BLOODY HEELS

Ignite The Sky

Frontiers Music

Release date: 10 luglio 2020

 

 

Con i piedi ben piantati negli Anni 80, ma dotati di una buona dose di cartucce pesanti sparate da una sezione ritmica proiettata verso un futuro incendiario: almeno nelle intenzioni si presenta così la band lettone Bloody Heels, che rompe gli indugi con “Ignite the Sky” ad aprire le ostilità. L’approccio si ripete anche nel successivo “Criminal Masterminds”, primo singolo e video estratto dall’album. Chiariamo subito: non assistiamo al miracolo. Anzi, per spegnere quelle fiamme che dovrebbero minacciare il cielo basta un semplice estintore. Lo schema è prevedibile, i riff di chitarra sono sufficientemente “grossi” ma fin troppo scolastici, i chorus penalizzati dalla voce di Vicky White che si limita al compitino: nessuna sbavatura per carità, ma non graffia, non ammalia, non trascina, non ci scalda il cuore nemmeno quando dovrebbe. Spesso e volentieri durante l’ascolto emerge un’anima quasi “pop” che si incarna in “No Matter”, anche qui però manca il refrain giusto che riesca a donare un senso al tutto.

 

Più convincente la prova su “Sugar & Spice”: quadrata nell’aspetto, granitica nell’essenza. Peccato per quel senso di noia, di già ascoltato, che rimane appiccicato per tutto l’album. Succede anche nel mid-tempo “Black Swan” con ambizioni da ballad, unico brano oltre i sei minuti del disco: l’arrangiamento è maturo, ma la scrittura rimane sempre appiattita su se stessa. Per dirla in breve, pochi guizzi e nemmeno così alti. Le cose migliorano in “Silhouette”: l’arpeggio iniziale è seducente e ci accompagna nelle trame di un brano in crescendo, che culmina con l’assolo di chitarra di un Harry Rivers – finalmente – ispirato. In “Healing Waters” il sax di Dagnis Rozins, qui presente in veste di ospite, dona l’unico tocco di sensualità a un brano altrimenti piatto. Chiude le danze “Streets of Misery” in cui la band di Riga alza di nuovo il tiro, schiaccia il piede sull’acceleratore ma non riesce a migliorare più di tanto i tempi sul giro. Servirebbero un po’ di coraggio e un pizzico di cuore.

 

In definitiva quello che non convince è chiaro: questi Bloody Heels restano a metà strada fra gli ammiccamenti del glam rock e l’heavy più macho, non scelgono mai cosa fare “da grandi” e il risultato finale sa tanto di occasione persa. C’è un po’ di Skid Row, Def Leppard e Whitesnake, ma miscelato senza personalità. Diventerà uno dei vostri ascolti preferiti? Decisamente no.

 

 

Tracklist:

1. Ignite The Sky

2. Criminal Masterminds

3. No Matter

4. Sugar & Spice

5. Farewell To Yesterday

6. Black Swan

7. Stand Your Ground

8. Thin Line

9. Silhouette

10. Healing Waters

11. Streets Of Misery

 

 

Line-up:

Vocals – Valts Berzins (Vicky White)

Guitars – Haralds Avotins (Harry Rivers)

Bass – Gunars Narbuts (Gunn Everett)

Drums – Gustavs Vanags (Gus Hawk)

Cello on track ‘Silhouette’ – Erna Daugaviete

Saxophone on track ‘Healing Waters’ – Dagnis Rozins

 

 

Link utili:

www.facebook.com/bloodyheelsband

www.instagram.com/bloodyheelsband

 

 

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