H.E.A.T.

H.E.A.T. II

earMUSIC

Release date: 21 febbraio 2020

 

 

Ogni volta che si sente la frase ‘ritorno alle origini’ drizzare le orecchie è una sensazione grandiosa, col cuore che scalda i battiti emozionali al massimo e l’entusiasmo che spiega le ali verso l’infinito; quello che ci si appresta a vivere è un invito più unico che raro ad allacciare le cinture, perché l’intraprendente compagnia H.E.A.T., per un volo che si preannuncia ricco e indimenticabile, ha preparato un album dal significativo quanto emblematico titolo “H.E.A.T. II”.

 

Prova del nove ampiamente superata dal quintetto svedese, non solo nel riproporre magistralmente l’hard rock melodico di appartenenza (messo in stand by per dare luce allo sperimentale e comunque riuscito “Into The Great Unknown”), ma anche nella completa lavorazione del disco con Jona Tee e Dave Dalone in veste di produttori, senza dimenticare le sempre più crescenti qualità dei ragazzi nella tradizionale veste di musicisti: Jona a dare con le tastiere il giusto equilibrio tra potenza e melodia con l’aggiunta di pregevoli chicche, Dave che strabilia con la sua chitarra a effetto magico, il bassista Jimi Jay e il batterista Don Crush a rendere la sezione ritmica un’estasi di salutare adrenalina, e l’incredibile frontman Erik Gronwall che non solo grida, armonizza e tira fuori toni angelici, si conferma oltremodo nel ruolo di assoluto trascinatore della band.

 

Undici tracce che liberano energia allo stato puro impreziosite da cori di estasiante atmosfera, e che si presentano col flusso benefico dell’accattivante opener “Rock Your Body”, dove spiccano un riff targato ‘over the top’ e un refrain con immediato effetto sballo; un decollo ad alta quota suggellato dai quattro super singoli, godibili nei video animati della tradizionale H.E.A.T. rock “One By One”, dell’epica e solenne “Rise”, della roboante e contagiosa “Dangerous Ground” (ideale per film d’epoca quali ‘Flashdance’ e ‘Top Gun’), e nel viaggiante lyric video di un altro grande classico che si riscopre nel trasparente titolo “Come Clean”.

 

La buona tradizione prosegue in grande stile con la corale, anthemica e appassionante “Adrenaline”, la sentita atmosfera di “Heaven Must Have Won An Angel”, la galoppante e vigorosa “Under The Gun” e la coreografica “Victory”, composta da un giro iniziale di tastiere degno dei migliori gruppi symphonic/gothic/metal, e un refrain audace e impavido in grado di richiamare i fasti dell’acclamato ‘Braveheart’; la blueseggiante e smaliziata “We Are Gods”, e la profonda, intensa e preziosa ballad “Nothing To Say” completano il nuovo capitolo di un azzeccato e avvincente ritorno al futuro.

 

L’effetto spaziale delle tracce sopra menzionate rappresenta il risultato di quello che difatti è il sesto lavoro da studio ma che, al tempo stesso, si può altresì descrivere come un rinnovato inizio per il combo di Stoccolma, capace di abbracciare il cuore degli eighties per merito di un disco alieno che declama l’innato talento di una band ‘extraterrestre’, dove un rock a vibrazioni titaniche e melodie magnetiche disegnano un universo a stelle H.E.A.T.: un macrocosmo di note ruggenti e armoniose, che illuminano la brillante energia di un genere amato da sempre.

 

 

Tracklist

1. Rock Your Body

2. Dangerous Ground

3. Come Clean

4. Victory

5. We Are Gods

6. Adrenaline

7. One By One

8. Nothing To Say

9. Heaven Must Have Won An Angel

10. Under The Gun

11. Rise

 

 

Line up

Erik Gronwall – Vocals

Dave Dalone – Guitar

Jimmy Jay – Bass

Jona Tee – Keyboards

Don Crush – Drums

 

 

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