TRIVIUM

What The Dead Men Say

RoadRunner Records

Release date: 24 Aprile 2020

 

 

Tra i maggiori esponenti del Modern Metal Core di qualità sicuramente il quartetto di Orlando (FL) ogni volta che ha in cantiere un album, i rumors sono sempre all’ordine del giorno. In questo caso con il loro nono album vanno a piazzare un’ulteriore pietra miliare nella loro discografia. Con “What a Dead Men Say” i Trivium vedono i risultati di una evoluzione della band mirata alla ricerca di un suono ed una melodia curati e ancor di piu’ caratterizzanti per le loro composizioni.

 

In apertura un intro strumentale “IX”, forse intitolato così per ricordare la loro nona fatica in carriera subito seguito dalla Title Track “What a Dead Man Say” di cui è disponibile il video. Il riffaggio devastante e la compattezza sonora incontenibile emergono sin dalle prime note con un perfetto equilibrio tra le parti ed un’ottima fattura in fase di mixaggio che evidenzia e fa distinguere ogni singolo strumento in maniera netta. Sempre di alta levatura le performance canore di Matt Heafy che culminano nel primo singolo e video estratto “Catastrophist”, decisamente testa di serie di tutto l’LP. Ottima armonizzazione, ottimi panorami melodici, eccellenti transizioni tra le componenti del brano e superba ottimizzazione sonora: un brano da 10 e lode!

 

Dopo il primo super tris la musica non cambia di molto anche se grazie ad “Amongst The Shadows and The Stones” si faccia un leggero flashback allo stile di qualche anno fa, votato alla totale immersione del Pogo a gomiti alti delle performance live. Infatti il riff di chitarra e la cassa triplettata sono goduria per le orecchie, meno per le costole…Non dimentichiamoci che le due asce capitanate dal predetto Matt Heafy e da Corey Beaulieu non si tirano indietro quando c’è da fare qualche assolo, a differenza di qualche altra band. La conferma viene messa su di un piatto d’argento anche grazie alla Heavy Ballad Mid Tempo “Bleed Into Me”; tempi ritmici ridotti e leggero rallentamento segnato dalla linea di basso di Paolo Gregoletto che si mette in primo piano a scandire le battute.

 

Altra martellata sulle gengive arriva grazie all’altro brano Top della tracklist, “The Defiant”. Si percepisce una leggera assonanza in alcuni punti allo stile dei cugini nord europei In Flames, loro naturale Alter Ego nell’ambito del genere proposto. Si prosegue senza fiato con “Sickness Unto You”, altro brano di quelli che nei live farà numerosi feriti, che ricorda leggere sonorità dei System of a Down bensì il tenore generale sia di gran lunga molto più “galoppante”. Ancora in affanno di ossigeno, arriva un’altra bomba atomica come “Scattering The Ashes”, con tempi più morbidi anche in questo caso scanditi a chiara voce dal basso di Paolo Gregoletto. Brano abbastanza standard ma con una pregevole sezione vocale.

 

“Bending The Arc To Fear” porta nel riffaggio un DNA più spinto al Death Metal e, conseguentemente, il tachimetro indica una velocità ben più alta per tutti, infatti Alex Bent alla batteria ha dovuto fare un po’ di straordinari… Nella parte centrale del brano si può apprezzare l’elevato numero di “legati” delle due chitarre, stile tipicamente apprezzabile nelle composizioni dei Bullet For My Valentine. Gran finale grazie a “The Ones We Leave Behind”, altra traccia che lascia senza fiato come una supercar in piena accelerazione, incollando le cuffie ai padiglioni auricolari. Una conclusione di tutto rispetto.

 

I Trivium hanno nuovamente fatto centro con la loro produzione con un album, non solo bello a livello di brani e loro stesura ma, soprattutto, per le scelte fatte nell’ottimizzazione dei brani a livello sonoro. Come detto in apertura ogni strumento trova il suo spazio e si sente in maniera distinta e chiara, facendo apprezzare all’ascoltatore ogni linea melodica dei singoli musicisti, fattore molto importante che, nelle produzioni meno curate, portano a perdere un po’ il filo conduttore nell’ascolto dei brani.

 

Un lavoro decisamente da apprezzare grazie ai brani di elevatissima qualità valutando uno standard medio molto alto. Buon ascolto.

 

 

Tracklist:

IX

What The Dead Men Say

Catastrophist

Amongst The Shadows And The Stones

Bleed Into Me

The Defiant

Sickness Unto You

Scattering The Ashes

Bending The Arc To Fear

The Ones We Leave Behind

 

 

Line up:

Matt Heafy – voce, chitarra

Corey Beaulieu – chitarra, cori

Paolo Gregoletto – basso, cori

Alex Bent – batteria

 

 

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