Era dal Gods Of Metal del 2009 che Lita Ford mancava dai palchi italiani. La carismatica cantante/chitarrista rappresenta una delle icone della musica hard rock. Dai sui trascorsi con le Runaways, fino alla sua brillante carriera solista, ha lasciato (e continua a lasciare) una traccia indelebile nel cuore dei rockers di tutto il mondo. Questa di Paderno Dugnano (nella splendida location dello Slaughter Club) è la seconda delle due uniche date europee schedulate nel suo tour. L’aver scelto l’Italia per questo privilegio ci riempe di orgoglio e, oltre a lei, bisogna ringraziare la Good Music e la ErocksProduction per aver creduto nella riuscita di questa serata. Questo viene certificato dalla straordinaria affluenza di pubblico che ha riempito il locale. Inoltre, a completare il tutto, bisogna senz’altro citare la meticolosa organizzazione e la presenza di due opening act di indiscusso valore.

 

Sono le 21 precise quando i Sandness prendono in mano le redini della serata. La band di Rovereto nel corso degli anni ci ha sempre convinto dal vivo. Nell’ultima occasione (di supporto ai Nazareth) il loro show fu davvero al top. Questa sera non sarà diverso. La grinta e il groove delle loro canzoni e l’affiatamento sul palco fanno si che i loro ultimi cavalli di battaglia come “Tyger Bite”, “Radio Show”, “London”, “Tell Me Tell Me” e “The Deepest Side Of Me” (tutti estratti dal loro capolavoro “Untamed”), convincano in pieno. Esibizione di grande spessore grazie anche alla fiammeggiante interazione delle linee vocali tra Mark e Robby che ha impressionato tutti (anche i molti ragazzi che non li avevano mai visti dal vivo). Che dire? I Sandness rimangono sempre una garanzia assoluta dal vivo”.

 

Per quanto riguarda i 17 Crash, non possiamo dirvi niente in quanto eravamo impegnati con Lita Ford per l’intervista che presto sarà sulle nostre pagine. Ci scusiamo con la band, con la promessa di rimediare in un prossimo futuro.

 

Sono da poco passate le ore 23 e lo Slaughter Club ribolle di sana eccitazione. Sulle note dell’intro “Balls To The Wall” e il successivo annuncio (in pieno stile americano), LITA FORD e la sua band fanno il loro ingresso sul palco. Giusto un paio di pezzi per registrare al meglio i suoni (comunque ottimi sia “Gotta Let Go” che “Larger Than Life”) e il motore sale a pieni giri. L’abilità tecnica dei musicisti è ai massimi livelli così come la loro presenza scenica.

 

Ogni nota, ogni mossa ed ogni piccola inflessione è calcolata al millimetro (in effetti l’unico problema incorso è stato il cambio dell’asta del microfono di Lita). Bobby Rock (storico batterista di Nelson, Hardline e Vinnie Vincent Invasion) è una vera macchina da guerra dietro ai tamburi. Completa la sezione ritmica Marty O’Brien al basso, metronomo attento e corista encomiabile. Quello che (insieme a Lita) ci ha colpito di più è stato però Patrick Kennison alla chitarra e voce. Oltre ad essere un axeman strepitoso (il suo suono anni 80 è incredibile), ci ha lasciato a bocca aperta grazie al suo grandissimo timbro. Sempre sul pezzo nei cori e da standing ovation nel duetto su “Close My Eyes Forever” (nella parte che fu di Ozzy Osbourne). Poi c’è Lita. Gli anni sono passati, ma la ragazza classe 58 ha ancora il piglio fiero di quando iniziò la sua carriera. Avvolgente e grintosa in ogni sua mossa, ci ha regalato assolute perle. “Hungry”, “Playing With Fire”, “Back To The Cave” (con la lunga e entusiasmante divagazione strumentale) e “Out Of Blood” hanno avuto il magico potere di riportarci ai tempi che furono, richiamando alla mente le belle sensazioni che già allora ci suscitavano. Non manca il tributo alle Runaways con “Cherry Bomb” (che nel 2014 fu candidata al Grammy Awards grazie al film “Guardiani Della Galassia”, ed esempio di canzone senza tempo), le cover (“Only Women Bleed” di Alice Cooper) e “Black Leather (dei Sex Pistols) e il tributo a Lemmy con “Can’t Catch Me” (scritta con il mitico leader dei Motorhead). “Kiss Me Deadly” è l’ultima sferzata di energia con il pubblico a cantare la strofa del ritornello (..kiss me once, kiss me twice, come on pretty baby kiss me deadly) finché l’ultima nota della canzone non si è dissipata nella sala.

 

Un ora e mezza di assoluta goduria sonora in questo evento che aspettavamo da tanto, troppo tempo. Lita Ford ha portato una ventata di nostalgia e ci ha ricordato che lei è ancora la regina dell’hard rock.

Possono passare gli anni, possono cambiare l’aspetto fisico e anche la voce, ma l’unica cosa che rimarrà sempre la stessa sono le emozioni che solo i grandi artisti sono in grado di trasmettere. Non sappiamo se il futuro ci regalerà altre occasioni per rivedere Lita e la sua band dal vivo, ma di una cosa siamo certi: finché avremo memoria questa data rimarrà impressa indelebilmente nei nostri cuori e questo ricordo ci strapperà sempre un sorriso. Grazie Lita, artista incredibile e persona squisita.

 

Lita Ford Set List:

1. Gotta Let Go

2. Larger Than Life

3. Relentless

4. Hungry

5. The Bitch Is Back

6. Playing With Fire

7. Back To The Cave

8. Can’t Catch Me

9. Drum Solo

10. Falling In And Out Of Love

11. Out For Blood

12. Cherry Bomb

13. Black Leather

14. Only Women Bleed

15. Close My Eyes Forever

16. Kiss Me Deadly

 

 

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