BLACK SWAN

Shake The World

Frontiers Music

Release date: 14 febbraio 2020

 

 

Spesso riunire musicisti storici, militanti in rock band appartenenti ad un passato non troppo lontano, può rivelarsi una ridicola commistione commerciale di sonorità create a tavolino. Scordatevi tutto questo, perché qui si sta parlando del progetto Black Swan, che, con protagonisti Reb Beach (Winger, Whitesnake), Jeff Pilson (Foreigner, Dokken), Matt Starr (Mr. Big, Ace Frehley) e Robin McAuley (McAuley Schenker Group), ha originato una pregiatissima opera nostalgicamente attuale.

Si tratta del loro album di debutto, “Shake The World”, in uscita per Frontiers Music il 14 febbraio 2020.

 

Apre le danze la title track “Shake The World”, introducendo le voci dei singoli strumenti che si presentano in parata accodandosi uno ad uno, per poi esplodere caricati dalla tagliente voce di McAuley. Se si volesse fare un riassunto del contenuto di questo disco, lo si potrebbe fare con i 4 minuti e 36 secondi di questo primo brano.

 

Questo debut album si compone, nel complesso, di tracce indubbiamente trascinanti: con un bel groove rock melodico sconfinante nel blues (“Big Disaster”), dalle tonalità più hard & heavy (“She’s On To Us”) o ancora un filo più cattive (“Johnny Came Marching”, che culmina in un crescendo di tensione che sfuma verso un finale sospeso).

 

“Immortal Souls” riporta l’ascolto ad un livello un po’ più soft, sia nei contenuti che nelle sonorità, e funge da preludio ad una ballad di rara bellezza: “Make It There”. Basta chiudere gli occhi, cullati dalle note di basso di Pilson e coccolati dai romantici accordi di Beach, per sentirsi catapultati direttamente negli Eighties più genuinamente AOR.

 

Il disco torna a scorrere poi energico con “The Rock That Rolled Away”, una vera bomba ad orologeria che dopo essere esplosa lascia strascichi adrenalinici nella successiva “Long Road To Nowhere”, con i suoi riff spaventosamente puliti e tecnici.

 

Le tracce del trittico in chiusura presentano ognuna una propria caratteristica peculiare.

“Sacred Place” svincola leggermente il chorus dai dettami dell’hard rock, rendendolo più fluido e onorando il titolo stesso del brano. ll violoncello in apertura di “Unless We Change”, invece, non tradisce la sua vera natura, che rivela un pulsante cuore rock dai riflessi più armonici e sentimentali. Infine l’intro di “Divided/United”, con le note di pianoforte di Pilson, tenta di mascherare la canzone da malinconica ballata. Ma coglie di sorpresa dopo circa tre minuti di ascolto, rivelando una linfa aspra e heavy.

 

L’hard rock che pervade l’intero album mette in risalto le singolarità tecniche e stilistiche di ciascuno dei componenti della band, rappresentandone un sublime ibrido più romanico che gotico, tanto delizioso quanto prorompente, un fondamentale anello di congiunzione tra un rock più old school e sonorità di nuova generazione.

 

 

Tracklist:

1. Shake The World 04:36

2. Big Disaster 04:37

3. Johnny Came Marching 05:46

4. Immortal Souls 06:12

5. Make It There 05:49

6. She’s On To Us 04:42

7. The Rock That Rolled Away 06:22

8. Long Road To Nowhere 04:19

9. Sacred Place 04:47

10. Unless We Change 03:59

11. Divided/United 06:00

 

 

 

Line up:

Robin McAuley – Lead Vocals and Background Vocals

Reb Beach – Guitars and Background Vocals

Jeff Pilson – Bass, Acoustic Guitar, Keys and Background Vocals

Matt Starr – Drums and Percussion

 

 

Link utili:

www.facebook.com/BlackSwanRockNRoll

Facebook Comments
4