, soprattutto per la parte metalcore della canzone “Book Of Shallows” che sul nuovissimo album “Moonglow” degli Avantasia spettava a Mille Petrozza dei Kreator, ed infine il tastierista e compositore tedesco Corvin Bahn dei Crystal Breed, attualmente nella band di Uli Jon Roth.

 

Nel processo creativo, in “Signs Of Wings” convergono, appunto, le influenze musicali durante tutto il percorso artistico del chitarrista, toccando diversi generi musicali, dal blues e hard rock degli arbori, al power metal melodico più puro, e lo dimostra il fatto che il suo marchio di fabbrica sia presente in oltre 200 album prodotti dal 1988, tra cui in quelli degli Avantasia, Edguy, Epica, Kameot, Rhapsody, Seven Spires (che lo ha portato alla conoscenza della cantante Adrienne) per menzionarne alcuni. Come citato all’inizio, sebbene il progetto Masters Of Ceremony sia rimasto nel limbo per diversi anni, è solo all’inizio dell’estate del 2018 che il contratto con Frontiers è stato firmato e solo in ottobre di quell’anno è stato dato ufficialmente il via alle danze da parte del “maestro di cerimonie”, per via degli impegni live con gli Avantasia.

 

Il prodotto che oggi sentiamo è un’opera sublime di undici tracce, che è nata come impromptu direttamente dall’anima di ogni singolo membro del gruppo, rimanendo diretta, grezza e senza troppe levigature, così come ha preferito Sascha, come invece si riscontra in molti dischi di parecchie band, sia di vecchio stampo che nuove, che a forza di limature al suono e sovrapproduzioni per raggiungere la perfezione, rubano al prodotto la vera essenza e lo privano di autenticità.

 

Ciò appunto non avviene con “Signs Of Wings”, come lo si percepisce già dalle prime note della prima canzone dell’album, “The Time Has Come”, e primo singolo pubblicato con un bel video accattivante, girato qualche mese fa in una fabbrica dismessa nella campagna bavarese. Questa traccia è potente ed energica, grazie al cantato di Adrienne che si alterna tra il melodico e il growl, toccando diversi range vocali. Il secondo singolo “Sick”, uscito con l’official lyrics video, è pure un mix di potenza musicale grezza con liriche ad effetto scritte dalla vocalist stessa.

 

“Weight Of The World” e “Bound In Vertigo” sono accattivanti già dal primo ascolto per i riff di chitarra e i passaggi potenti di basso e batteria, così come tutte le altre canzoni dell’album. Il momento melodico e romantico è affidato alla ballad “The Path” e alla semi ballad “Signs Of Wings”, l’undicesima traccia e title track del disco, entrambe a suscitare emozioni sia da parte di chi le suona sia di chi le ascolta.

 

Inizialmente concepito come album solamente da studio, in realtà “Signs Of Wings” si presenta egregiamente come disco da suonare dal vivo, come sostiene lo stesso Sascha Paeth, che non vede l’ora di calcare le tavole del palcoscenico per presentare ai suoi fan la sua opera; e pure noi “seguaci ascoltatori” dei lavori del musicista tedesco, non siamo da meno e ci auguriamo che il tour venga organizzato al più presto, al di là degli impegni musicali di ogni singolo membro dei Sascha Paeth’s Master Of Ceremony.

 

 

Tracklist:

1. The Time Has Come

2. Die Just A Little

3. Radar

4. Where Would It Be

5. My Anarchy

6. Wide Awake

7. The Path

8. Sick

9. Weight Of The World

10. Bound In Vertigo

11. Signs Of Wings

 

 

Line-up:

Sascha Paeth: guitar

Adrienne Cowan: lead-vocals

André Neygenfind: bass, d-bass

Felix Bohnke: drums

Corvin Bahn: keyboards

 

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