EDGE OF FOREVER

Native Soul

Frontiers Music srl

Release date: 6 Dicembre 2019

 

 

La storia che ci lega agli Edge Of Forever parte dal loro primo lavoro “Feeding The Fire” (anno 2004). Questo disco ci incuriosì per la presenza di Jeff Scott Soto (in due tracce) e per la produzione affidata al mai dimenticato Marcel Jacob. Inutile dire che fu amore a primo ascolto grazie alle peculiarità (ancora in fase embrionale ma già ottime) che il buon Alessandro Del Vecchio avrebbe sviluppato negli anni a seguire. A “Feeding The Fire” seguì l’anno seguente “Let The Demon Rock “N’ Roll” (sempre con Bob Harris come lead vocalist ma prodotto da Bobby Barth) e poi nel 2009 “Another Paradise” segnò il ritorno della band con Ale a prendere le redini nelle vocals (il duetto con Roberto Tiranti nella title track è da standing ovation).

 

Questo album segna anche l’ingresso in formazione di Nik Mazzucconi (ora nei Labyrinth) al basso. Con “Native Soul” Alessandro riesce, con straordinaria sagacia, a condensare tutta la creatività accumulata negli ultimi 10 anni, sfornando un prodotto maturo dove la sua passione per la musica è libera di esprimersi ai massimi livelli. Scelta vincente poi risulta l’essersi circondato da amici (e incredibili musicisti) del calibro di Aldo Lonobile (Secret Sphere/Death SS), il già citato Nik e Marco di Salvia (Hardline/Kee Of Hearts).

 

L’attacco di “Three Rivers” cantata “a cappella” ci mette già sulla buona strada mostrando la grande capacità degli Edge Of Forever di creare intrecci vocali di una bellezza abbagliante. Ma non è solo questo. La title track “Native Soul” con rispettivo video sprigiona subito un rock di elevata fattura che si può definire come un mix tra i Nelson e i primi Bon Jovi. Grandi melodie nella successiva “Promised Land” (disponibile il video) dove il gran ritornello Journey oriented è supportato da un riff e un solo magistrale di Aldo. L’ascolto prosegue con “Carry On” dove si possono cogliere riferimenti al progetto LRS e ai Revolution Saints. Ancora una volta il refrain è da pelle d’oca, esplodendo in una coralità di altri tempi. Poi quando il sound si indurisce e le inflessioni alla Place Vendome prendono il sopravvento, si materializzano nella loro epicità brani come “Take Your Time” e “I Made Myself What I Am”, dove il groove è davvero mozzafiato.

 

Non manca certo la ballad e con “Shine” Alessandro mette tutto se stesso nel cantato, puntando direttamente al cuore dell’ascoltatore. “Dying Sun” colpisce nel segno con il suo tiro “live” grazie, ancora una volta, ad un ritornello catchy e all’eccellente intreccio tra tastiere e chitarra. “War” condensa nei suoi 4 minuti l’ingegnosità degli Edge Of Forever nel rielaborare il class metal in chiave moderna. Le due ultime perle “Wash Your Sins Away” e “Ride With The Wind” mostrano la capacità della band di creare canzoni che, pur non distaccandosi dal loro trademark, sono in grado di rimanere ben stampate nel cervello.

 

“Native Soul” è un album ricercato. La vena creativa che ha permesso ad Alessandro Del Vecchio di creare questo piccolo gioiello trova le fondamenta nel suo passato, passato che viene rivisitato grazie all’esperienza acquisita in questi ultimi 15 anni. Non ci si sbaglia ad affermare che questo disco sarà sicuramente nella top 5 del 2020 di molti. Per noi ci entrerà sicuramente, a voi non resta che ascoltarlo e lasciarvi catturare dall’estro degli Edge Of Forever.

 

 

Track List

01 Three Rivers

02 Native Soul

03 Promised Land

04 Carry On

05 Take Your Time

06 Dying Sun

07 Shine

08 I Made Myself What I Am

09 War

10 Wash Your Sins Away

11 Ride With The Wind

 

Line Up:

Alessandro Del Vecchio – vocals / keyboards

Marco Di Salvia – Drums

Aldo Lonobile – Guitar

Nik Mazzucconi – Bass

 

 

Link

edgeofforever.it

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