IN FLAMES

Clayman (20th Anniversary)

Nuclear Blast Records

Release date: 28 agosto 2020

 

Doppio compleanno per la band svedese, che festeggia i 30 anni dalla nascita e i 20 dalla pubblicazione di “Clayman”, lavoro che qui è proposto in versione rimasterizzata da Ted Jensen (Pantera, Deftones, Gojira). Album che già conteneva in sé i germi di quello che sarebbero diventati gli In Flames col successivo “Reroute to Remain”: ci sono i ricami e la possenza del melodic death metal, ma è ben presente l’indole mainstream che nei lavori successivi prenderà il sopravvento.

 

C’è da dire che i pezzi di questo disco, anche a vent’anni di distanza, funzionano, mordono e restano un caposaldo del genere. L’attacco di “Bullet Ride” è il solito macigno che stordisce, lasciando tempo per pensare solo quando la voce claustrofobica di Anders Friden dialoga con se stessa, si interroga sui propri mostri interiori e sulla depressione. Riflessione ed esplosione, concettuale e musicale. “Pinball Map” è un vortice che ti risucchia e sbatacchia contro pareti d’acciaio senza lasciarti tregua, dove sul wall of sound costruito dalle chitarre spicca il drumming di Daniel Svensson, potente e preciso in tutti i suoi fill (e non solo in studio). La seguente “Only For The Weak”, con una forzatura lessicale, può considerarsi la hit da classifica degli svedesi: un mid tempo dominato da una melodia di chitarra che, appena la ascolti, non ti abbandona più. Immancabile in ogni concerto della band, attesa anche dai metallari più refrattari ai sentimenti.

 

In “As The Future Repeats Today” lo screaming di Friden la fa da padrone. “Square Nothing” contiene in sé la specialità della casa: quella di illuderci con melodie ammalianti e ipnotiche, per poi infierire con un attacco sonoro letale che non fa prigionieri. In questo senso, anche il basso di Peter Iwers fa da collante, rendendo il sound della band rotondo ma, al tempo stesso, deflagrante. Segue la titletrack “Clayman”, il pezzo più violento del disco, introdotto dalla doppia cassa potente di Svensson: qui Friden si diverte a “giocare” con la sua voce, pesantemente deformata da effetti e sovraincisioni, che però nel refrain arriva quasi a disegnare un cantato in pulito.

 

“Satellites and Astronauts” ci fa intravedere paesaggi lunari, una bolla spazio-temporale dove Björn Gelotte e Jesper Strömblad sono maestri nel costruire il classico Gothenburg sound, fatto di chitarre possenti che sorreggono melodie tipicamente heavy. In “Brush The Dust Away” a fare fuoco e fiamme è ancora la batteria killer di Svensson, che nella seconda parte del pezzo lascia spazio al miglior assolo di chitarra confezionato dalle asce di Gelotte e Strömblad. “Swim” scivola via che è una goduria, nel pieno stile In Flames: ricami melodici introducono il songwriting compatto e coeso in cui gli svedesi danno sempre il meglio di sé. “Suburban Me” contiene tutte le facce di Friden, che parte con il suo cantato “malato” e malinconico per poi liberare il suo scream corrosivo e lacerante. L’ultima traccia originale, “Another Day In Quicksand”, è forse la meno significativa e riuscita dell’album.

 

Questa edizione celebrativa del ventesimo anniversario porta in dote 5 tracce aggiuntive. La prima è un medley, composto da Johannes Bergion e costruito su un’impalcatura di violoncelli, a cui Gelotte presta la sua sei corde: il gioco divertente è riconoscere tutti i temi principali ripresi dall’album e riarrangiati a mo’ di colonna sonora. Le ultime quattro sono le versioni riregistrate dei pezzi più rappresentativi del disco (le prime tre tracce + Clayman), eseguite dalla nuova line-up (“out” Strömblad, Iwers e Svensson, “in” Broderick, Newman e Wayne). Una loro versione più rock, se vogliamo, più scarna e corrosiva ma meno potente, con la band che suona senza quegli elementi, di produzione e di arrangiamento, che negli anni fecero la fortuna del cosiddetto Gothenburg Sound. Quasi come a voler rinnegare quell’imprinting stilistico che ancora oggi viene preso ad esempio. Sinceramente, non se ne sentiva la necessità.

 

In definitiva, questa riedizione non aggiunge niente a chi già amava la band svedese, ma è una buona scusa per riprendere in mano uno dei capisaldi del genere. Per chi invece si fosse perso il periodo d’oro del Gothenburg Sound, questa è la volta buona per aggiungere un tassello in più alla propria discografia e conoscenza personale.

 

 

Tracklist:

1. Bullet Ride

2. Pinball Map

3. Only For The Weak

4. As The Future Repeats Today

5. Square Nothing

6. Clayman

7. Satellites and Astronauts

8. Brush The Dust Away

9. Swim

10. Suburban Me

11. Another Day In Quicksand

12. Themes and Variations in D Minor

13. Only For The Weak (re-recorded)

14. Bullet Ride (re-recorded)

15. Pinball Map (re-recorded)

16. Clayman (re-recorded)

 

Line-up:

Vocals: Anders Fridén

Guitars: Björn Gelotte

Guitars: Chris Broderick

Bass: Bryce Paul Newman

Drums: Tanner Wayne

 

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