Oxford, la cittadina universitaria Inglese è terra natia per i componenti dei RIDE, band di compagni di studi che decidono che far musica è più divertente, che a fine anni ottanta mettono su un gruppo e si fanno notare da quel talent-scout dal fiuto sopraffino di Alan McGee che li mette sotto l’ala della Creation Records (Oasis ecc. ecc. ). Primo Ep e poi un secondo disco di successo con suoni shoegaze e powerpop; terzo disco con svolta Psichedelica e nessun successo commerciale che porta allo scioglimento. Il fondatore e cantante/chitarrista Andy Bell prosegue la carriera negli Oasis per un decennio, poi Beady Eye. Nel 2014 tornano i RIDE, buona intuizione, visto il revival anni novanta in atto, dischi nuovi, sonorità consolidate. Eccoci al nuovo “This Is Not a Safe Place” e al relativo Tour che fa tappa a Milano alla Santeria Toscana 31.

 

Il Live è improntato a dare spazio alle nuove canzoni che dovrebbero riempire buona parte della Set-list. In apertura serata i giovanissimi Londinesi Crushed Beaks, trio (probabilmente) cresciuto con nelle orecchie Cure e Joy Division e tutta quella buona New Wave anni ottanta; piacevoli, bravi con gli strumenti. Il pubblico applaude. Interessanti, da seguire. Il Santeria poco a poco arriva al Sold-out, meno male, molto bene.

 

In orario con la tabella di marcia parte la musichetta d’intro ( R.I.D.E. ) che accompagna sul palco i quattro di Oxford: salutano e il concerto parte prima con due song tratte dal nuovo disco “This is not a safe place” che li ha riportati nella classifiche dopo vent’anni circa. “Jump Jet” e “Future Love” avvolgono i padiglioni auricolari con il loro suono morbido ma deciso; è facile lasciarsi andare e chiudere gli occhi ciondolando la testa, come fanno molti spettatori, memori del mood Shoegaze (“quelli che suonano guardandosi le scarpe” N.d. A.) che portava ad ascoltare il genere in quel modo.

 

Come previsto, largo spazio al disco uscito in estate 2019 come la danzereccia “Repetition” e la psichedelica “Kill switch”. Tuffi nel passato con “Leave Them All Behind” e “Ox4” che incendiano i fedelissimi. Il loro è un sound che avvolge, trascina, un loop costante che, sembra ripetitivo, per poi impennarsi in distorsioni controllate, deliziosamente accompagnate dalle belle voci di Mark Gardener e Andy Bell.

 

Il Parterre è per lo più in età tale da aver ascoltato i loro primi dischi quando sono usciti, con poche eccezioni, un pubblico amante della buona musica. Andy e Mark, alle chitarre, non sono di molte parole, si lamentano un po’ del suono che gli torna in cassa, ma si assicurano che i presenti sentano bene quello che hanno da dire con gli strumenti; appurato che è così, si prosegue fino a “Vapour Trail” dal loro primo album, che chiude la prima parte del concerto. Bis composto da soli due pezzi, e che pezzi! Ci salutano con “In This Room” e “Seagull”, trascinata in un finale in crescendo.

 

Un concerto che non si dimenticherà facilmente. La lunga esperienza a dato precisione e bravura – non si sentono gli anni sulle spalle – come i 52 del bassista, che proprio in questa data ha compiuto gli anni (torta con candeline sul palco prima dell’inizio del bis).

 

Con i saluti finali Mark esibisce la sciarpa dello “Oxford United” squadra di calcio della sua città.
Bene, benissimo, contenti i paganti, si esce con il sorriso di chi ha passato una bella serata con ottima musica Live.

 

 

Set List (vedi anche la nostra foto)

Intro (R.I.D.E.)
Jump Jet
Future Love
Leave Them All Behind
Charm Assault
Unfamiliar
Fifteen Minutes
Dial Up
Repetition
Lannoy Point
End Game
All I Want
OX4
Taste
Kill Switch
Dreams Burn Down
In a Different Place
Vapour Trail

Encore:
In This Room
Seagull

 

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