ALCEST

Spiritual Instinct

Nuclear Blast Records

Release date: 25 ottobre 2019

 

 

Il 25 ottobre si sono aperte le Porte dell’Aldilà con la pubblicazione su Nuclear Blast del sesto album in studio “Spiritual Instinct” degli Alcest (il duo francese pioniere del post-black, shoegaze o blackgaze), registrato nei Drudenhaus Studios in Francia dal produttore Benoit Roux. L’esigenza di creare un nuovo album subito dopo l’enorme successo di “Kodama” del 2016 è nata in maniera del tutto spontanea e immediata da parte del fondatore della band Stéphane Paut, in arte “Neige”, proprio durante il tour di promozione del disco precedente.

 

“Spiritual Instinct” è, appunto, un’opera eccelsa nata semplicemente di getto e senza inibizioni da parte di Neige e del suo fedele compare batterista, Jean Deflandre, in arte “Winterhalter”, anche se però, a detta del frontman, questo gli ha causato frustrazione e tumulti emotivi, che lo hanno messo sotto pressione per paura di non essere all’altezza di sfornare la doppietta post “Kodama”. Ma non è così! Poiché, se anche il tema del conflitto interiore e dell’ansia esistenziale dell’uomo sia diventato il principale leitmotiv di tutto il disco, dovuto appunto a questa frustrazione di base del frontman di voler affermare ancora una volta il successo della band, noi ascoltatori possiamo solo confermare che questo album potrà elevarsi agli stessi livelli del precedente!

 

Le premesse sono già ottime, i canoni musicali di partenza già presenti in “Kodama” sono ripresi anche in “Spiritual Instinct”, ma qui vengono ulteriormente sviluppati: ritroviamo, infatti, il ritorno di elementi molto cupi intrecciati in un tessuto più melodico e da sonorità eteree, l’alternanza di vocalità pulite a growl e screaming potenti, effetti e distorsioni della chitarra e un approccio più upbeat della batteria verso alle ritmiche black metal più tipiche. Dal punto di vista lirico, questo disco rappresenta il concetto di viaggio dal buio verso la luce tramite uno stato di trance e meditazione, un viaggio pregno di svariate emozioni dove emergono la dualità dell’anima e l’ostinazione umana a voler superare le avversità in una scala trascendentale, fino ad arrivare ad un processo catartico di purificazione. E pure la grafica della cover art, l’immagine del mito della Sfinge con la testa umana e il corpo di rapace, riporta al significato simbolico del dualismo, dell’ambivalenza e dell’alienazione dell’uomo, combattuto tra il proprio spirito e gli impulsi primoldiali.

 

L’album della durata di 39 minuti è davvero un viaggio di rinascita spirituale che l’ascoltatore non può non fare a meno di intraprendere! Il benvenuto a questo viaggio viene dato dalla prima traccia “Les Jardins De Minuit”, che attacca con riffi sinuosi di chitarra e col canto angelico del pluristrumentalista Neige prima di buttarsi in veri e propri ritmi black-gaze e growl cupi che si sovrappongono tuttavia alle vocalità pulite; tuttavia, la vera bellezza del pezzo rimane nella ripetizione continua degli accordi di chitarra fino all’ultima nota da rimanere subito in testa. La musica d’atmosfera persiste pure nella seconda traccia, “Protection”, il primo singolo col suo video (diretto da Craig Murray) che esplora paesaggi oscuri ma pregni di momenti spirituali catartici e che è stato anche il primo pezzo ad essere scritto da Neige in maniera del tutto spontanea e al quale l’autore è maggiormente legato per la tematica trattata: la lotta interiore tra il lato spirituale e quello più dark dell’uomo preso dalle proprie angosce ma pronto ad affrontarle e a combatterle, creando un processo di purificazione di se stesso.

 

La terza traccia, “Sapphire”, rappresenta il ponte di collegamento tra le due parti dell’album fondendole tra di loro, per i riff seducenti, la batteria dal suono semplice, la coralità che si combina con il ritornello molto ‘catchy’, prima di annunciare il capolavoro mozzafiato di nove minuti, “L’Ile Des Morts”, un’esperienza metafisica di suoni e melodie dove il cantato iniziale porta ad un stato di apertura del sè esposto alle emozioni più pure, finché non vengono contaminate dal lato dark che tenta di uscire con irruenza, accompagnandosi al growl di Neige. Segue “Le Miroir” dall’approccio più soft e più rustico abbinandosi ad elementi più elettronici, ma rendendo il suono fresco e orecchiabile. Chiude l’album la title track, “Spiritual Instinct”, dalla tematica della lotta tra la luce e il buio, una canzone ben strutturata e scorrevole musicalmente, che rappresenta la chiusura del viaggio meditativo con il risveglio spirituale finale, per la ripetizione di accordi e melodie e le tonalità ipnotiche.

 

In chiusura, vogliamo sottolineare che questo nuovo progetto spirituale degli Alcest possiede di sicuro sonorità più organiche e potenti del precedente, poiché la prevalenza di elementi black aggiunge strati di pesantezza ai suoni metal, persino durante le melodie più emozionali, che in tutta sicurezza verranno resi in maniera eccelsa pure in sede live. Tanto che, a partire da gennaio 2020, ha promesso il duo di Avignone di imbarcarsi in un lungo tour promozionale di questo “Spiritual Instinct” che toccherà anche l’Italia il 29 febbraio e chissà che anche noi non veniamo trascinati dentro questo processo catartico di purificazione, ascoltando la band dal vivo…

 

 

Tracklist:

1. Les Jardins De Minuit

2. Protection

3. Sapphire

4. L’Ile Des Morts

5. Le Miroir

6. Spiritual Instinct

 

 

Line-up:

Stéphane “Neige” Paut: lead vocals, guitars, keyboards, bass

Jean “Winterhalter” Deflandre: drums, percussion

 

 

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