Eclettici, sarcastici, stilosi, alternativi, i DANDY WARHOLS tornano in concerto in Italia per due date (le uniche in Europa a Settembre). Con 25 anni di attività e dieci album in studio, la band di Portland ha avuto picchi di notorietà e discese al limite dello scioglimento. La cima più alta è stata raggiunta al cambio di secolo con “Bohemian Like You” scelto per la campagna pubblicitaria di una nota compagnia telefonica che li ha lanciati a livello mondiale, il seguito è stata una lenta discesa verso una nicchia di mercato e fan che ancora oggi li sostengono. Lontani sono i tempi di esibizioni live conditi da spogliarelli improvvisati, anche totali, da parte dell’eclettico leader Courtney Taylor e della tastierista Zia McCabe, non ci sono più i fisici e forse, l’età li ha resi più sobri, anche se recentemente, incitata dal pubblico, “Zia” non si è fatta troppo pregare e…Restano un gruppo alternativo che vale la pena seguire, in ogni disco riescono a tirare fuori almeno un pezzo che si fa ricordare. Le loro influenze vanno dai Velvet Underground ai Beach Boys per arrivare agli amati-odiati Brian Josetown Massacre.

 

Il club scelto per la data di ieri sera (16 settembre) milanese è la Santeria Toscana 31, come già scritto in occasione di altri Live, un bel posto dove godersi un concerto.

 

Per questo mini Tour settembrino di due date, tutte italiane, ci sono i Veneti NEW CANDYS a fare da band di apertura. Un quartetto di tutto rispetto: mettete assieme The Jesus and Mary Chain, Echo and The Bunnymen e Ride, mischiate con dell’ottima psichedelia e avrete il sound di questo gruppo che sorprende per la bravura; pezzi veloci (non cose stucchevoli da 5 minuti e più) e tirati con delle ottime chitarre ed un basso – tutti semi-acustici – e batteria che mixano note in ottima forma, piacevolmente sorprendenti.

 

Senza intro o musichette di apertura, salgono sul palco i quattro di Portland, salutati da un pubblico che riempie in toto la venue milanese. I DANDY WARHOLS si posizionano, ultimi ritocchi alla strumentazione (sembrano in forma), un’unica fila, niente batteria dietro come di solito. Si parte con la nuova “Forever” atmosfere tranquille per passare ad una più ritmata “Holding Me Up”. Ci sono, confermano l’ottima forma, Zia dietro le tastiere è, naturalmente, la più fotografata del gruppo, lei non disdegna, anche se fa capire ai fotografi professionisti in prima fila (non ci sono transenne) che dopo questa, basta, lasciate il posto ai fan.

 

La scaletta sembra un “greatest hits” giusto per festeggiare i 25 anni di attività, “STYGGO” e soprattutto “Get Off”, song dalla atmosfere Country, vengono salutate con entusiasmo dai presenti, Zia McCabe ci delizia con la sua voce in “Highlife”, sempre dal nuovo disco e poi si salta tutti assieme con le note di “Not If You Were The last Junk On Earth”, canzone contro l’abuso di droghe. Courtney dice che è stata una lunga giornata passata con gli amici milanesi, ma questo non influisce sulla loro performance, sempre in crescendo. Proseguono con “Ride” dal loro primo disco, dedicata a una band che li ha influenzati, i RIDE appunto (cercate il bellissimo video su Youtube, vedrete delle moto stupende). Le super-hit sono tenute per il gran finale, contornato da un simpatico siparietto, la tastierista chiede un bicchiere di prosecco ed uno spettatore si prodiga per farglielo avere, Lei ringrazia e lo beve con gusto. Il famosissimo intro di “Bohemian Like You” infiamma tutti noi, si salta e, come consuetudine, molti immortalano il momento con i telefonini. Il quartetto preso bene ci regala una canzone fuori scaletta: “We Used To Be Friends” non era in programma, a quanto pare, meno male che ci hanno ripensato, grazie.

 

Siamo alla fine del Live e intonano “Every Day Should Be A Holiday”, e come dargli torto… Finale con “Pete International Airport” e “Boys Better”, il consueto Outro delle tastiere di Zia saluta un pubblico contento, si chiude un bellissimo concerto, quello che volevamo sentire: un’ora e mezza di ottima musica, distorta al punto giusto, mai noiosa (il pericolo c’era).

Dandys Rules Ok! Viene da dire, lunga vita ai Dandy Warhols!

 

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