Novena

Eleventh Hour

Frontiers Music S.r.l.

Release date: 6 marzo 2020

 

 

Per chi non li conoscesse, i Novena sono un gruppo progressive rock/metal proveniente dal sud dell’Inghilterra originato da fruttuosa collaborazione tra artisti impegnati in band come gli Haken, Slice The Cake, No Sin Evades His Gaze, Bieeding Oath, Ravenface, Slugde, e HAARP. Nel giugno del 2016 viene pubblicato il loro EP di debutto “Secondary Genesis” che lancia sul mercato discografico questa band dallo stile decisamente variopinto. Infatti i temi affrontati dai Novena si muovono dal “sacro” al “profano” esplorando una pletora di generi musicali sostanzialmente divergenti.

 

Quest’anno si presentano ai loro fan con una descrizione lirica del loro nuovo l’album: “Un’esplorazione del crepuscolo, una danza nello spazio tra vita e morte […]. Qualcosa che ci connette tutti come esseri umani è l’inevitabilità della morte, eppure tutti noi abbiamo le nostre esperienze assolutamente uniche”.

 

Coloro che sperimentano, o almeno una volta hanno provato, tali sensazioni leggendo un libro particolarmente avvincente, vedendo un film introspettivo o ascoltando un disco immaginifico non potranno far altro che condividere la profondità di tale concetto. “Eleventh Hour” pone una riflessione continua sul destino di diversi personaggi che, sebbene divisi escatologicamente dai concetti di spazio e tempo, sono collegati da una forza attrattiva fisicamente impercettibile ai sensi.

 

L’orologio segna “2258”, un’introduzione minimale che scandisce temporalmente i due minuti prima della fatidica “undicesima ora” e che apre a “2259”, un brano che tocca stilisticamente le sponde delle migliori band progressive metal scandinave come gli Opeth e i Pain of Salvation. Caratterizzato da una serie di variazioni e sublimi sezioni vocali coadiuvate da vocalizzi in growl e scream dei cantanti Ross Jennings (voce degli Haken e degli Shattered Fortress, il progetto prog metal di Mike Portnoy) e Gareth Mason (ex Slice The Cake), il tappeto ritmico in 5/4 di questo brano fa da sfondo ad un tema in continuo divenire, con insoliti assoli di chitarra ai limiti della perfezione jazzistica che arricchiscono una patina melodica armonicamente curata nei minimi dettagli.

 

Il brano successivo “Sun Dance”, che viene presentato con un video promozionale frutto di una stretta collaborazione con la Cathy Waller Dance Company e il regista Neil Monaghan, è un pezzo appassionato, dinamico e intenso ma allo stesso tempo romantico e violento, che racconta la storia di due forze colossali intrecciate in una battaglia combattuta su una stretta linea di demarcazione tra volontà e risolutezza. Attraverso i meandri delle voci in armonia e il ritmo rotante e contagioso dalla chitarra, la band inglese dà vita ad un episodio che pone un punto significativo all’interno di un album dalle mille sorprese.

 

“Disconnected” è una traccia caratterizzata da una ritmica progressive, tuttavia con misure più ordinarie. Una storia drammatica su una superba base melodica che contraddistingue l’elevata tecnica musicale dell’intero gruppo. “Sail away” ha una velatura pacata e sanatoria piena di buoni propositi per il futuro che emergono da un uso religioso della melodia; una ballad che annuncia la voglia di rilanciarsi.

 

Il ‘tempo’ cambia con “Lucidity”, un brano che per più di dieci minuti apre ad uno stato di consapevolezza e dinamicità ritmica, marcata da un pianoforte energico seguito dall’ingresso appassionato del resto della band. Uno stato mentale evoluto ed edotto. “Corazón”, dal titolo spagnoleggiante, con un’introduzione decisamente “classica” fa da vetrina al concetto di mescolanza stilistica dei Novena. Su un ritmo latino sincopato e un ensemble di canto impeccabile si dà vita ad una incredibile brano inusuale.

 

“Industructible” è costruito sulla continuità melodica del brano precedente, ma si basa su uno stile che fa ritorno alle canoniche sonorità occidentali. “The Tyrant” dà inesorabilmente carattere a tutto il concept album, irrigidendo le sue fattezze marcatamente prog con un riff che regge egregiamente la struttura della canzone per poi concedere lo spazio a “Prison Walls”, brano di chiusura che annuncia la fine del ciclo temporale con i suoi quindici minuti di richiesta di libertà ed emancipazione da uno stato di “progressiva” detenzione.

 

“L’undicesima ora” ormai volge al termine, ma in un continuo fluire racconta una storia impegnata e impegnativa. Ogni canzone di “Eleventh Hour” ha un’identità solida e personale.

 

La band afferma che: “alcune canzoni hanno richiesto anni di attento armeggiamento, mentre altre sono state scritte in una sola seduta durante un delirio insonne”. Del resto la verità estetica a noi conosciuta attraverso i sensi e l’immaginazione consiste appunto nella “perfezione della conoscenza sensibile” come affermava il filosofo Baumgarten. Una verità estetica e una bellezza che emergono nel momento in cui la chiarezza e la “confusione” si intersecano in un’unica direzione, ed è proprio qui che il senso estetico dei Novena emerge in maniera inebriante.

 

 

Tracklist:

22:58

22:59

Sun Dance

Disconnected

Sail Away

Lucidity

Corazón

Indestructible

The Tyrant

Prison Walls

 

 

Line-up:

Ross Jennings – Vocals

Gareth Mason – Vocals

Harrison White – Guitar / Keys

Dan Thornton – Guitar

Moat Lowe – Bass

Cameron Spence – Drums

 

 

Link utili:

novenaband.uk

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