SONS OF APOLLO

MMXX

Inside Out Music

Release Date: 17 Gennaio 2020

 

 

Negli ultimi due anni e mezzo i Sons Of Apollo hanno dimostrato di essere una band vera e propria. Da “Pshychotic Symphony” (album di debutto), passando per il live album, fino a giungere a questo “MMXX”, il super gruppo ha confermato in pieno tutte le aspettative che i fan si erano immaginati.

 

Se il primo lavoro ci aveva mostrato le loro incontestabili capacità, questo “MMXX” riesce a spingersi oltre. Le venature seventies che si intravedevano in “Pshychotic Symphony” sono sempre presenti ma meno utilizzate per lasciare più spazio al metal moderno. Certo la base rimane sempre il prog metal di eccelsa fattura ma l’inserimento di parti più oscure e pesanti costituisce un deciso passo in avanti. La line up stabile e il gran tempo passato on the road hanno decisamente portato il loro affiatamento a livelli stratosferici e permesso loro di creare un album che, sebbene sia diretto discendente delle loro sonorità, inserisce nuovi spunti e nuove idee.

 

Come nel primo capitolo per assimilare al meglio “MMXX” sono necessari ripetuti ascolti. La cosa importante è che ad ogni ulteriore passaggio si riescono a carpire nuove inflessioni e questo rende il cd estremamente godibile.

 

“Goodbye Divinity” (primo singolo e video) apre in maniera divina con quel intro in stile Ayreon per poi esplodere in un riff pesantissimo e tagliente di Thal. Portnoy è il co-protagonista del pezzo con il suo modo unico di imporre il ritmo. Ritmo che si contrappone alla melodia del ritornello e del solo incrociato di tastiere e chitarra. Le fluide interazioni tra Sherinian e Thal si ripropongono su tutti i brani e non risultano mai forzate. Perfetto esempio è la seguente “Wither To Black” dove un riff tritaossa e gli squisiti cambi di tempo mettono in risalto la creatività dei musicisti senza mai perdere i gusto per la melodia. Grande merito di questo è da attribuire anche a Jeff Scott Soto che, con la consueta arguzia, permette alle linee vocali di rendere il tutto omogeneo. E in effetti “Asphyxiation” può ricordare le tecniche adottate sull’ultimo S.O.T.O. La versatilità della sua voce poi permette di passare dalle parti più robuste a quelle più soft con estrema semplicità pur mantenendo il suo tipico timbro. “Desolate July” forse è il pezzo che rappresenta meglio il suo contributo riuscendo a trasmettere in modo impeccabile le sensazioni (a tratti malinconiche) che pervadono la canzone.

 

Il fatto più importante rimane però che i virtuosismi non sono mai corpi estranei alle canzoni, bensì il completamento delle stesse. Per rendersene conto basta ascoltare gli 8 minuti di “King Of Delusion” o i 15 minuti della finale “New World Today”. La prima è un puro idillio sonoro, dove il il tema si sviluppa sul pianoforte posto all’inizio del brano e si evolve, tra cambi di tempo e soli mozzafiato, in una song dalle molteplici sfaccettature. Discorso simile per la suite posta in chiusura, dove ad ogni ascolto si rimane soggiogati dalle parti soliste di Thal, Sherinian, Portnoy e Sheehan. Il ritmo certe volte indiavolato ricorda i pezzi più duri dei Dream Theater con una spruzzata di Symphony X e Saga. Anche qui il grande estro dei Sons Of Apollo impedisce che il tutto si trasformi in onanismo tecnico strumentale (cosa non facile per questi tipi di canzone).

 

Ultimo puntoa favore di “MMXX” è il non avere pezzi interamente strumentali e non possedere cali di livello in nessuna composizione. “Fall To Ascend” e “Resurrection Day” sono a tutti gli effetti altri due piccoli gioielli che ci permettono di gustare il sound di “Awake”, riprendendone il gusto per la melodia ma aggiungendo inflessioni moderne e soluzioni stilistiche di prima scelta.

 

Se c’era bisogno di una conferma “MMXX” dissipa ogni eventuale dubbio sulla vena artistica dei Sons Of Apollo. Prodotto e suonato in maniera ultraterrena, sarà senza dubbio apprezzato dai musicisti e dai fan del prog metal ma non solo. “MMXX” dimostra che quando c’è l’ispirazione (più della tecnica) si possono produrre capolavori di questa portata senza necessariamente autocitarsi.

L’evoluzione prosegue e solo il futuro potrà dirci dove arriveranno i Sons Of Apollo, l’unica cosa certa è che sono sulla giusta strada.

 

 

Tracklist

1. Goodbye Divinity

2. Wither To Black

3. Asphyxiation

4. Desolate July

5. King Of Delusion

6. Fall To Ascend

7. Resurrection Day

8. New World Today

 

 

Line Up

Jeff Scott Soto – vocals

Mike Portnoy – drum/vocals

Ron “Bumblefoot” Thal – guitar/vocals

Billy Sheehan – bass

Derek Sherinian – keyboards

 

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