Il salto di popolarità che i Gloryhammer hanno fatto negli ultimi anni è qualcosa di clamoroso. Dai tempi in cui facevano di supporto agli Hammerfall, a suonare da headliner all’Alcatraz (palco B) è un sogno che molto band non sono mai riuscite a realizzare. I Gloryhammer, pur non portando novità rilevanti nel genere, hanno scalato le preferenze dei metal kids italiani grazie alla forza dei loro live. L’atteggiamento di sano e puro divertimento che Angus e soci hanno sempre sfoderato sul palco era e resta il più grande punto a loro vantaggio. Se poi aggiungiamo che le loro canzoni sono “ruffiane” alla massima potenza, con refrain che ti si incollano al cervello al primo ascolto, il gioco è fatto.

 

In questa data (che originariamente era schedulata per il Legend Club), i nostri guerrieri provenienti da un altro spazio, sono supportati da due band molto interessanti. I Nekrogoblikon sono un gruppo americano (più precisamente di Los Angeles) e sono attivi dal 2006 e hanno all’attivo 4 album e un Ep. Mentre i Wind Rose sono italianissimi (vengono da Pisa). Anche loro hanno dato alle stampe 4 lavori, dei quali l’ultimo “Wintersaga” (del 2019) trae ispirazione nelle lyrics nei libri di J.R.R. Tolkien.

 

Se c’è da lodare una peculiarità dell’Alcatraz è il fatto di far cominciare presto gli eventi. Magari non sarà il massimo durante la settimana, ma nel weekend (soprattutto di Domenica) consente a chi arriva da lontano (come noi) di ritornare a casa ad un orario accettabile. Sono appunto le ore 19:05 quando l’intro (“Of Iron And Gold”) fa da apripista alla performance dei Wind Rose. La band toscana è portentosa ed aggredisce subito il pubblico con la title track del loro ultimo album. In più i bellissimi abiti di scena ispirati al look dei nani di Tolkeniana memoria completa il loro act rendendolo sia acusticamente che visivamente al top. La gran voce di Francesco Cavalieri e la perizia tecnica della compagnia a suo seguito, aiutati anche dalle basi, rendono alla perfezione le atmosfere fiabesche dei loro testi. I ritornelli melodici e il grande impeto nell’eseguire i pezzi sono le loro armi vincenti e il pubblico dimostra di conoscere a menadito ogni singolo brano. “Drunken Dwarves” (introdotta con la frase: “cosa c’è meglio di un nano? Un nano ubriaco!”), “Mine, Mine, Mine”, “Digghy Digghy Hole” e la conclusiva “To Erebor”, mettono a ferro e fuoco la sala grazie al loro epico power metal. Band splendida sotto ogni punto di vista.

 

Rapido cambio palco ed è il turno dei Nekrogoblikon. Il gruppo di L.A. ha un atteggiamento molto divertente sul palco (anche grazie alla continua presenza del goblin) ma sembra a volte che le canzoni non abbiano il mordente necessario. Non particolarmente appariscenti (a parte il frontman) vanno un po’ a fasi alterne. In ogni caso il non prendersi sul serio è una freccia al loro arco e le varie “Dressed As Goblins” (dove oltre al power si intravedono tracce punk/harcore), “Dragons”, la tiratissima “Nekrogoblikon”, il siparietto su “Magic Spiders” (con il goblin a distribuire pezzi di una banana alla prima fila) e lo scoppiettante finale in “Powercore” riescono a smuovere la platea. Strani ma divertenti.

 

Non mancano che i Gloryhammer. L’intro è affidato ad un cartonato raffigurante Tom Jones che viene posto in mezzo al palco sulle note di “Delilah” e già si pregusta l’atmosfera fun che di li a poco si materializzerà. L’attacco di “The Siege Of Dunkeld (In Hoots We Trust)” e la successiva “Gloryhammer” (con la comparsa del leggendario Astral Hammer) mettono subito le cose in chiaro. I Gloryhammer sono carichi come una molla e vogliosi di regalare uno show che rimanga nella storia. Angus e compagni sono un vero portento, ma oltre a proporci i loro cavalli di battaglia sono le varie scenette che instaurano tra loro e il pubblico a fare la differenza. L’introduzione di “The Land Of Unicorns” viene fatta citando l’Italia come “The Land Of Pizza and Super Mario”, su “Questlords Of Inverness, Ride To The Galactic Fortress!” chiedono che un fan si faccia portare al bar (The Galactic Fortress) facendo crowd surfing, per poi portargli una birra. Un eroe si cimenta nella prova che riesce a metà in quanto il bicchiere arriva ma praticamente vuoto. Poi c’è la musica, e che musica.

 

I nuovi pezzi estratti dall’ultimo “Legend From Beyond The Galactic Terrorvortex” (dei quali “Hootsforce” diventerà senza dubbio un loro inno) e i pezzi storici come “Angus McFife”, “Goblin King Of The Darkstorm Galaxy”, “The Hollywood Hootsman” e “Universe On Fire” hanno il magico potere di far cantare, saltare, ballare e pogare tutto il pubblico. Pubblico assolutamente soggiogato dalla performance della band e dalla maestria di Angus, grandissimo frontman. Non ci sono punti morti, tutto fila liscio come l’olio e ad ogni pezzo l’entusiasmo dei fan cresce sempre, fino all’apoteosi finale sulla fantastica “The Unicorn Invasion Of Dundee”. Sulle note di “ The National Anthem Of Unst”, come di consueto, viene incoronato James Cartwright alias The Hootsman.

 

Il tripudio di applausi che saluta la i Gloryhammer è qualcosa di strepitoso. L’immensa simpatia dei ragazzi, unita alla grande energia nell’eseguire le loro canzoni, ha decretato il loro successo. Siamo certi che ognuno dei partecipanti sia tornato a casa con un sorriso stampato in faccia perché i Gloryhammer hanno sfoderato la miglior prestazione da quando suonano sui nostri palchi. Non ci resta che ringraziarli per il loro impegno e per la loro bravura.

 

Speriamo che la loro popolarità continui a crescere se c’è una band che lo merita sono i Gloryhammer. Ringraziamo anche l’Alcatraz, la Vertigo Hard Sounds e la Cobra Agency per aver organizzato (alla perfezione) e reso possibile questo grande evento.

 

Gloryhammer Set List:

1. Into The Terrorvortex Of Kor-Virliath/The Siege Of Dunkeld (In Hoots We Trust)

2. Gloryhammer

3. Angus McFife

4. Magic Dragon

5. The Land Of Unicorns

6. Questlords Of Inverness, Ride To The Galactic Fortress!

7. I’m A Real Hootsman/The Hollywood Hootsman

8. Goblin King Of The Darkstorm Galaxy

9. Legend Of The Astral Hammer

10. Masters Of The Galaxy

11. Hootsforce

bis

12. Infernus Ad Astra (intro)

13. Rise Of The Chaos Wizards

14. Universe On Fire

15. The Unicorn Invasion Of Dundee

 

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