Artista: GOLD MINERS NIGHT CLUB

Titolo: Gold and Booze

Etichetta Discografica: Autoprodotto

Release Date: 24 Aprile 2020

 

 

I Gold Miners Night Club, duo bresciano che ha esordito nel 2017 e con un solo album all’attivo, sono tornati con un nuovissimo lavoro in studio. Gold and Booze è un viaggio attraverso le storie di diversi personaggi che potrebbero frequentare un ipotetico “Gold Miners Night Club” e che raccontano storie che racchiudono i grandi temi della vita.

 

L’album si apre con “If I Had a Guitar”, un brano in stile rockabilly che sin da subito catapulta l’ascoltatore in un vecchio club con jukebox e musica dal vivo. Voce distorta, chitarre catchy e una batteria incalzante coinvolgono l’ascoltatore trascinandolo nella storia del primo personaggio, la cui chitarra è per lui un simbolo di libertà che lo può liberare da una vita apparentemente perfetta. La titletrack “Gold and Booze” è un concentrato di energia e rock’n roll vecchio stampo con chitarre potenti, incisive e voce graffiante, probabilmente il canto di un minatore appena tornato da un’estenuante giornata di lavoro che tutto ciò che chiede appena entra nel club è di poter parlare di oro e di poter bere dell’alcool. Il brano ruota attorno ad un riff che cattura l’attenzione e che è quasi un cerchio che procede costantemente la sua andatura per poi ricominciare, avvolgendo l’ascoltatore e facendolo sentire parte del club.

 

“I Want Gold”  è il primo singolo estratto e, come afferma il duo, “E’ il grido ossessivo di chi si sente un re e vorrebbe vivere in un mondo dorato”. Questa ossessione si percepisce, oltre che dal testo, anche dalla martellante batteria e chitarre incalzanti che fanno cadere l’ascoltatore in una spirale di follia. “Italian Boy” è il terzo ed ultimo singolo estratto il cui protagonista ironizza sul fatto di essere un “ragazzo italiano”, elencando sarcasticamente ciò che rende grande l’Italia e tutte le sue contraddizioni. Un brano catchy che fa riflettere sui temi proposti e che sicuramente è una piccola perla all’interno dell’album. “Run Run Run” è un brano dal sound blues rock vecchio stampo, “sporco”, rude e graffiante quasi alla “Bad To The Bone” di George Thorogood And The Destroyers, ma con toni più moderni. Il protagonista di questa storia vuole fuggire disperatamente da tutto ciò che lo insegue, ma non solo fisicamente.

 

In conclusione “Oh Death” è il brano più lento ed emozionante dell’intero album, una ballad dai toni country blues che tocca il cuore, “una preghiera drammatica rivolta alla morte, che racconta il dramma di chi muore in mare e vede sparire i propri cari”. Un riff toccante accompagnato da una morbida batteria e la voce roca che rende il tutto ancora più drammatico, con una conclusione energica ed inaspettata, la degna conclusione di un album ricco di emozioni.

 

I Gold Miners Night Club con ‘Gold and Booze‘ riescono a trasportare l’ascoltatore all’interno di un immaginario club in cui undici personaggi si sono riuniti per mettere a nudo le proprie storie, emozioni ed esperienze di vita, diventando quasi “amici immaginari” che si parlano davanti ad un boccale di birra. Un album che tocca le giuste corde con la semplicità di chitarra, voce e batteria ma che di semplice non ha nulla e che sicuramente sarà apprezzabile maggiormente ad ogni ascolto.

 

 

Tracklist:

01. If I Had a Guitar

02. Loser

03. Gold and Booze

04. Moonshiner

05. Brian And The Invisible Band

06. Muscle Car

07. I Want Gold

08. Goodbye

09. Italian Boy

10. Run Run Run

11. Oh Death

 

 

Line-Up:

Federico Capuzzi – Guitar, Voice

Nicola Romano – Drums, Backing Vocals

 

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