The Jester

We were born in the wrong decade

Rocketman Records

Release date: 23 settembre 2019

 

 

Ottimo esordio sulla lunga distanza per The Jester, combo siciliano dedito a quelle sonorità orecchiabili e vagamente psichedeliche che tra la fine degli anni ’80 e i medi ’90 sono state conosciute globalmente come Brit Pop.

 

“We were born in the wrong decade” si svolge intorno ad un concept ben preciso, e cioè a quell’indolenza che caratterizza un certo numero di trentenni di oggi, pronti a lamentarsi della situazione che li vede alle volte relegati ai margini del mondo del lavoro e più in generale della società attiva, ma restii a fare qualcosa in prima persona per cambiare questo loro status quo.

 

L’album è lungo 9 canzoni tra le quali – è una notizia – non ci sono evidenti riempitivi: ci troviamo infatti al cospetto di brani ben costruiti ritmicamente e armonicamente, caratterizzati da arrangiamenti ricchi ma mai ridondanti – rischio sempre dietro l’angolo per chi non si accontenta di suoni scarni ed essenziali.

 

L’apertura è delegata a “Fresh Girl”, song con chitarre in levare e un piglio sbarazzino, con echi finali dei mai troppo rimpianti Housemartins nelle note finali del solo di armonica a bocca. “The Ballad Of indolence” è il titolo (programmatico, non c’è che dire) della seconda traccia, ricca di una costruzione melodica con echi smithsiani, che ritornano qui e là anche successivamente (“Quench”).

 

“Stuck” è una ballad à la Travis che potrebbe essere facilmente selezionata come singolo. “Full Of Light” e “Right Cards” proseguono con piglio sicuro il discorso generale, che con “I Wish I Could” e “Blueblur” avvia l’album alla sua conclusione, tra sollecitazioni ritmiche alla Franz Ferdinand ed echi di Damon Albarn e soci.

 

Raramente come in questo caso si puo’ dire che più che “nati in una decade sbagliata”, The Jester si trovano nel posto sbagliato, dato che è legittimo pensare che oltremanica questo album avrebbe attenzioni che nell’asfittica scena italiana probabilmente gli saranno preclusi – anche per la scelta del cantato in inglese, che dalle nostre parti continua ad essere “coraggiosa” e non “logica”, come accade altrove quando si vuole guardare al di là del proprio steccato.

 

Se proprio si vuole trovare un difetto a questo album, possiamo solo dire che i nostri dovranno stare attenti in futuro a non guardarsi un po’ troppo l’ombelico, avvitandosi su sè stessi in melodie carine ma non memorabili, come parzialmente capita in “The Place”. Tuttavia per ora si tratta solo di un avvertimento, e non di un vero e proprio allarme.

 

“We were born in the wrong decade” è infatti un esordio a fuoco, che mostra chiarezza di intenti in una direzione intrapresa con consapevolezza ed efficacia, e che, con un po’ di fortuna e qualche scelta oculata, potrà essere in futuro derubricato ad un un primo passo di un percorso lungo e ci auguriamo ricco di soddisfazioni.

 

 

TRACKLIST:

1. Fresh Girl

2. The Ballad Of The Indolence

3. Stuck

4. Quench

5. Full Of Light

6. Right Cards

7. The Place

8. I Wish I could

9. Blesblur

 

LINE UP:

Sanny Tripoli (voce / chitarre / tastiere)
Nicola Cassata (chitarre / cori)
Antonio Arena (batteria / percussioni)
Mattia Monaco (basso / cori)

 

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