Rec It Be

Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band

RecLab Studios

Release date: 8 maggio 2020

 

Venerdì 8 maggio si celebra il cinquantesimo anniversario di “Let It Be” l’ultima fatica dei Fab Four, e per tale occasione sarà disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming “Rec It Be”, un album di cover che omaggia il disco più famoso dei Beatles. L’idea è partita da Larsen Premoli, pratron della RecLab, che grazie alla partecipazione di settantatré artisti frequentatori dei celebri studi di registrazione milanesi ha dato vita a un gruppo allargato denominato “Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band”.

 

Le incisioni di questo omaggio ai famosissimi quattro ragazzi di Liverpool sono alla base di una vera e propria ricerca dell’archetipo del “suono beatlesiano” attraverso l’utilizzo di ricercate apparecchiature vintage e pratiche di registrazione dell’epoca, come ad esempio l’impiego di microfoni a nastro e l’uso di take intere senza interventi drastici di editing. Questo modus operandi rispecchia esattamente l’eredità lasciata dai Beatles, che notoriamente erano molto attenti alla genesi delle tracce in fase di registrazione; seguendo la perfetta linea temporale dei brani originali, le pratiche di registrazione utilizzate dal super gruppo di Premoli rendono pienamente giustizia ai Beatles e ai loro attentissimi fan.

Le partiture adoperate si ispirano alla versione “Naked” di “Let It Be” fortemente voluta nel 2003 da Paul McCarteny, che in tale occasione fece eliminare le aggiunte orchestrali e corali presenti nell’arrangiamento premio Oscar di Phil Spector.

 

“Rec It Be” è quindi un lavoro più vicino al progetto primordiale, lontano da tutte le aggiunte barocche del mix finale che da alcuni anni possiamo ascoltare nei caotici, quanto utilissimi, CD della serie “Beatles Rehearsal”.

 

La prima traccia è “Get Back”. Phil Spector per l’occasione aveva usato una registrazione in cui è assente la coda del brano, che però appare nel singolo. Il disco si apre con l’incisione del 27 gennaio 1968 in tutte le versioni precedenti dell’album. La chiarezza e la profondità della performance della “Sgt. Pepper’Only RecLab’s Band” è sorprendente, insieme alla cura degli elementi sonori che caratterizzavano la versione originale voluta dai Fab Four.

 

Con “Dig a Pony” si riesce a respirare l’accortezza e la scrupolosità dei bootleg di John Lennon. La canzone originariamente presentava un “All I Want Is You” in intro e outro che Spector aveva rimosso per il suo LP, una scelta che ha condizionato anche il progetto della band della “RecLab” che ha preferito emulare la famosissima registrazione del concerto “on the rooftop” del 30 gennaio 1969. “For You Blue” ha una storia particolare; questo blues amato e tanto discusso dalla critica è caratterizzato da un nuovo mix che mette in risalto i suoni unici della chitarra slide di John e, in mancanza del pianoforte preparato di Paul, una chitarra banjo con una particolare catenella metallica che vibra sulla pelle. Questi deliziosi elementi fedelmente impiegati per quest’omaggio fanno emergere tutte le migliori qualità interpretative dei musicisti scelti da Premoli.

“The Long and Winding Road” è forse il brano, insieme alla title track, che ha ricevuto maggior successo, e le migliorie apportate, compiute “semplicemente” rimuovendo l’orchestrazione esagerata di Spector gli rendono maggior giustizia. Spector volle ampliare la ballata scritta da Paul McCarteny con diciotto violini, quattro viole, quattro violoncelli, un’arpa, tre trombe, tre tromboni, due chitarre e un coro di quattordici elementi con Ringo alla batteria, insomma un’infinità di suoni che ha oscurato la pura delicatezza di questo brano. La decisione di usare la versione “easy” della canzone è saggia, anche per rispettare pienamente il sentimento dedicato alle note di questa ballad da parte di Paul, John e Preston. “Two of Us” presenta un ottimo duo di chitarre acustiche e un basso che si combina con il “minimal set” della batteria composto da tamburo, rullante e tom. Qui viene dichiaratamente ripreso lo stile originale di Starr tipicamente registrato su una singola traccia, precludendo il mix in stereo. Con un gioco di voci più grave rispetto al duo vocale che conosciamo, e il gioco nitido delle chitarre acustiche che ne amplifica la profondità melodica, la Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band regala un’interpretazione intima di questo brano che omaggia lo stretto rapporto tra Paul e John.

 

“Maggie Mae” non appare nella versione “Naked”, quindi si è scelto di coverizzare la traccia voluta da Phil Spector che all’epoca preferì la versione artefatta del mix originale di soli 39 secondi (il brano più breve dei quattro ragazzi di Liverpool). “I’ve Got a Feeling” è la sintesi delle due take registrate sul famoso tetto che ha dato vita a una versione con più energia. Stranamente, dal punto di vista sonoro, le registrazioni dal vivo non sono molto diverse dai loro omologhi in studio, e questo ha permesso alla band della “RebLab” di emulare questo brano in maniera eccellente senza necessariamente recarsi sul tetto del loro studio.

 

“One After 909” è un’altra traccia presa dalla performance sul tetto della Apple Corps. Il mix dà una marcia in più alla canzone, in ricordo dei riff di pianoforte di Preston e di chitarra di Harrison che stupirono i passanti al numero 3 di Savile Row quel famoso 30 gennaio 1969. Anche “Don’t Let Me Down” è una modifica delle due versioni suonate sul tetto. I Beatles ne registrarono una seconda take poiché Lennon dimenticò il testo della canzone durante la prima registrazione. Durante le due esibizioni, gli sbagli di John in diversi punti del testo hanno poi permesso ai produttori di “Naked” di editare dietro le quinte una voce praticamente impeccabile. La nuova versione della canzone mette in mostra forti armonie nate dai giochi vocali di John e Paul e assenti sia nel singolo, sia nell’album arrangiato da Phil Spector, particolari sonori che si ritrovano nella bella cover della “Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band”.

 

“I Me Mine” è una canzone che nella prima versione aveva una lunghezza di un 1:36 nonostante le 16 riprese eseguite prima di ottenere una base soddisfacente, che è stata poi sovraincisa con voci, organo e parti di chitarra aggiuntive. Successivamente l’aggiunta dell’orchestra ha allungato il brano ripetendo uno dei versi, con un conseguente risultato di 02:25 di master finale. Il mix della RebLab mette fedelmente in risalto questa scelta, con in risalto il connubio tra le parti di chitarra acustica e le chitarre elettriche dotate di una chiarezza straordinaria. “Across the Universe” è un brano difficile da coverizzare. Sin dalla sua origine John non era soddisfatto della registrazione effettuata, quindi i Beatles non pubblicarono la traccia come singolo. George Martin successivamente accelerò la canzone e aggiunse gli effetti sonori che la caratterizzano. La “Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band in questo caso ha dimostrato una perfetta padronanza e conoscenza di questa canzone unica.

 

“Dig It” appare nell’album del 1970 ma non nella versione “Naked”. La band della RecLab si affida egregiamente a una jam session improvvisata ricavata dalle takes degli anni precedenti. Il disco si chiude con “Let It Be”, che è stata a lungo al centro della controversia tra i fan dei Beatles. Sebbene la versione di Spector sembri essere totalmente diversa rispetto al singolo prodotto da Martin, entrambi usano la take numero 27 del 31 gennaio 1969. “Let It Be” è diventato il primo brano di quelle famose sessioni a ricevere miglioramenti e la band degli studi milanesi ha dimostrato un senso genuino di devozione nei confronti di un brano intramontabile.

 

Il team di Rec It Be con una forte inventiva ha sfruttato appieno la tecnologia odierna e le riproduzioni delle strumentazioni dell’epoca per aggiungere chiarezza e profondità alle originali ottenendo un risultato davvero soddisfacente. RecLab, inoltre, per celebrare l’undicesimo anniversario della nascita dello studio di registrazione, dall’11 febbraio ha iniziato a presentare sui suoi canali social un film documentario a puntate che racconta tutte le diverse fasi di realizzazione del disco attraverso le testimonianze di tutti artisti coinvolti.

 

È importante sottolineare che il progetto è mosso da una volontà benefica e filantropica: la realizzazione dell’album è stata finanziata interamente da RecLab Studios e ogni ricavo sarà donato all’associazione no-profit Oscar’s Angels Italia, che opera in tutte le principali strutture oncologico pediatriche.

 

Non si possono quindi escludere i complimenti per l’idea e per lo scopo a Larsen Premoli e alla sua band, poiché hanno permesso di farci riapprezzare ancora una volta le gesta e l’arte di un gruppo che ha segnato la storia della musica veicolando messaggi d’amore, rivoluzione e progresso, e che ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, educa le nuove generazioni all’ascolto di brani immortali.

 

 

Tracklist:

01 Get Back

02 Dig a Pony

03 For you Blue

04 The Long and Winding Road

05 Two of Us

06 Maggie Mae

07 I’ve got a Feeling

08 One After 909

09 Don’t let me Down

10 I’ve got a Feeling

11 Across The Universe

12 Dig it

13 Let it Be

 

Line up:

Deneb Bucella, Loris Bersan, Lorenzo Pasquini, Gianluca Bonelli, Vanni Antonicelli, Max Castellani, Lorenzo Mari, Davide Scopazzi, Mattia Dambrosio, Riccardo Mari, Gabriele Civitarese, Luca Stasi, Giovanni Mori, An-tonio Magrini, Luca Cirio, Alessio Premoli, Tania Tiozzo, Davide Mancini, Leonardo Barbierato, Lorenzo Morra, Pier Panzeri, Paolo Longhini, Jody Brioschi, Andrea Dominoni, Marlon Bergamini, Massimo “Maffo” Vignali, Ruben Minuto, Carlo Ozzella, Alessio Maraschio, Domenico Vena, Riccardo Quagliotti, Federico Cavaliere, Maurizio “Dr. Feelgood” Faulisi, Simone Leoni, Federico Cataleta, Riccardo Grillo, Giulio Petrella, Roberto Binetti, Pacho, Alex Rossi, Sergio Cerina, Davide Taccagni, Federico Paulovich, Matteo Balani, Ralph Salati, Massimo Bontempi, Paolo Colavolpe Walter Calloni, Orazio Nicoletti, Davide Calloni, Marco Venturini, Michele Spadaro, Carlotta Baroni, Fracesco Saracino, Marco Battistella, Zimo Cristriani, Lorenzo Martelli, Giulia Os-servati, Riccardo Berticelli, Mattia Frassinetti, Alessandro Passera, Simone Vaccaro, Jacopo Martignoni, Erica Spozio, Roberto Paladino, Marco Parenti, Roberto Ferrante, Riccardo Di Paola, Luca Pasqua, Salvo Vinci, Giuly Jackson, Maria Vittoria Boemi, Elisa Trovato, Larsen Premoli

 

Link utili:

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