BLACK MAMA

Where the Wild Things Run

Andromeda Relix

Release date: 14 Dicembre 2019

 

 

Blues Never Dies! Sembra il titolo di un nuovo episodio di James Bond ma in realtà è lo specchio di quella che è una verità: il Blues non muore mai ed ogni volta piace sempre più.

 

Il Power Trio veronese dei Black Mama è un nostrano esempio di questa affermazione, infatti, attingendo dalle più famose icone mondiali del genere Southern rock, sfodera il loro secondo album proprio dopo 10 anni di carriera ed allo scadere di un 2019 che ha coronato band come i Greta Van Fleet, diretti “figli” dei Led Zeppelin. La voglia di tornare un po’ alle origini si sta contrapponendo all’innovazione nell’ambito della musica moderna e vedremo come andrà a finire.

 

Ma qui si parla di “Where the Wild Things Run” dei Black Mama che esordiscono con la prima traccia del disco, “Feelin’ Allright”, spedito come un treno e scandito da un 4/4 preciso ed incisivo del rullante di Andrea Marchioretti. Voce interessante e calda al punto giusto, la stessa che suona anche la chitarra dal suono e stile azzeccatissimo di Nicolò Carozzi (alter ego di Myles Kennedy per somiglianza). Nonc’è tempo per fermarsi alle apparenze e quindi si passa immediatamente dal genere The Allman Brothers alla Title Track “Where The Wild Things Run” in chiave 70ies dei Kansas. Un altro bel treno!

 

Non ci si ferma mai ed a seguire un incazzatissimo intro Rock alla Ac/Dc per “Tell My Mama”, incardinata su un semplice ed accattivante riffaggio. “Come On, Come On, Come On” segue la scia degli ZZ Top, offrendo un brano spensierato e godereccio, ottimo come base per un viaggio lungo le coste della California, magari con un paio di belle figliole sul sedile postiore di una Mustang cabrio.

 

Andiamo a scomodare anche Mr. BB King con “Hands Full of Nothing but The Blues”, dove vengono eradicate le più profonde radici del Blues per estrarre uno di quei brani lenti e ritmati da locale tutto velluti, fumo di sigaro e Jack Daniels nei bicchieri. Anche l’assolo ripercorre i tempi, ove la chitarra è la “prima voce” su un “letto” ritmico quasi ovattato di batteria. Un altro mostro sacro viene tirato dentro in questa mega Jam Sessione, sua santità Jimi Hendrix. Infatti “I Got a Woman” non avrebbe assolutamente sfigurato sul palco di Woodstock. Qui l’occhio di bue è sicuramente puntato Paolo Stellini che con il suo bel basso gommoso e tondo è un eccellente supporto alle note pregne di Wha Wha delle 6 corde di Nicolò Carozzi.

 

Un leggera frenata al ritmo grazie a “Red Dressed Devil”, dove nuovamente il groove di basso trascina tutto il brano, mix di influenze dei più grandi Bluesman del passato. “Shining Rust” esprime esattamente il groove che la band ha voluto imprimere al brano, una scintillante ruggine che ha il forte sapore Texano, ribs e birra a fiumi, probabilmente il brano motrice e più trascinante di tutto il disco.

 

In chiusura troviamo “Icarus”, brano dalla trama sonora pastosa e calda, avvolgente e penetrante ma che subisce una leggera flessione di stile rispetto i precedenti, fatto salvo per il reprise ed assolo a 2/3 del brano.

 

Sicuramente per i Black Mama essere “rinchiusi” in 9 tracce è fortemente limitativo ed altrettanto sicuramente bisogna cercare di riuscire a vederli live dove la “bestia” del live esce fuori con un ruggito al di fuori dal coro. Un album molto interessante e piacevole all’ascolto, molto emotivo e di sicura compagnia in lunghi viaggi in auto.

 

 

Tracklist:

Feelin’ Allright

Where The Wild Things Run

Tell My Mama

Come On, Come On, Come On

Hands Full of Nothing but The Blues

I Got A Woman

Red Dressed Devil

Shining Rust

Icarus

 

Lineup:

Nicolò Carozzi: Chitarra e Voce

Paolo Stellini: Basso

Andrea Marchioretti: Batteria

 

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