Axel Rudi Pell

Sign Of The Times

Steamhammer/SPV

Release Date: 8 maggio 2020

 

 

Axel Rudi Pell giunge al suo diciottesimo album in studio in 31 anni di onorata carriera. Se c’è una cosa certa nella vita è che il biondo chitarrista tedesco crede ciecamente nella sua musica. Fregandosene di mode ed evoluzioni musicali, l’axeman di Bochum propone da anni la sua formula vincente senza discostarsene nemmeno di un millimetro. Questa integrità stilistica è oramai spinta al parossismo e questo inevitabilmente si riflette sul suo songwriting. Certo non sarà il primo e neanche l’ultimo a battere questa strada, ma anche il fan più accanito non può non rendersi conto che l’elaborazione continuata di quanto fatto in passato alla lunga fa perdere interesse. Al di là di queste elucubrazioni da fan di lunga data “Sign Of The Times” contiene nel bene e nel male tutte i cliches che hanno decretato la fortuna di Pell, ma anche tutti i suoi difetti.

 

 

Dopo l’intro spetta a “Gunfire” a dare fuoco alle polveri. Il pezzo, molto Deep Purple nell’incedere, ha la sua forza nelle tastiere in bella evidenza. Quello che però balza subito all’orecchio è l’assonanza con tutti brani posti come prima canzone nei suoi album (vedi “Fire” da “Game Of Sins”). “Bad Reputation” scivola in un hard rock più melodico ma trae giovamento dal ritornello azzeccato che permette alla voce di Gioeli di esprimersi al meglio. La Title Track “Sign Of The Times” è un brano ritmato con un incedere oscuro e solenne e possiede (più o meno) la stessa struttura delle canzoni che hanno dato il titolo ai suoi album. Molto meglio “The End Of The Line” che pur essendo la classica cavalcata nel suo stile possiede riff, refrain e melodie di eccelsa fattura.

 

“As Blind As A Fool Can Be” è il lento malinconico e solenne che non può mancare nei suoi album. Anche se l’incipit della canzone ci ricorda “The Clown Is Dead” non si può non lodare la prestazione di Johnny Gioeli. Ed è proprio il singer americano a donare a tutte le composizioni quella scintilla in grado di accenderle. Ottima testimonianza di quanto affermato è “Wings Of The Storm” dove il ben bilanciato mix tra Purple e Rainbow e l’intelligente uso dell’hammond fanno da contorno alla gran prova di Johnny. Dal canto suo Pell è comunque sempre autore di grandi assolo. Se da un lato “Waiting For Your Call” non aggiunge nulla di nuovo a quanto detto bisogna però dire che alla successiva “Living On A Dream” va la palma di miglior pezzo del disco. L’inizio con un velato ritmo reggae esplode poi in un pezzo d’impatto dove finalmente è espressa la classe di tutti i musicisti. “Into The Fire”, posta in chiusura, non aumenta ne diminuisce il valore di questo lavoro.

 

Se amate le sonorità che Axel Rudi Pell è capace di dipingere con la sua chitarra e la voce di Gioeli, fatelo vostro. Se lo amate dal suo primo album andate sul sicuro, magari non avrà lo stesso appeal di “Between The Walls” o “The Masquerade Ball” ma in “Sign Of The Times” troverete quello che vi aspettate, niente di meno, niente di più.

 

 

Tracklist

01. The Black Serenade (Intro)

02. Gunfire

03. Bad Reputation

04. Sign Of The The Times

05. The End Of The Line

06. As Blind As A Fool Can Be

07. Wings Of The Storm

08. Waiting For Your Call

09. Living On A Dream

10. Into The Fire

 

Line Up

Johnny Gioeli – voce

Axel Rudi Pell – chitarra

Ferdy Doernberg – tastiere

Volker Krawczak – basso

Bobby Rondinelli – batteria

 

Link:

axel-rudi-pell.de
facebook.com/axelrudipellofficial

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