VOLTUMNA

Ciclope

Extreme Metal Music

Data pubblicazione: 13 Dicembre 2019

 

 

Ci sono delle band che riescono ad entrarti nell’animo ed a portarti in dimensioni estranianti, dove la tua anima vaga come il protagonista de ‘Alla ricerca dello sconosciuto Kadath’ di Lovecraft: sospeso nel tempo, in un mondo che era talmente prima di questo, da essere un eco ed un brivido.

 

Vuoi per la loro provenienza (Viterbo), terra etrusca ricca di antichi misteri storici, popolata un tempo da una civiltà della quale sappiamo ancora molto poco, vuoi per le tematiche trattate (mitologia etrusca, appunto) che per il particolare approccio al black, in maniera sinfonica, progressiva e atmosferica, i Voltumna giungono a questo ‘Ciclope’, quarto lavoro di una carriera basata su coraggio creativo e dedizione alla qualità artistica massima, sfornando un gioiello di oscura e dinamica varietà, come si può apprezzare dalla track ‘Collapsed Island’, prima vera traccia dopo l’onirico, estraniante e molto influenzata dai Nocturnus, ‘Entering the Wrong Circle’.

 

Nocturnus che incontrano Emperor, soprattutto per il lavoro di programming del bassista Phersu, che abbracciano le dilanianti chitarre care agli At The Gates ma anche ai Cerimonial Oath, il tutto gestito con quell’aura di aristocratica ferocia dei migliori Immortal o Dark Throne degli esordi.

 

Haruspex alla chitarra, oltre a far piovere fuoco con i riff di ‘Megalithic Circle’ (dove i Nocturnus di The Kay abbracciano una techno orientaleggiante degna dei Septic Flesh), fa esplodere il firmamento con l’incipit chitarristico di Cosmos, supportato da una batteria cavalcante ed instancabile ad opera di Augur Veii (anche se con un suono leggermente troppo sintetico), per un brano di oscura epica che unisce Emperor della prima ora e Arcturus, prima di rigettarsi nei flutti selvaggi e sincopati delle acque acherontee de ‘La Furia dei Ciclopi’ (unico brano parzialmente in italiano e primo singolo del lavoro, accompagnato da un videoclip), dove l’esperimento della lingua madre italiana, unita alle laceranti growl-vocal di Haruspex, riesce quasi totalmente, se si eccettuano alcuni zoppicamenti espressivi e metrici, il tutto condito da un altro grande prego del death/black progressivo dei Voltumna: gli assoli di Haruspex, i quali donano splendida espressività anche ai frangenti più violenti del lavoro come la solenne ed arcana, nella sua selvaggia architettura black, ‘Hybris’, uno dei pezzi migliori del lavoro dalla cui eterogeneità esce tutta la splendida coesione compositiva ed esecutiva del three-piece laziale che, memore delle sue radici occult/black metal (‘Damnatio Sacrorum’ e ‘Disciplina Etrusca’) sforna momenti di eterea violenza come nell’estasi strumentale di ‘The Double Spiral’, per poi concludere il loro viaggio nell’Ade della civiltà di Volterra con le due track più articolate del lavoro: ‘When Giants Walk This Earth’ e ‘Sublime Astral Conception’, un binomio assolutamente estatico e, al contempo, estraniante, per una band ricca di fascino arcano, come la civiltà dei loro antenati che hanno deciso di cantare (e suonare).

 

Un piccolo gioiello di black/death dallo spirito progressive….e supportato anche da qualche entità spiritica dei loro antenati dell’Etruria. Da ascoltare senza indugi.

 

 

Tracklist:

1. Entering the Wrong Circle

2. Collapsed Island

3. The Megalithic Circle

4. Cosmos

5. La furia dei ciclopi

6. Divine Bloodline

7. Hybris

8. The Double Spiral

9. When Giants Walk This Earth

10. Sublime Astral Conception

 

Line-up:

Haruspex Guitars, Vocals

Augur Veii Drums

Phersu Bass, Vocals, Programming

 

 

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