Recensione a cura di Giulia Dino

 

BABYMETAL

Metal Galaxy

earMUSIC

Release date: 11 ottobre 2019

 

Per chi non conoscesse la pop culture giapponese, gli idol sono degli adolescenti popolari nel mondo dello spettacolo grazie al proprio aspetto esteriore, sono attori e ancora più spesso cantanti che fanno parte di gruppi musicali j-pop (musica pop giapponese indirizzata a un pubblico adolescente) spesso etichettati come kawaii, ovvero carini, dall’aspetto innocente.

 

Recentemente la bizzarra unione di kawaii e Heavy Metal nella cultura orientale si è gradualmente diffusa in svariate modalità, dalla musica, con le più che affermate band j-pop, agli spot pubblicitari, agli Anime come “Aggretsuko”, in cui una protagonista dalle caratteristiche kawaii timida e innocua scarica stress e frustrazioni cantando al karaoke canzoni Death Metal.

 

Sulla scia del successo di questo improbabile ma efficace binomio si collocano le Babymetal, band giapponese nata nel 2010 composta in origine dalle tre idol Yui-Metal, Sui-Metal, Moa-Metal, dopo il recente abbandono del progetto da parte di Yui-Metal, la formazione comprende il duo Sui-Metal e Moa-Metal. Negli ultimi anni il trio ha suscitato un acceso dibattito che ha diviso la platea degli ascoltatori tra fan sfegatati e haters, tra chi reputa l’incontro tra girl band j-pop preconfezionate e heavy metal come una blasfemia e chi invece, con indulgenza, riesce ad apprezzare il lato giocoso di questo nuovo fenomeno musicale. In ogni caso è innegabile l’impatto generato e la rilevanza acquisita dal trio nel panorama Metal nipponico e a livello internazionale. L’unione di due generi apparentemente così lontani a livello stilistico, culturale e sociale ha permesso alle Babymetal di riscuotere successo in una ampia fetta di pubblico e mercato, accaparrandosi fan provenienti da entrambi gli schieramenti, e avvicinando al genere – quello dell’Heavy Metal- migliaia di adolescenti e preadolescenti.

 

Nonostante lo scherno dei metallari della vecchia guardia, nel corso della loro carriera il gruppo Metal Idol ha ricevuto svariati riconoscimenti da alcune riviste del settore come Kerrang! e Metal Hammer; con l’album “Metal Resistance” le ragazze hanno raggiunto la trentanovesima posizione nella classifica di Billboard, un primato di tutto rispetto per un gruppo giapponese. Lo stile del trio viene definito Kawaii Metal, i temi trattati sono di vario genere: bullismo, sessismo, il ruolo della donna nella società, ma anche temi più leggeri e in linea con la musica idol, come le feste, i dolci e i classici elementi infantili e kawaii. Tuttavia, lo stile dei testi si discosta molto da quelli prettamente Metal.

 

“Metal Galaxy” è il terzo album, pubblicato l’11 ottobre 2019 con la label earMUSIC, consta di quattordici brani a cui hanno collaborato molti artisti esterni, tra cui Alissa White Gluz degli Arch Enemy e Joakim Brodén dei Sabaton. Una odissea cosmica nello spazio siderale, un viaggio a metà tra il fantasy e l’adventure game dai colori psichedelici, che regala un’esplosione di energia, un ritmo frenetico e scatenato che trascina l’ascoltatore. Per chi si appresta al primo ascolto l’impatto può risultare disorientante, in quanto le sonorità e le voci delle vocalist si confanno più alla sigla di un anime che ad un album heavy, ma la commistione dei due elementi costituisce un prodotto finale abbastanza coerente e armonico. A partire dalla terza traccia “Elevator Girl” l’elemento heavy comincia a fare capolino timidamente grazie alla presenza del basso e di una decisa sezione ritmica.

 

L’album non denota particolare sperimentalismo e non può oggettivamente essere considerato Metal nel senso stretto del termine, tuttavia rivela un’ ottima conoscenza della storia del genere, testimoniata da innumerevoli trovate e cliché sonori cari alla tradizione: canto in growl, sonorità folk (come in “Oh! MAJINAI”), batteria martellante, ritmi frenetici, ritornelli orecchiabili dal facile sing along, inserti sinfonici, elementi orientaleggianti come nel brano “Shant Shanti”; tutti accorgimenti in grado di far presa su un pubblico giovane e che rendono l’insieme godibile e di facile ascolto. Tra i brani che si avvicinano di più al genere canonico troviamo “Distortion”, “PA PA YA!!” e “Kagerou”. L’elemento elettronico la fa da padrone, con una massiccia distorsione sia del suono che delle voci, l’impressione generale è quella di trovarsi di fronte alla combinazione tra la colonna sonora di un videogioco anni 90, Dance Dance Revolution e Nyan cat.

 

Per quanto molti guardino a questo sottogenere musicale come a un’entità che incrina o addirittura infanga la reputazione del metallo, e per quanto il Kawaii Metal possa essere considerato prettamente commerciale, potremmo definirlo un “male necessario”- o dagli effetti non del tutto negativi – se si considera il significato culturale e sociologico di questo fenomeno: band come le Babymetal hanno avvicinato le nuove generazioni ad un genere in declino. A prescindere dal risultato o dal livello qualitativo, quello musicale è un processo creativo in continua evoluzione, e per salvaguardare e garantire longevità al metal ci vogliono tolleranza e lungimiranza.

 

Anche se riluttanti all’idea, è necessario tener conto delle leggi del mercato e seguire le tendenze, ma soprattutto bisogna affacciarsi alle novità cercando di rifuggire l’atteggiamento intransigente e ipercritico che da sempre caratterizza il metallaro medio, allontanando i vecchi stereotipi e le convenzioni a cui, anche solo inconsciamente, continuiamo ad aggrapparci.

 

 

TRACKLIST:

  1. FUTURE METAL
  2. DA DA DANCE (feat. Tak Matsumoto)
  3. Elevator Girl – English ver.
  4. Shanti Shanti Shanti
  5. Oh! MAJINAI (feat. Joakim Brodén)
  6. Brand New Day (feat. Tim Henson and Scott LePage)
  7. Night Night Burn!
  8. IN THE NAME OF
  9. Distortion (feat. Alissa White-Gluz)
  10. PA PA YA!! (feat. F.HERO)
  11. Kagerou
  12. Starlight
  13. Shine
  14. Arkadia

 

Line Up:

Sui-Metal: Voce e cori

Moa-Metal: Voce e cori

 

Link Utili:

EarMUSIC Records

Baby Metal Official

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3.5