Silenzio Profondo

Ritornato dall’Incubo

Andromeda Relix

Data pubblicazione: 25 Marzo 2020

 

In questo periodo difficile e che (di certo) che passerà alla storia, una band che porta il nome di Silenzio Profondo, sembra dipingere l’atmosfera tesa, da trincea che stiamo vivendo. In realtà, la formazione mantovana, qui alla sua seconda fatica dopo l’esordio omonimo di 3 anni fa, incarna l’ossimoro de ‘il rumore del silenzio’ legato al loro monicker, una poetica rappresentazione di voglia di combattere contro questa sorta di meteorite storico che è piombato sul mondo. A conferma di questa premessa, c’è la musica, potente, tonante e poetico heavy metal classico dalle forti sfumature power U.S., che sovente ci ricorda i Savatage di Power of The Night, grazie, soprattutto, alle chitarre corpose e melodicamente aggressive di Rizzolo e Molinari.

 

L’incipit di ‘Incubo’ e la successiva ‘Supernova’, infatti, sono due piccoli gioielli di epica notturna e urbana, carichi di un lirismo da ‘nobiltà della vita da strada’, di antieroi da storie di periferia che catturano non solo per la musica, ma anche per la splendida interpretazione del singer Maurizio Serafini.

 

Il cantante mantovano, in pezzi come la sublime ‘Danza Macabra’, forse la traccia simbolo di questo ‘Ritornato dall’Incubo’, sfoggia un timbro pieno, potente e con un vibrato che ricorda Francesco Renga del periodo ‘Viaggio senza Vento’ dei Timoria, che si sposa perfettamente con le struttura dirette ma mai prevedibili dei Silenzio Profondo. Tutto questo, unito ad una sezione ritmica impeccabile, calda e con impreziosimenti quasi prog presenti in ‘Nella Tela’ e nella stoica e imponente ‘Solo Carne, solo Sangue’, supera anche i limiti che solitamente la nostra lingua madre mostra quando deve esprimersi nell’ambito metal; qui il senso del dramma e del romanticismo urbano, quasi una ‘West Side Story’ post-apocalittica ed introspettiva, viene ben espresso da linee vocali, scelta di vocaboli e sintassi che solo sporadicamente mostrano quelle incertezze che l’italiano accusa in un contesto non operistico o cantautoriale.

 

Un disco incendiario, entusiasmante, sobriamente commovente e delicatamente guerriero; un viaggio interiore che si conclude con ‘Ri(tor)nato’, chiosa ottima per un lavoro che, specialmente in questo periodo, canta la voglia di combattere e di una speranza forgiata dalla lotta e dall’indomita volontà di non arrendersi, di non lasciarsi andare.

Un abbagliante disco di ottimismo antiretorico. Da ascoltare….per resistere ed uscirne.

 

 

Tracklist:

1. Incubo

2. Supernova

3. Falsa illusione

4. Danza macabra

5. Elettroshock

6. Nella tela

7. Veleno

8. Solo carne, solo sangue

9. Ri(tor)nato

 

Line-up:

Gianluca Molinari – Chitarra
Maurizio Serafini – Voce
Manuel Rizzolo – Chitarra
Tommaso Bianconi – Basso
Alessandro Davolio – Batteria

 

 

Link:

facebook.com/silenzioprofondoband

 

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