In questa nebbiosa serata autunnale (29 novembre) tornano in Italia per presentare il nuovo album “Talviyö” i Sonata Arctica, tanto amati dal pubblico italiano che li accoglie sempre con grande affetto e calore. Ad accompagnarli in questo tour intitolato “The Raven Still Flies Over Europe”, i finlandesi Temple Balls e gli americani Edge Of Paradise.

 

I Temple Balls salgono sul palco con quindici minuti d’anticipo per motivi di produzione ed il pubblico, se pure ancora poco numeroso, si avvicina al pit per avere una migliore visuale. L’energico hard rock/sleaze dei nostri trascina i presenti che, se inizialmente sembrano un po’ reticenti, si fanno coinvolgere anche grazie alla presenza scenica della band, molto trascinante. Il loro sound è energico, divertente, un vero tuffo negli anni ’80 che certo fa incuriosire anche chi non aveva mai avuto il piacere di ascoltare la band live. Con il brano “Hell And Feelin’ Fine” il coinvolgimento degli astanti aumenta, i Temple Balls dimostrano di sapersi muovere bene sul palco e come intrattenere in modo divertente. Decisamente un’apertura di serata piena di energia che non fa che riscaldare ulteriormente la platea.

 

 

Un veloce cambio di palco ed ecco gli Edge Of Paradise che senza pochi preamboli iniziano il loro show. Il pubblico è già più numeroso e si avvicina attirato dalla potenza vocale della frontwoman Margarita Monet che certo si fa notare per il suo incredibile range vocale. I suoni purtroppo non ben equalizzati non permettono di godersi appieno la performance, non rendendo giustizia alla potenza delle chitarre, dei cori e del sound in generale. Gli Edge Of Paradise hanno avuto grande successo già dopo l’uscita del primo album che ha permesso loro di condividere il palco con artisti come Kamelot, Bullet Boys, Dave Lombardo degli Slayer e molti altri. La band interagisce scarsamente con la platea, risultando forse un po’ “fredda”, ma riesce comunque ad accogliere i consensi degli astanti che si fanno sentire a gran voce.

 

 

Ed ecco che viene issato finalmente il poster con la scritta Sonata Arctica, che annuncia che tra poco arriverà sul palco la tanto attesa band! Pochi minuti di cambio palco e le luci si spengono… La theme di “Back To The Future” fa esaltare i presenti, abituati a un’intro diversa, che ora iniziano ad accalcarsi sempre più sotto al palco meravigliati e divertiti. Appena finisce, i nostri salgono sul palco ed iniziano lo show con il primo singolo estratto da “Talviyö” intitolato “A Little Less Understanding”, che subito viene accolto con grande entusiasmo. La band è in splendida forma ed è padrona del palco come ad ogni live e forse anche di più, la sicurezza e padronanza sono ben visibili e non si sa davvero da che parte guardare perché ognuno dei membri è ipnotico allo stesso modo. Il ben noto carisma di Toni Kakko fa di ogni brano una performance quasi teatrale, non solo canta ma recita ed emoziona senza mai sembrare stanco ed introducendo ogni pezzo in modo spiritoso, coinvolgendo il pubblico che risponde a gran voce ad ogni sua domanda o affermazione.

 

Il frontman racconta anche aneddoti divertenti, per esempio alla presentazione del brano “Tallulah” racconta che in Finlandia è molto in voga il karaoke e c’è un locale in cui è esposto un cartello che mostra la scritta “NO Tallulah” e chiedendo al pubblico di aiutarlo a cantare. Non può certo mancare l’ormai noto discorso di Kakko che ringrazia i presenti per essere in un certo modo coloro che stanno mantenendo in vita la musica live grazie all’acquisto del biglietto e del merch, un discorso che emoziona sempre e che fa in un certo modo sentire i presenti fieri e importanti. Quasi alla fine del live, il frontman lascia il palco ed inizia un assolo di basso, seguito a ruota da tutti gli altri strumenti in un momento di altissima musica che lascia gli astanti a bocca aperta e che permette a Toni di presentare i membri della band nel finale. Qualche chicca del passato come “X Marks The Spot” e “Black Sheep” fa letteralmente esplodere la platea che inizia a saltare ed agitarsi, sempre cantando a gran voce come ha ininterrottamente fatto fino ad ora. Anche i brani del nuovo album sono ben accolti, e già vengono cantati come fossero sempre stati presenti nel repertorio musicale live della band. Arriva poi la classica “Full Moon”, introdotta dal coro del pubblico e che chiude il live… E invece nulla è concluso! La band viene richiamata a gran voce e propone, dopo un assolo di tastiera di Henkka, altri due brani. Ora purtroppo il live è davvero concluso, ma come di rito arriva la classica sfida in cui la platea viene divisa in tre ed a cui viene chiesto, dopo una breve frase di Toni, di gridare a gran voce la parola “Vodka” per poi unirsi in un unico coro esaltato mentre la band accelera il ritmo fino alla follia.

 

Non c’è nulla da aggiungere, il calore e l’entusiasmo dimostrati per questa band è sempre alle stelle e loro di certo sanno come ringraziare in modo caloroso e soprattutto affettuoso il loro pubblico, facendo sentire tutti parte di una grande splendida famiglia.

 

Emozioni fortissime che rimarranno impresse nella mente e soprattutto nei cuori dei presenti in questa nebbiosa serata che si è riscaldata ancora una volta grazie alla musica.

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