VISION DIVINE

When All The Heroes Are Dead

Scarlet Records

Release date: 25 ottobre 2019

 

 

Dall’ultimo disco di successo – e forse il migliore in assoluto finora dei Vision Divine – “Destination Set To Nowhere”, sono passati sette lunghissimi anni di silenzio, prima dell’uscita, a breve il 25 ottobre prossimo, di “When All The Heroes Are Dead” per l’italianissima Scarlet Records (per Europa e Nord America) e per King Records (per il Giappone), che è stato registrato e missato presso gli Eden Studio di Pisa da Simone Mularoni (DGM); questa attesa piuttosto eterna verrà sicuramente “perdonata” del tutto dai fan della band toscana, poiché in partenza le premesse sono già ottime che il nuovo album possa diventare il diretto successore, magari surclassando il precedente!

 

 

Il primissimo singolo corredato da video, “Angel Of Revenge”, è stato il biglietto da visita per annunciare non solo il nuovo disco, ma anche la nuova line-up, che vede affiancare alla formazione storica dei chitarristi, capeggiata dal fondatore Olaf Thorsen e Federico “Pule” Puleri, insieme al bassista Andrea “Tower” Torricini ed al tastierista Alessio Lucatti, le new entry Ivan Giannini alla voce (ex Elegacy e Derdian) e il batterista americano Mike Terrana, famoso per aver militato nelle band di Axel Rudi Pell, Tarja Turunen e Ynwie Malmsteen.

 

 

Non è un caso che una line-up così compatta e ben assortita abbia creato una vera macchina da guerra di speed power e progressive con sonorità tendenti al rock per tutta la durata di “When All The Heroes Are Dead”, dove vengono dati spazio e importanza ad ogni singolo strumento e dove la maestria e la bravura del nuovo singer Giannini raggiunge livelli di performance così elevati, tali da creare quasi un sesto strumento musicale all’interno delle composizioni di tutto il disco!

 

 

Le liriche stesse affrontano temi impegnativi, malinconici e pregni di significato, che riguardano la condizione umana, presa talvolta da panico e angoscia nell’affrontare la propria esistenza senza gli eroi di un tempo: la presa di coscienza del proprio male di vivere, come in “While The Sun Is Turning Black”; o il relativo annichilimento stesso dell’uomo consapevole di essere fatto e finito di fronte all’infinito, come in “The Nihil Propaganda” (dove l’attore toscano Alex Lucchesi presta la sua voce recitando con enfasi l’”Infinito” leopardiano, che abbiamo fatto ormai nostro nella nostra cultura italiana fin dai tempi della scuola) o in “Fall From Grace”; o la decadenza esistenziale di se stessi in “Were I God” o l’avvento della “26a Macchina”, ovvero di un nuovo dio potentissimo, come in “The 26th Machine”; o la morte di tutti gli eroi idolatrati e presi come punti di riferimento in “Now That All The Heroes Are Dead” o “On The Ides Of March” sull’uccisione di Giulio Cesare; o l’elogiare il coraggio dell’uomo nonostante il suo annientamento, prendendo spunto da fatti storici di sconfitte e battaglie, come quella delle Termopili tra Spartani e Persiani in “300”, o la storia del Barone Rosso in “The Kind Of The Sky” o in “3 Men Walking On The Moon” sulla missione spaziale sulla Luna di tre astronauti il 16 luglio 1969. Degno di menzione è anche il work of art della copertina che rappresenta in stile neoclassico un po’ tutti gli elementi essenziali presi da ogni canzone citata prima.

 

 

Non possiamo che inginocchiarci al cospetto dei Vision Divine per essere riusciti ad esprimere concetti così forti per l’uomo in maniera così dettagliata sotto forma musicale. La prima traccia strumentale ”Insurgent”, che sembra l’intro sinfonico di un film o di serie epico-leggendaria con un crescendo di melodie maestose, non è altro che la premessa musicale per aprire il sipario sulla rappresentazione teatrale umana nelle successive 11 canzoni dell’album. Seguono i riff granitici delle chitarre in “The 26th Machine”, il martellare pesante della ritmica e il primissimo assaggio della potenzialità del cantato di Giannini, che prende pure nella successiva “3 Men Walk On The Moon”, secondo singolo uscito che nel lyrics video riprende la grafica della copertina alternandola a immagini di repertorio dallo spazio, e che presenta un ritornello molto accattivante i cui testi sono facilmente memorizzabili.

 

 

“Fall From Grace” alterna ritmiche molto heavy a melodie più rockeggianti, creando un bel insieme completo e senza elementi dispersivi; cosa che ritroviamo pure nella orecchiabilissima “Were I God” sicuramente per l’apporto molto significativo delle tastiere di Lucatti e dalla voce più romantica del cantante per tutta la durata del pezzo. Riprendono poi il tappeto ritmico bello pestato e le chitarre graffianti in “Now The Alle The Heroes Are Dead” a fondersi con le tastiere tanto da farti andare in trance per tutta la durata dell’assolo. Passiamo poi alla ballatona del disco, “While The Sun Is Turning Black”, con la voce romantica ed elettrizzante di Giannini e tutta la parte strumentale in perfetta coesione melodica con le lyrics.

 

I tre brani successivi, “The Kind Of The Sky”, “On The Ides Of March” e “300”, sono dei veri muri di suono dai ritmi velocissimi prog e dai vocalizzi altissimi, che si abbinano giustamente ai testi ispirati alla storia di cui è molto appassionato Thorsen: l’ascoltatore si lascia rapire dalla musica in toto, credendo di avere davanti ai propri occhi le immagini di queste effigi del passato che sono fondamentali per la nostra cultura.

 

In chiusura rimangono le due perle dell’album: “The Nihil Propaganda” per il senso effimero delle melodie, i cori angelici, la voce calda, l’enfasi sinfonica che culmina all’apice con la citazione leopardiana, e la bonus track “Angel Of Revenge” (presente solo nel digipack per Scarlet, non nel vinile per questioni di lunghezza, e non nella versione giapponese, dove invece come traccia bonus ci sarà la cover di “Rusty Nail” degli X Japan), dalla cavalcata molto heavy dell’inconfondibile basso di Tower e del “carro armato” Terrana e dal cantanto che segue le linee delle chitarre senza una minima sbavatura o imperfezione.

 

Insomma la “visione divina” che viene prodotta dalla nostra mente durante l’ascolto di questo ottavo album in studio dei Vision Divine non fa altro che confermare quanto in tutta sicurezza possa venire essere acclamato a livelli stellari dai fan e dalla critica come il precente successo di sette anni fa. Ora non ci resta che un bel live per completare il tutto; anche se per il momento non è stato ancora annunciato il tour ufficiale della band, sia nel Bel Paese sia all’estero dove va fortissimo, se non per l’unica data sicura del release party al Borderline di Pisa il 9 novembre prossimo. E sperabile che il tour sia proprio fattibile e che non venga invece rimandato non tanto alle idi di marzo, quanto alle calende greche!

 

 

Tracklist:

1. Insurgent

2. The 26th Machine

3. 3 Men Walk On The Moon

4. Fall from Grace

5. Were I God

6. Now That All The Heroes Are Dead

7. While The Sun Is Turning Black

8. The King Of The Sky

9. On The Ides Of March

10. 300

11. The Nihil Propaganda

12. Angel Of Revenge (Digipack Bonus Track)

 

 

Line-up:

Ivan Giannini: vocals

Olaf Thorsen: guitar

Federico Puleri: guitar

Andrea “Tower” Torricini: bass

Alessio Lucatti: keyboards

Mike Terrana: drums

 

Link:

visiondivine.com
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