Ciao e benvenuto a RockRebelMagazine! Ci teniamo a farti i complimenti per il tuo nuovo EP “No Quiet Place”, ma prima di concentrarci sul disco mi piacerebbe fare un breve excursus sulla tua carriera artistica. Cosa racconteresti a chi ancora non ti conosce?

Ciao a tutti! È davvero un piacere poter essere raccontato da voi. Innanzitutto grazie mille per la recensione perché mi ha colpito profondamente, sembra che abbia quasi fatto un bel lavoro, ahaha! Per chi non mi conosce, mi chiamo Alessandro e ho 29 anni. All’età di 13 anni ho iniziato a suonare e da lì non ho più smesso. Ci sono stati dei periodi difficili da attraversare, dove per settimane o anche mesi non ho toccato lo strumento, ma alla fine sono sempre tornato all’ovile. Posso dire che per me questa esperienza è gioia, impegno, sacrificio, soddisfazione e soprattutto terapia, indipendentemente dal risultato. Ognuno di noi ha bisogno di qualcosa di forte che ci tenga attaccati a questa vita, altrimenti saremmo perduti. Per me la musica è questo.

 

Com’è nato il tuo progetto solista?

Il mio progetto da solista nasce dall’esigenza di presentare me e la mia storia. Ero reduce dello scioglimento della mia band Black Skyline che ha segnato un forte punto di rottura dentro di me, come quando finisce una relazione importante. Nonostante la botta della separazione ho capito che non potevo smettere, altrimenti avrei perso un pezzo di me che fino a quel giorno era stato fondamentale. Così ho deciso di dar vita a Bemynorth, che sta appunto per “sii/siate il mio nord”, che non si riferisce ad altro che al mio vissuto, alle persone che mi hanno guidato e che non ci sono più, a tutti quei fatti da cui posso trarre aneddoti e concetti fa scrivere.

 

“No quite place” è un lavoro che denota profonda originalità e cura nella composizione e nel songwriting. Da dove trai l’ispirazione?

Questo EP è frutto di un periodo molto duro della mia vita, era come se vivessi fuori dal mondo, mi sembrava tutto di plastica, tutto senza senso e passione. Molti aspetti della mia vita non mi calzavano e non riuscivo proprio ad accettarli, un lavoro che non andava bene, insoddisfazione personale e il non trovare le forze per rimboccarsi le maniche, questo creava un forte senso di angoscia nell’affrontare le giornate. Da questo senso di turbamento nasce il titolo “No Quiet Place”: non trovavo pace da nessuna parte, anche andare a dormire era per me fonte di disagio perché non mi sentivo parte di niente, mi sentivo sempre fuori posto, ero sempre altrove. Quindi l’EP prende ispirazione proprio da questo periodo della mia vita.

 

Che feedback hai ricevuto dai tuoi ascoltatori?

Beh diciamo che già dalle pre produzioni portate in studio ho avuto un riscontro molto positivo. Non ho ricevuto nessun no, molti commenti positivi e qualche critica costruttiva che mi ha permesso di migliorare poi i pezzi in fase di produzione ufficiale. Ora sto promuovendo il tutto solo con le mie forze e sembra essere molto apprezzato, i numeri crescono e anche l’engagement del pubblico si sta alzando. Porto a casa una piccola soddisfazione ogni giorno e ne sono molto felice!

 

Il nuovo EP segna un cambio di registro rispetto alla tua precedente attività musicale. A cosa si deve questo nuovo orientamento stilistico?

Questo cambio di registro non è altro che il ritorno alle origini della musica da cui ero partito. Poi dopo anni di Metalcore, è stato intrigante creare uno stacco netto tra i due generi, una specie di rinascita. È il ritorno all’essenza che molte volte si racconta: ecco, io ho cercato di metterlo in pratica.

 

Quali sono le tue maggiori influenze a livello musicale, e con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Mi sono sempre piaciuti quegli artisti e band americane dal sound Pop Rock come i Goo Goo Dolls, The Calling ecc., le mie linee vocali li rispecchiano molto. Ho provato a fare mia questa cosa e metterla al passo con i tempi. Tra l’altro influenza fortissima che ho avuto sin dalle scuole medie è il mitico Eminem per cui non ho rinunciato a mettere inserti rap qua e là nonostante il genere sia un pop rock prevalentemente acustico. Ci sono molti artisti che stimo a livelli infiniti, John Mayer, Ed Sheeran, Eminem… Mi piacerebbe collaborare con i gruppi da cui ho tratto un po’ di influenza Acoustic- rock come i This Wild Life, Deaf Havana, Dashboard Confessional, Thrice; per quanto riguarda l’italiano invece mi sposterei sul Graffiti Pop, o Indie, ammiro alla follia Frah Quintale, troppo bravo!

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Progetti per il futuro ne ho anche troppi che quasi non riesco a metterli in ordine. Sicuramente una cosa che mi intriga molto è fare un po’ di busking per strada, infatti dal 2020 farò in modo di farmi trovare in giro. Ci sono un paio di singoli nuovi che usciranno nell’arco del prossimo anno, uno sicuramente tra gennaio e febbraio e poI pensavo ad un singolo italiano in primavera inoltrata. Probabilmente un nuovo ep, dove vorrei portare un mix italiano e inglese, perché vorrei anche comunicare nella mia lingua madre. Al momento sto lavorando anche all’organizzazione di un tour estivo.

 

 

Grazie per il tempo che ci hai dedicato! Lascia pure un messaggio e un saluto ai nostri lettori.

Grazie a voi per avermi ospitato una seconda volta! A tutti voi che avete provato un po’ di curiosità leggendo queste righe, potete trovarmi su tutti i social come bemynorth, dove vi terrò aggiornati sui progetti futuri.

Ringrazio infine tutte le persone che sono sempre con me dal giorno 0, perché senza di loro non sarebbe stato lo stesso. A presto!

Facebook Comments