TUNGSTEN

We Will Rise

Arising Empire Records/Nuclear Blast Records

Release date: 20 settembre 2019

 

 

Una band svedese a conduzione familiare per questi nuovi Tungsten, fondati da Nick e Karl Johansson, rispettivamente chitarrista e bassista del gruppo, nonché figli del batterista e contrabbassista Anders Johansson (ex Hammerfall, ex Malmsteen col fratello Jens, e attualmente nei Manowar per il “Final Battle Tour”) che, sotto l’egida del padre, hanno dato vita al primo album di debutto “We Will Rise” uscito per Arising Empire lo scorso 20 settembre, a cui hanno ovviamente aggiunto come membri il papà e un Mike Andersson alla voce (Cloudscape, ex Planet Alliance e Fullforce). Lo stesso Johannson senior è completamente soddisfatto del risultato per l’approccio metal moderno che hanno voluto dare i suoi pargoli alle canzoni e alle melodie che lui stesso non sarebbe ruscito a creare visti i suoi trascorsi di metal e power classici; ciononostante, le sonorità prodotte si avvicinano molto alla folk music nordica del passato e una certa influenza jazz e hard rock a lui cara (non per nulla è figlio d’arte proveniendo da una famiglia di musicisti fatta e finita).

 

 

Viste le premesse, potrebbe trattarsi di una band di “raccomandati”, ma non è per nulla così, poiché questi Tungsten hanno tirato fuori un prodotto decisamente originale e una grinta fuori dall’ordinario, che spesso manca nei gruppi di giovani leve. Certo, il tutto deriva sia dalle influenze musicali dei ragazzi ispirati al metal estremo e prog dei Meshuggah e al nu metal dei Disturbed, che dalle esperienze musicali sia di Johansson senior che di Mike Andersson, ormai avviatissimi con le loro band famose. È un dato di fatto in questo nuovo album voler cogliere similitudini ai diversi generi muscali, tuttavia i loro elementi portanti vengono inseriti in un mélange di sonorità accattivanti che spaziano dall’heavy metal classico, ai ritmi veloci del powerozzo più allegro, toccando punte di nu metal, unendo inserti di synth industrial a growl e scream metalcore, aggiungendo melodie folk, celtiche e, come già accennato prima, pure un “certo non so che” di jazzeggiante.

 

 

Per quanto la band sia nata nel 2016, la registrazione di questo album d’esordio è avvenuta gradualmente a partire dell’estate del 2018: prima la batteria agli Heptagon Studios, successivamente chitarre e basso agli Harmstudios, infine i cori e le vocals di Andersson, il tutto è stato poi prodotto e missato da Nick Johansson, e solo verso la fine del 2019 l’etichetta discografica ha voluto pubblicare l’opera completa. Inoltre, artefici della grafica della cover art, del logo della band e del layout finale dell’album sono Andreas Marshall, già famoso per le copertine di Blind Guardian, Obituary e Hammerfall, e Rainer Kalwitz.

 

L’opener che è anche la title track, “We Will Rise” (di cui è già uscito il primo video, insieme a quelli di “Misled” e “The Fairies Dance”, tutti e tre creati dalla mente del registra musicale Patrick Ullaeus), attacca subito con un intro di tastiera di tipica influenza di metal sinfonico nordeuropeo per poi aprire la strada a riff elettrizzanti di chitarra e drum beat, oltre alla voce metal pulitissima di Andersson. Una musicalità hard rock molto melodica, a ricordo delle band rock svedesi anni ’80 si coglie in “Misled” e nell’ultima “Wish Upon a Star”, molto catchy per i cori da battaglia degli Indiani d’America.

 

In “The Fairies Dance”, uscita come singolo molto prima della pubblicazione del disco, si crea un senso mistico dovuto alle note da carillon dell’intro, dai testi un po’ dark horror ispirati a leggende di spiriti e dai ritmi accattivanti e dai ritornelli molto orecchiabili che, insieme alle altre due tracce “Sweet Vendetta” e “To The Bottom”, ricordano molto le sonorità di film di animazione: “Sweet Vendetta” rimanda alla colonna sonora de Gli Aristogatti, il film della Disney ambientato nella Parigi dei primi del ’900, e “To The Bottom” invece a A Nightmare Before Christmas, oltre che alle canzoni più cupe degli Avenged Sevenfold, quali “Nightmare” e “A Little Piece Of Heaven”; “To The Bottom” si avvicina molto al passo cadenzato da parata militare che piace tanto ai connazionali Sabaton, presente anche in “It Ain’t Over” e “As I’m Falling”.

 

“Impolite” evidenzia ancora una volta la dinamicità e l’ecletticità vocali del cantante, il cui timbro rimanda qui ad elementi simili alla voce tipica di Miles Kennedy con i suoi Alter Bridge, alternandosi ai cori divertenti tra una strofa e l’altra. “Remember” riprende suoni industrial e dark anni ’90, dando però un aspetto metal più moderno. Forse le canzoni che rendono meno sono “Coming Home” e “Animals”, ma non per questo, esse possiedono elementi molto interessanti a completezza del disco, quali i ritornelli danzerecci e lo screaming potente del bassista Karl.

 

Non ci si può non innamorare di questo “We Will Rise”, poiché possiede tutte le caratteristiche dei diversi generi musicali, fusi preziosamente insieme in un unico gioiello! Caratteristiche che piacciono tanto a noi appassionati di metal classico potente e power “happy” dal cantato poderoso e pulito, che però non disdegnamo nuove idee e inserti più moderni: l’importante è che si combinino alla perfezione ricreando ritmi piacevoli e vincenti e ritornelli un po’ ruffiani! Headbanging e balli scatenati sono qui assicurati!

 

 

Tracklist:

1. We Will Rise

2. Misled

3. The Fairies Dance

4. Coming Home

5. It Ain’t Over

6. As I’m Falling

7. Sweet Vendetta

8. Animals

9. Remember

10. To The Bottom

11. Impolite

12. Wish Upon A Star

 

 

Line-up:

Mike Andersson: vocals

Karl Johansson: bass, keyboards, synth, screams

Nick Johansson: guitars

Anders Johansson: drums

 

 

Link:

www.tungstenofficial.com

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