Era dal 2016 che i S.O.T.O. non calcavano i palchi del nostro paese. Se ben ricordate, era il venerdì antecedente al Frontiers Rock Festival e la ciurma capitanata da Jeff Scott Soto fu artefice di uno show incredibile (tra l’altro gratuito). In questi ultimi 3 anni di cose ne sono successe parecchie. È stato dato alle stampe l’ultimo album “Origami” (lavoro che al momento ha decretato la piena consacrazione della band) e c’è stato un avvicendamento nella line-up, in seguito alla tragica scomparsa dell’indimenticabile David Z. Accanto a Jeff, Edu, Jorge e BJ troviamo quindi la new entry Tony Dickinson (polistrumentista e membro della Trans-Siberian Orchestra). Ad alzare ulteriormente il tasso di interesse della serata di venerdì 20 settembre al Legend Club di Milano contribuiscono sicuramente i due opening act, Big Clyde e JD Miller.

 

Contrariamente a quanto indicato nella bill, sono gli svedesi JD Miller a dare inizio alla serata. Presentati con un sound ispirato a Eclipse, H.E.A.T. e Pretty Maids, hanno ricevuto grandi elogi dalla stampa locale. Naturalmente la prova del nove è la riproposizione delle loro composizioni in sede live e bisogna dire che i 4 ragazzi scandinavi ci hanno convinto soltanto in parte. Se da un lato le canzoni risultano dotate di un buon riffing e di ritornelli in puro sleazy svedese, dall’altro non si può non notare un atteggiamento piuttosto statico on stage. In effetti è solo il singer a farsi notare con una buona prova, il resto della band resta inchiodato, deludendo un po’. La mancanza di un supporto corale poi limita in maniera sensibile l’impatto dei pezzi ed è un vero peccato. Brani come l’oscura “Clouded Minds” e la conclusiva “Inside A Dream” (davvero tagliente) rappresentano gli highlights di una esibizione godibile, senza picchi pazzeschi, ma anche senza cali di tensione. Sono giovani e alla prima data nel nostro paese, avranno altre occasioni per mostrare al meglio le proprie capacità.

Set List: 1. Coffee To Go, 2. Heartbreaker, 3. When The Sun Goes Down, 4. She Was Sitting, 5. Looney Bin Preacher, 6. Bragger, 7. Kick Off My Boots, 8. Roll The Dice.

 

I Big Clyde, band svizzera con un EP all’attivo e un’altro programmato per l’inizio del 2020, rappresentano invece quello che non ti aspetti. La proposta del combo elvetico va a pescare nel rock n’ roll stradaiolo degli anni 80, non quello di L.A. Guns o Motley Crue, ma quello più blues-oriented di band come Little Caesar o Junkyard. Divertentissimi e particolarmente propositivi sul palco, ci allieteranno per circa mezz’ora. La carica trasmessa dall’hard & blues di “When The Sun Goes Down” e “Kick Off My Boots”, insieme alle scariche di adrenalina di pezzi come l’opener “Coffee To Go” e “Bragger”, fanno si che i Big Clyde portino a casa lo show in un nugolo di applausi. Ruvidi e “ruffiani” quanto basta, davvero una bella sorpresa.

Set List: 1. Burned Alive, 2. The Desire, 3. Game Of Love, 4. Clouded Minds, 5. Devilstorm, 6. Icarus.

 

Non mancano che i S.O.T.O. Nel frattempo il pubblico si è infoltito un po’, ma con rammarico possiamo dirvi che l’affluenza non è stata il fiore all’occhiello della serata. Nonostante questo, e il buon Jeff ci scherzerà su a lungo, la band ha sfoggiato una prestazione epica. Il grande pregio di Soto e compagni è sempre stato di dare il massimo in qualsiasi situazione. Che ci siano 50, 500 o 5000 persone, il loro atteggiamento non cambia. Anzi, stasera ha raggiunto livelli così alti che possiamo tranquillamente affermare che questo show entrerà nella top five del 2019. Scaletta perfetta che rende omaggio all’ultimo album in studio (“Origami”, qui la nostra recensione) con “Hypermania”, la title track e “Detonate” eseguite in maniera devastante. Edu alla batteria e Tony al basso creano un muro ritmico impressionante, dove Jorge (con la sua tecnica raffinata) e la presenza scenica di BJ si incastrano alla perfezione. Poi c’è Soto. Immenso in ogni sua sfaccettatura. La voce al top e l’atteggiamento sul palco da autentico frontman qual è, conferiscono grinta e coinvolgimento a tutti i pezzi. Impossibile rimanere indifferenti a brani del calibro di “Wrath”, “Weight Of The World” o “The Fall”, impossibile non emozionarsi con il medley degli W.E.T. (con BJ a sfoggiare la sua grande ugola) e con le cover “Frozen/Crazy (Madonna/Seal), impossibile non commuoversi con “When I’m Older” dedicata a David Z e Marcel Jocob ed impossibile non cantare a squarciagola i pezzi della colonna sonora di Rock Star. A completare il quadro c’è la grande alchimia tra i membri della band, che non perdono occasione per scherzare e fare battute.

 

Jeff e compagni dimostrano un affiatamento che va oltre l’ordinaria militanza in una band e il loro grande pregio è stato quello di riuscire a trasmetterlo in pieno a tutti i partecipanti. Quando “Stand Up” mette la parola fine al concerto, ci rendiamo conto di aver partecipato ad un evento davvero indimenticabile. A partire dalla prima nota fino all’ultimo eco in sala, l’esibizione si è attestata ad un livello stratosferico. Di questo bisogna ringraziare Jeff e i S.O.T.O., la Bagana, La B.A. City Factory, la BB Music Management e il Legend, per aver reso possibile uno spettacolo di questa caratura. Jeff vi soddisferà in pieno in qualsiasi forma (Sons Of Apollo, solista, W.E.T o S.O.T.O.) , non importa quanti Km dobbiate fare!

 

Set List: 1. Hypermania, 2. Freakshow, 3. 21st Century / Colour My XTC,4. Wrath, 5. Drowing, 6. Weight Of The World, 7. Soul Divine, 8. The Fall, 9. Watch The Fire / Learn To Live Again / One Love, 10. Origami, 11. Detonate, 12. Eyes Of Love, 13. When I’m Older, 14. Frozen / Crazy, 15. I’ll Be Waiting, Bis 16. Livin’ The Life, 17. Stand Up

Big Clyde

JD Miller

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