Dopo la strabiliante performance al Frontiers Rock festival di quest’anno, ritornano in Italia gli amatissimi Hardline. La band di Johnny Gioeli e Alessandro Del Vecchio in questi anni sta vivendo un vero e proprio periodo d’oro. L’ultimo cd “Life” (che vede l’ingresso in formazione di Mario Percudani e Marco Di Salvia) ha letteralmente stregato i fan della band. Un lavoro maturo, immenso, impregnato di grandi sonorità e in grado di trasudare classe da ogni nota. In più la serata riserva molteplici spunti di interesse. La prima è sicuramente la possibilità di saggiare le potenzialità dell’ HT Factory. Inutile dire che il locale (stasera gremito di un pubblico attento e partecipe) ha superato ogni più rosea aspettativa. Gran palco, set luci ottimo e un’acustica di prim’ordine lo lanciano definitivamente tra le più belle venue del nord Italia. In più, l’organizzazione è stata di pari livello assicurando al pubblico e agli addetti ai lavori un trattamento encomiabile.

 

La seconda, non meno importante, è la presenza come opening act dei Dream Company. La band di Giulio Garghentini e Davide Colombi (senza dimenticare i bravissimi Stefano Scola e Enrico Modini) ha colto l’occasione per presentare il loro primo full lenght e a giudicare dal responso del pubblico sarà sicuramente un successo.

 

Il compito di aprire la serata tocca agli Another Feedback. Purtroppo essendo impegnati con le interviste alle altre band e avendo ricevuto l’invito a raggiungerle al ristorante non abbiamo potuto assistere alla loro esibizione. Ci scusiamo con la band con la promessa che rimedieremo in un prossimo futuro.

 

Quindi per noi la serata inizia con l’ingresso sul palco dei Dream Company. A parte il singolo (con relativo video) “Days In Blue” non avevamo avuto ancora la possibilità di assaporare le loro canzoni. Sono bastati appena due pezzi per rimanere a bocca aperta. Il loro stile è un hard rock melodico dal tiro pazzesco, che si ispira a band come Eclipse e i primi Bon Jovi (non è una novità, dato che sono anni che girano l’Europa proponendone il tributo). In più, le sonorità al passo con i tempi, unite ad un affiatamento cementato da tanti anni passati on the road, ha reso il loro concerto un vero e proprio must. Si viene investiti da tonnellate di adrenalina e melodia. Pezzi del calibro “Revolution”, “Salvation” e “Land Of Freedom”, uniti alle melodie ricercate di “River Of Love” e “Scared To Be Loved”, non avrebbero sfigurato in album di band già affermate. L’esecuzione poi è stata divina. La sezione ritmica formata da Stefano e Davide crea un muro ritmico impressionante, il guitar working di Enrico è eccezionale, sia nella ritmica che negli assolo (sempre iper melodici) e la prova dietro il microfono di Giulio è stata da standing ovation. Standing ovation che viene loro riservata dal pubblico quando il singolo “Days In Blue” mette la parola fine al loro show. Sapevamo che erano bravi, ma stasera è difficile trovare un aggettivo per descrivere la loro prestazione. Se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro non potrà che riservare a questi ragazzi grandi soddisfazioni. Bravissimi!

Set List: 1. The Ghost, 2. Mine Mine Mine, 3. Scared To Be Loved, 4. Revolution, 5. Salvation, 6. River Of Love, 7. Love Is Possession, 8. Land Of Freedom, 9. Liars, 10. Days In Blue

 

 

Ed ora non manca che il piatto forte per rendere questa serata memorabile. Potevano gli Hardline deludere le aspettative? Impossibile! Classe, carisma, voglia di divertirsi e divertire sono parte integrante del dna della band. Nemmeno volendo riuscirebbero a scendere dalla vetta! Come di consueto Johnny Gioeli è mostruoso, sia a livello vocale, sia come frontman. Anna e Marco sono come un treno in corso lanciato a folle velocità. Potenti e precisi, guidano al band attraverso un poderoso percorso ritmico. Mario poi ha donato quella classe e quel “tocco” che solo i grandi artisti posseggono. Poi c’è Ale! Di lui si sono dette e scritte cose meravigliose, ma nessuna di queste gli rende pienamente giustizia quando lo si vede suonare e cantare. La versione di “Love Is Gonna Take You Home” è stata talmente intensa da commuovere. Oltre al grande talento dei musicisti, quello che rende imperdibile lo sho degli Hardline è l’affiatamento e la grande coesione che c’è tra i membri della band. Si ride e si scherza tra una miriade di battute e i “minkia” di Johnny.

 

Gli Hardline sono prima di tutto una famiglia e poi una band, una grande band. Le hit di “Double Eclipse” ci sono tutte, compresa “Everything” co-scritta con il compianto Eddie Money e a lui dedicata. Ci sono i pezzi di “Life” e i singoloni più recenti. Si passa da una canzone all’altra e si canta sempre. Certe volte con l’adrenalina che sprizza da ogni poro e certe altre con il cuore in gola in un caleidoscopio di emozioni. Quando “Rhythm From A Red Car” chiude la kermesse tra l’esaltazione generale, la sala esplode in un boato che celebra la strepitosa esibizione della band. E qui sorge un problema: dato lo standard qualitativo al quale abbiamo assistito questa sera come potremo andare a vedere altre band senza usarlo come metro di paragone? A parte gli scherzi, gli Hardline sono talmente fuori scala che forse si potrebbero utilizzare come metro di misura per le esibizioni dal vivo. Come sono stati i tali l’altra sera? Bravi, direi un Hardline 7!

 

Si torna a casa con la consapevolezza di avere assistito ad un evento incredibile dove ogni tassello si è incastrato alla perfezione. Dal locale, all’organizzazione, alle band, al pubblico tutto e scorso in maniera divina. Non ci resta che ringraziare Ale e Johnny per la prestazione e l’intervista che ci hanno rilasciato, Anna, Mario, Marco, i Dream Company (anche loro intervistati) e la Tanzan Music. E infine Marco Sivo per aver gestito e organizzato il tutto da vero professionista quale è. Alla prossima!

 

Set List:

1. Place To Call Home

2. Takin’ Me Down

3. Dr. Love

4. Take A Chance

5. Where Will We Go From Here

6. Page Of Your Life

7. Life’s A Bitch

8. In The Hands Of Time

9. Hands Of Time

10. Love Is Gonna Take You Home

11. Everything

12. Hot Cherie

13. Fever Dreams

14. Rhythm From A Red Car

Dream Company

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