TESTAMENT

Titans of Creation

Nuclear Blast

Release date: 17 Aprile 2020

 

Difficile ma stimolante, nervoso: un serpente corazzato che striscia nell’anima e ti tormenta.

I Testament (che sembrano aver superato il momento di preoccupazione per la positiva Chuck Billy e della moglie al Covid-19, ormai risoltasi) firmano, con ‘Titans of Creation’, uno dei loro lavori più difficili, non in quanto ad osticità per gli ascoltatori; piuttosto in quanto alla capacità di queste 12 nuove tracce, di colpire subito al cuore, caratteristica da sempre tra le più apprezzate per il five-piece di San Francisco.

 

Proprio così: per quanto le fluidissime e veloci chitarre di Eric Peterson e di Alex Skolnick (meraviglioso il suo operato agli assoli: vi sono delle gemme da mettere nella Hall of Fame degli assoli metal) ci regalino un trittico iniziale che passa alla storia con ‘Children of the Next Level’ (secondo singolo e video dell’album), ‘WW III’ e ‘Dream Deceiver’ (con un refrain da far esplodere qualsiasi audience nei futuri live), con il ‘Night of the Witch’ (primo singolo e lyric video estratto da questo lavoro), si torna su terreni apparentemente canonici, anche se serpeggia (appunto) qualcosa di indefinito. Nell’assalto frontale portato dalla rocciosa voce di Chuck e dalle furiose chitarre di Eric e Alex, si annida un senso di tensione, nervosismo che non deve far passare questo brano o il successivo ‘City of Angels’ come qualcosa di canonico. Vi è, come anche nelle prime tracce, un senso di allarme imminente, una specie di strategia della tensione che quasi da messaggio subliminale che viene intessuto dalla sessione ritmica di Hoglan e Di Giorgio, i quali sono bravissimi ad inserire questo mood in partiture apparentemente veloci e frontali.

 

Questo particolare del nuovo lavoro dei Testament, che emerge, come già detto, nelle trame taglienti, agili e nervose delle chitarre e di una sessione ritmica che scandisce una sorta di tappeto emotivo di sottofondo (o occulto, se preferite), ritorna in auge con ‘Ishtar’s Gate’ e nella sinistra ‘Symptoms’, dove anche il cantato di Billy, torna ad orientarsi più alla tagliente voce clean con passaggi quasi bluesy, tanto che ci ricorda la sua performance (ma un po’ tutto il disco lo fa) in ‘Low’. ‘Flase Prophet’ mostra il lato più aggressivo di questo album, mentre ‘Healers’ (sintomi, guaritori….anche i titoli ci suggeriscono qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, anche se celato in un discorso musicale che appare più eterogeneo) ritorna, con il suo riff d’apertura battagliero e cadenzato, su quei toni da allarme sommesso che caratterizzano tutto l’album, come lo fanno gli assoli di Skolnick ed il lavoro (anche lui sommerso, ma strepitoso) di DiGiorgio, che si palesa mefiticamente, con l’intro di ‘Code of Hammurabi’, altra track da corsa selvaggia, non per la fuga, ma per finire nell’occhio del ciclone, con un Billy ancora rivolto ai Testament primo periodo.

 

Per finire, esplode tutta la furia della tensione inoculata fino ad ora dall’album, con il brano ‘Curse of Osiris’, dove emergono bridge dalla ferinità black, retaggio dell’esperienza Dragonlord di Peterson, per una song che funge quasi da codice di decriptazione, assieme all’assolo di Skolnick, di un album particolare, ostico ed affascinante che si chiude con il criptico strumentale ‘Catacombs’.

 

Un album non facile, si diceva, che non raggiunge la compiutezza dei due precedenti capolavori ‘Dark Roots of the Earth’ e ‘Brotherhood of the Snake’, ma che risulta dopo un terzo ascolto, essere un disco affascinante e stimolante, di alta fatture ed intensità emotiva, innescando la nostra voglia di affrontare i lati oscuri dell’esistenza (e molti di noi ne sanno qualcosa, in questi giorni di lotta pandemica), lasciando trascinare da un’energia non retorica, ma di certo incendiaria.

Un ordigno nucleare con innesco da Cubo di Rubik.

 

Tracklist:

1. Children Of The Next Level
2. WWIII
3. Dream Deceiver
4. Night Of The Witch
5. City Of Angels
6. Ishtar’s Gate
7. Symptoms
8. False Prophet
9. The Healers
10. Code Of Hammurabi
11. Curse Of Osiris
12. Catacombs

 

Line Up:

Chuck Billy | voce
Eric Peterson | chitarra ritmica e solista e voce
Alex Skolnick | chitarra solista
Steve Di Giorgio | basso
Gene Hoglan | batteria

 

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