BLIND GUARDIAN TWILIGHT ORCHESTRA

Legacy Of The Dark Lands

Nuclear Blast Records

Release date: 8 novembre 2019

 

 

Molto spesso ci sono cose che hanno bisogno di tempo prima di assumere una forma perfetta e definitiva in qualsiasi campo, non solo in ambito artistico, come un buon vino che si lascia a decantare per farlo “respirare” prima che possa essere gustato al meglio; è il caso di “Legacy Of The Dark Lands” della Blind Guardian Twilight Orchestra, il cui progetto ambizioso è stato concepito nel 1996 dalle menti di Hansi Kürsch e André Olbrich, rispettivamente frontman e chitarrista dei Blind Guardian, che hanno sempre voluto ideare un concept album orchestrale ben diverso dal loro “At The Edge Of Time”. Ebbene, ci sono voluti tutti questi anni di scambi di idee e brainstorming, aggiunte, variazioni, tagli e – diciamocelo pure – di un bel capitale messo a disposizione, affinché questa idea, sempre rimasta nel limbo in forma embrionale, abbia finalmente trovato il modo di crescere e svilupparsi durante questa eterna gestazione durata ben 23 anni: l’8 novembre scorso, infatti, in casa Nuclear Blast ha visto la luce questo concept album completamente sinfonico, basato su una storia epica piena di avventure, magia, incontri particolari, conquiste, ritrovamenti di tesori oltre che della presa di coscienza del proprio essere da parte dei protagonisti.

 

 

Unire un’intera orchestra, nella fattispecie l’Orchestra Filarmonica di Praga, già coinvolta per l’album “At The Endge Of Time” citato prima, alla sola voce unica e inimitabile di Kürsch, alternando intermezzi narrativi, ha creato, appunto, un’opera monumentale e quasi azzardata senza pari, che ha fatto e farà parlare molto di sé, in cui gli stessi Hansi e André, insieme al produttore storico dei Blind Guardian, Charlie Bauerfeind, hanno voluto mantenere lo spirito originale delle melodie concepite nel 1996: basti pensare che nel 2005 è stato annunciato il progetto e le prime registrazioni degli spezzoni dell’album risalgono al 2008 e da allora, nei momenti di pausa tra un album o un tour e l’altro, si sono susseguite 8 sessioni orchestrali presso il Rudolfinum di Praga, provando 1-2 canzoni al giorno per due giorni consecutivi, e sono stati ricreati tutti i sound effect all’80-85% dagli stessi ideatori del concept: il tutto sarebbe costato un milione di euro senza contare tutte le ulteriori sessioni dallo stesso Hansi nei suoi momenti di pausa o di evasione dal blocco creativo con gli album della sua band, a detta del vocalist stesso.

 

 

L’album, costituito da 24 tracce, di cui 11 sono canzoni e orchestrazioni vere e proprie, compresa la prima intro all’album, che si alternano a 12 narrazioni scritte di pugno da Hansi e recitate dagli stessi attori inglesi reclutati già nel 1998 ai tempi di “Nightfall in Middle-Earth”, rappresenta, quindi, un nuovissimo approccio alla musica epica e leggendaria che si discosta alla lunga dal concetto di speed metal a cui siamo ben abituati con i nostri beniamini del power: si tratta ugualmente di una “orchestra metal”, stavolta senza l’impiego delle chitarre elettriche. Questo disco “Legacy Of The Dark Lands”, prequel del romanzo “Die Dunklen Lande” (“Le Terre Oscure”) dello scrittore fantasy Markus Heitz, uscito in Germania lo scorso marzo (e disponibile in formato e-book in inglese dalla fine di ottobre), ha visto la collaborazione artistica su due piani differenti, quello della narrazione unito a quello della musica, e non è un caso che lo stesso autore tedesco sia un grande fan dei suoi connazionali Blind Guardian.

 

La storia si ambienta nel 1629 in piena Guerra dei Trent’Anni, le cui guerre di religione tra i Protestanti e il Sacro Romano Impero hanno dilaniato l’Europa Centrale dove, in questi frangenti,la giovane Aenlin Kane, figlia di Solomon Kane (il famoso personaggio letterario creato da Robert Erwin Howard, che ha scritto “Conan Il Barbaro”), intraprenderà viaggi avventurosi nell’allora territorio germanico da Amburgo a Bamberga insieme alla fidata Tahmina, una mistica persiana, per recuperare il tesoro di suo padre rubato in quegli anni e nascosto da qualche parte nell’Impero Asburgico; durante questa ricerca della sua eredità, la ragazza si imbatterà nelle forze del male e si unirà alla Compagnia delle Indie Orientali, incontrando numerosi personaggi interessanti, alcuni di loro fantastici e magici (giganti, nani, maghi, ecc.), tra cui il leader della Compagnia e il protagonista di “Legacy of The Dark Lands”, il mercenario Nicholas ignaro della propria esistenza finché non scoprirà di essere il primo dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse a voler sventare l’apocalisse.

 

Senza ombra di dubbio, la storia è tessuta come un arazzo pregiato all’interno dell’album dalla resa estremamente brillante e pomposa, quasi fosse veramente la colonna sonora di qualche adattamento cinematografico di qualche mito o leggenda, grazie alle orchestrazioni magistrali unite alla vocalità imponente ed eclettica della leggenda vivente Hansi Kürsch insieme ai cori dell’Orchestra Sinfonica di Praga. Non c’è una canzone nell’intero disco che non abbia elementi portanti e di spicco da non venire identificati subito: tutte le tracce mostrano un senso di malinconia, di mistero o di minaccia, la cui resa orchestrale è pazzesca, caratterizzata sempre da un crescendo melodico o di cori di voci pulite, mistiche ed eteree. La voce di Hansi alterna momenti molto imponenti e altissimi a quelli con una tonalità calda e avvolgente, come nella terza traccia “War Feeds War” che è la prima cantata dopo l’overture strumentale e la prima narrazione ed è anche il terzo singolo appena uscito presentato dal video interpretato dagli stessi Kürsch e Olbrich. Il brano successivo cantato è “Dark Cloud’s Rising”, che parte in crescendo per via dei fiati e dei violini fino a concludersi in maniera decisamente epica.

 

 

Nella traccia “In The Underworld” la musica, la liricità di Hansi e i cori ripetuti danno il senso di qualcosa di incombente in arrivo, cosa che si contrasta con la giovialità regale delle melodie nella successiva canzone “The Great Ordeal”. I brani cantati successivi sono forse quelli che rimangono più impressi in testa, ma non per questi si possono definire semplici, anzi il bello sta proprio nella complessità di ogni melodia tale da renderne accattivante e avvicente l’ascolto: “In the Red Dwarf’s Tower”, dal bel dialogo tra i cori e i vocalizzi e le liriche di Hansi “Treason”, dalla dolcezza e allegria di fondo che rimanda a “The Bard’s Song” dei tempi andati, “Point Of No Return”, il primissimo singolo col lyrics video, che è forse il brano più passionale e stratificato, giustamente ad aver aperto la strada all’album in imminente uscita, “Niphilim“, dalle incredibili variazioni vocali di Hansi in continuo alternarsi tra estensioni vocali più alte e quelle più basse in un ottovolante infinito di note.

 

Gli ultimi 20 minuti solenni sul disco tra cantato e parlato segnano l’avvicinarsi della conclusione della storia: le ultime 3 song “Harvester Of Souls”, la più lunga dell’album, “Thi Storm”, il secondo singolo e secondo lyric video ad essere pubblicato, e l’ultima “Beyond The Wall”, entrambe dall’altissima prestazione vocale della mente concettuale del disco firmato Blind Guardian, anche se gli altri due colleghi Marcus Siepen e Frederik Ehmke non compaiono nel progetto.

 

Sicuramente, i fan più accaniti dei Bardi di Krefeld potrebbero ben storgere il naso per questa nuova uscita che si distacca completamente dai canoni blindguardiani che conosciamo: alcuni saranno irritati, altri confusi, altri pieni di pregiudizi, altri forse curiosi e interessati, ma prima di iniziare le solite polemiche fuori luogo senza avere ascoltato il tutto, riteniamo sia il caso di vedere questa nuova opera sinfonica con occhi diversi, estrapolandola dal contesto power metal – o semplicemente metal -, e di interpretarla in maniera allegorica e scanzonata come se si stesse seduti sulle poltrone da teatro, facendosi avvolgere da una acustica e da una produzione di primo livello.

 

Il dubbio che ci assale, ancora non del tutto confermato nelle interviste da Kürsch, è se sarà mai possibile convertire questo “Legacy Of The Dark Lands”“ in una performance dal vivo con tanto di orchestra e cori alle spalle di Hansi: un’idea di non troppo facile realizzazione, ma mai dire mai! Se un’opera così ambiziosa ha impiegato così tanto tempo prima di poter sbocciare in tutta la sua magnificenza nel 2019, non è allora da escludere la trasposizione in sede live più in là col tempo. ‘Volere è potere’ è sicuramente il motto della band teutonica, che, tuttavia, a partire dei prossimi anni sarà impegnata in diversi progetti puramente targati Blind Guardian: nei primi del 2020 e per tutto il 2021, la registrazione il nuovo album, di cui sono già pronte 10 tracce con la possibile aggiunta di ulteriori 1-2 canzoni e che avrà un’impronta metal diversa, con inserti prog moderni alla Rush; il DVD tratto dal live a Wacken; la possibile uscita del nuovo “Demons & Wizards” a febbraio-marzo 2020; infine – chissà? – proprio un live con la Blind Guardia Twilight Orchestra.

 

 

 

Tracklist:

1. 1618 Ouverture

2. The Gathering

3. War Feeds War

4. Comets And Prophecies

5. Dark Cloud’s Rising

6. The Ritual

7. In the Underworld

8. A Secret Society

9. The Great Ordeal

10. Bez

11. In the Red Dwarf’s Tower

12. Into the Battle

13. Treason

14. Between the Realms

15. Point of No Return

16. The White Horseman

17. Nephilim

18. Trial And Coronation

19. Harvester of Souls

20. Conquest Is Over

21. This Storm

22. The Great Assault

23. Beyond the Wall

24. A New Beginning

 

 

Line-up:

Hansi Kürsch: vocals

The City of Prague Philharmonic Orchestra: orchestra

 

Link Utili:

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