L’Italia ha l’onore di essere il punto di partenza del tour europeo degli intramontabili Skid Row. Questa prima data, che si è svolta nella splendida location del Phenomenon di Fontaneto D’Agogna, era molto attesa dai fan della band americana. L’ultima calata in terra italiana risaliva ad un anno e mezzo fa (21 Maggio 2018) e l’eco della loro sontuosa prestazione non si era ancora completamente dissipato. La sala del locale è gremita di spettatori (anche se non sold out) a certificare che la voglia di supportare gli Skid Row è ancora ben lungi dall’esaurirsi. Ad aumentare le aspettative del pubblico troviamo anche due interessantissime band.

 

A dar fuoco alle polveri ci pensano gli Electric Mary. Provenienti dall’Australia sono tutto tranne dei novellini. Avendo già dato alle stampe una manciata di album (tra i quali un live) dal 2003 ad oggi, in più hanno pure condiviso il palco con band del calibro di Whitesnake, Alice Cooper, Judas Priest e Deep Purple (giusto per citarne alcune) e l’amalgama cementata on stage si vede tutta. Il loro hard rock a tinte seventies è supportato da un tiro “animalesco” e dalla perfetta integrazione tra i vari membri della band. Mattatori della serata, senza ombra di dubbio, il cantante Rusty e il bassista Alex che con il loro atteggiamento (e la loro bravura) hanno tenuto in mano le redini dello show. Per quanto riguarda i pezzi, sono sicuramente da citare il rock n’ roll old school (con tanto di armonica) di Sweet Mary e la zeppeliniana “Woman”, ma oltre a questi c’è da lodare la loro carica nell’eseguirli. Non saranno il massimo dell’originalità, ma gli Electric Mary sanno come rendere godibili i loro pezzi in sede live. Bravissimi.

 

Cambio palco ed è il turno degli Hollostar. Nativi del regno unito, hanno all’attivo un ep (2017) e un full lenght uscito nel 2019. In più quest’anno sono entrati nella top 5 (sezione band emergente) nelle classifiche stilate da Planet Rock Radio. Le loro influenze svariano tra il tradizionale hard rock (che può ricordare i Black Stone Cherry) al rock settantiano. Quello che balza subito all’orecchio sono l’estrema cura per i suoni (davvero precisi) e la versatile voce del cantante/bassista Joe Bonson. Le loro composizioni presentano linee melodiche ben definite e vengono riproposte con la giusta grinta. Le varie “Take It All”, “Let You Down” o “Overrated” colpiscono per gli ottimi riff e per il loro incedere coinvolgente. L’energia dei quattro ragazzi, unita alla simpatia che sono riusciti a trasmettere permette loro di portare a casa un ottimo concerto condito dagli applausi convinti della sala. Sono giovani e bravi, speriamo che continuino su questa strada.

 

Non mancano che gli Skid Row. Introdotti dall’intro “Blitzkrieg Bop” dei Ramones fanno il loro ingresso Dave Sabo, Scotti Hill, Rachel Bolan, Rob Hammersmith e ZP Theart e la sala prorompe in un boato. L’attacco è un pugno in pieno viso a tutti gli spettatori. “Slave To The Grind”, “Sweet Little Sister” e “Big Guns” investono il Phenomenon con una forza paragonabile all’esplosione di una bomba atomica. La band è in piena forma ed è una vera manna per tutti assaporare i riff e gli assolo di chitarra riprodotti in maniera pressoché perfetta. Sia Rachel che Rob risultano instancabili, creando un groove mostruoso a supporto dei pezzi eseguiti. Non c’è che dire, gli Skid Row sono una macchina da guerra inarrestabile.

 

La scaletta come al solito va a pescare principalmente nei primi due album lasciando le sole “Ghost” e “We Are The Damned” a rappresentare la discografia post Bach. In realtà viene eseguita (e cantata da Rachel) la cover di “Pshycho Therapy” dei Ramones (presente nell’Ep “B-Side Ourselves”) oramai diventata parte integrante dei loro show. Per quanto concerne ZP Theart sembra essersi calato perfettamente nel ruolo di frontman. Se guardiamo il pelo nell’uovo, si deve elogiare la sua prestazione sui brani più tirati, mentre sulle ballad perde qualcosina. Quando riuscirà a cantare “I Remenber You” come se ad ogni nota gli si dovesse spezzare il cuore, allora avrà completato il suo percorso. In ogni caso tanto di cappello alla sua performance. Il pubblico gradisce ed incita la band per tutta la durata del concerto riservando loro il massimo dell’affetto durante “18 & Life” e nella conclusiva “Youth Gone Wild”, inni di una generazione (la nostra) che è cresciuta avendo i poster di questi signori sulle pareti della propria camera.

 

Ringraziamo quindi il Phenomenon (locale di inestimabile valore), la Bagana e La B.A. City Factory per aver creduto in questa kermesse realizzandola con la consueta professionalità. In ultimo le band di supporto (davvero ottime) e gli Skid Row per averci regalato emozioni uniche.

 

Set List:

1. Slave To The Grind

2. Sweet Little Sister

3. Big Guns

4. 18 & Life

5. Piece Of Me

6. Livin’ On A Chain Gang

7. Ghost

8. Psycho Therapy

9. I Remenber You

10. Monkey Business

11. Makin’ A Mess

bis

12. We Are The Damned

13. In A Darkened Room

14. Youth Gone Wild

 

Skid Row

Electric Mary

Hollowstar

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