Gli EDITORS non hanno bisogno di presentazioni, i milioni di dischi venduti in quindici anni di carriera parlano per loro. Fin dal loro esordio con il nome attuale (hanno iniziato con altri nomi per arrivare a quello definitivo) il gruppo di Stafford, ma con base a Birmingham, ha suscitato interesse, prima nelle radio specializzate in musica “alternativa” poi al grande pubblico, arrivando all’attuale, meritato, successo mondiale. A suggello di tutto arriva una raccolta di hit uscita nel 2019 sotto il nome di “Black Gold”, titolo di uno dei tre inediti che la compilation racchiude. Il tour di supporto si chiama come l’ultimo album e li porta nel nostro paese, in questo inizio 2020, con tre date di cui due a Milano, a riprova che, anche qui, la band, capitanata dall’affascinante Tom Smith, ha un grande seguito.

 

Il loro sound arriva da quella new wave figlia di nomi come Joy Division e Cure che tanta ispirazione ha regalato a molti gruppi nati dopo di loro. Crescere ed evolversi ad ogni nuovo lavoro è sempre stato il “Cruccio” di Smith e soci, inizialmente strizzando l’occhio anche al post-punk, luogo dove le chitarre hanno un ruolo importante, arrivando ad un uso più generoso dei sintetizzatori, senza dare troppo peso a chi etichetta i suoni “dark” ed i testi ambigui, le canzoni sono sempre scritte insieme agli altri componenti della band per un apporto corale alla stesura.

 

Evento che porta a riempire in ogni ordine di posto il generoso Alcatraz, non c’era da aspettarsi di meno. Per questa serata (la prima delle due date a Milano) il compito di aprire la serata è affidato a tre giovani ragazzi Svedesi sotto il nome di JUNODEAF: suoni Dark, lenti, d’atmosfera; bella voce, poco comunicative ma ci sta con il genere, regalano un oretta di suoni distorti e lente melodie, interessanti.

 

Puntuali, data la lunga scaletta, la musichetta d’intro accoglie Tom Smith e compagni sul palco, accenno di saluto e via con “An End Has a Star”, senza pause “Bullets” e “Bones”. Il pubblico esulta, i suoni arrivano diretti con la sezione ritmica che stende un tappeto musicale dove la chitarra di Justin Lockey trova facile i sui passi – sublime – la voce calda e suadente di Tom completa l’estasi. Piccolo siparietto, dove il cantante si allontana un attimo dal palco per prender due cuffie ed offrirle a due giovanissimi fan in prima fila, conferma della sua sensibilità e buon rapporto con il pubblico. Il nostro Tom è un folletto sul palco si muove, salta, ciondola sia con o senza la chitarra in spalla, conquista e conquistano.

 

Le canzoni in versione live guadagnano in forza e potenza, le chitarre vincono, il sintetizzatore c’è ma non invade, non prevarica. Inutile dire che il tutto è suonato in modo perfetto. A metà scaletta tutto il peso della serata ricade su Smith, sulla sua voce con l’acustica “The Weight Of The World”, brividi…

 

Si riparte con “Spider”, “A Ton Of Love” in un crescendo di carica e si balla, si canta, fino a “You Are Fading” dal “vecchio” album “The Black Room” che chiude il pre-bis. Poca pausa e via con gli ultimi minuti di questa stupenda serata che conferma quanto siano bravi questi ragazzi. “Munich” su tutte e con l’ultima “Smokers Outside The Hospital Doors” salutano un parterre in visibilio.

 

Una serata Nera per il nome dato al Tour e per il colore scelto come look da tutti i componenti degli Editors, ma multicolori, per le sensazioni che sono riusciti a trasmettere. Ineccepibili. 

 

 

Set List
An End Has a Start
Bullets
Bones
Escape the Nest
Magazine
Sugar
Upside Down
Violence
Frankenstein
Papillon
Ocean of Night
The Weight of the World
Spiders
A Ton of Love
Formaldehyde
Life Is a Fear
Blood
Fingers in the Factories
Walk the Fleet Road
You Are Fading
Distance
The Racing Rats
Munich
Smokers Outside the Hospital Doors

 

*Per la seconda data a Milano in programma questa sera (12 Febbraio), sempre all’Alcatraz,  vi racconteremo il tutto attraverso le foto che scatterà la nostra fotografa.

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