ROTTEN SYNTROPY

Resilience

Valery Records

Release date: 28 Febbraio 2020

 

 

Titolo goliardico per dare risalto ad una band di Reggio Emilia, patria del culatello e terra anche di grandi musicisti. In questo caso il gruppo Rotten Syntropy, dapprima nato come cover band, si è poi orientato sulla produzione di proprio materiale, dando vita a ‘Resilience’, album votato all’Heavy Metal Moderno, che trae chiare ispirazioni da band come Avenged Sevenfold, Distrubed e Children of Bodom ma senza esserne la copia.

 

Si parte con “Psychotic Revenge” ( di cui è disponibile il video) che evidenzia il comparto ritmico, pepato e variegato molto presente nel panorama armonico. I riffaggi di chitarra sono chiaramente ruvidi ed aggressivi, così come la parte vocale, sempre coadiuvata dei cori, spesso in growl o semi growl, ben equilibrati. Troviamo uno schema compositivo classicheggiante, con la presenza ben chiara anche degli assolo di chitarra che, in questo caso, sono eseguiti con un ottimo Sweep da migliorare nell’armonizzazione rispetto alla melodia principale. Segue “Survival Instinct” che offre sempre un ottimo riffaggio di chitarre che intrecciano piacevolmente linee melodiche differenti. Belle le triple mitragliate di cassa così come le accelerazioni sul solo della chitarra di Alessandro Arduini. Una manciata di “cattiveria” in più la troviamo in “Charm of Truth”, brano più spinto verso lo stile Children Of Bodom ma che non si discosta troppo dalla linea scelta per le altre tracce dell’album.

 

“Mitra (Heaven’s Tears)” rallenta un po’ i ritmi andando però nuovamente fiera di riffaggi belli articolati e ben strutturati, puntanto sull’esplosione derivante dall’assolo che in realtà è un po’ a “salve”, nel senso che non è così incisivo come ci si aspetterebbe e meriterebbe di una rivisitazione melodica. Decisamente devastante l’intro di “Destroy the Shadows” dal sound bello “legnoso” e la cassa martellante al punto giusto per poi trovare unìinteressante assolo di chitarra.

 

Con “Warrior’s Defeat” abbiamo un assaggio sonoro molto simile alle ultime produzioni degli In Flames mentre il cantato segue più una linea di ispirazione narrativa Epic Metal. L’ambientazione sonora ricorda il ritorno di un esercito sconfitto e marciante grazie all’azzeccatissima struttura ritmica della batteria di Filippo Fornili; ottima l’incisività musicale di “Journey of Death” ‘organizzata’ in maniera veramente apprezzabile nell’ambito delle strutture sonore, evidando ripetizioni e sparando, questa volta, un assolo tecnico e ben armonizzato.

 

La tecnica, come detto, non manca al poker emiliano tanto che con “Not Alone” si ha una decisa sublimazione sensoriale, grazie all’articolata scelta di tempi usati in un brano che ricorda, in relazione alla coralità, i brani dei Dog Eat Dog mentre nuovamente il richiamo agli In Flames con sfumature alla COB sono facilmente percepibili. Le cartucce pesanti di solito si sparano alla fine e con “Hymn” questa teoria viene confermata sfoderando un altro brano fortemente devastante e che potrebbe essere eletto a migliore dell’album.

 

I Rotten Syntropy approdano al mondo negli inediti con una fortissima spinta tecnica, in alcuni casi anche troppa e da gestire in maniera più attenta, con una ricerca di arrangiamenti un pochino più oculata. L’amalgama della band è veramente molto promettente, così come le capacità di ogni singolo elemento hanno portato ad una tracklist giustamente variegata e che non stanca l’orecchio, anche se in alcuni punti vi sarebbe bisogno di qualche aggiustamento. La strada intrapresa è quella giusta, serve un buon condottiero!

 

 

Tracklist:

Psychotic Revenge

Survival Instinct

Charm Of Truth

Mitra (Heaven’s Tears)

Destroy The Shadow

Warrior’s Defeat

Journey Of Death

Not Alone

The Hymn

 

Line up:

Alessandro Arduini – Voce e Chitarra

Francesco Bonacini – Chitarra e Cori

Filippo Fornili – Batteria e Cori

Samuele Ferretti – Basso

 

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3.5