FROM THE DEPTH

Moments

Rockshots Records

Data pubblicazione: 28 Agosto 2020

 

 

Secondo lavoro per la band italiana dei From The Depth e ci troviamo di fronte a 10 track che, se apertamente mostrano le influenze dello speed melodico/progressive europeo ed italiano di nomi come Labÿrynth (l’ispirazione più grande della formazione di Parma), Athena, Vision Divine, Stratovarious e Sonata Artica, dall’altra parte non mancano certo di una crescente personalità e di una buona dose di originalità compositiva, specialmente nella seconda parte di questo ‘Moments’.

 

Il titolo, infatti, sembra descrivere molto bene non solo un disco fatto di singoli momenti da analizzare, ma anche di frammenti di vita ed esistenza, che sono incarnati dai brani. Abbiamo, pertanto, una prima parte fatta da ‘Immortal’, ‘Spread your Fire’ (molto bella ed aggressiva, con un riff estremamente power U.S.) e le successive ‘Ten Years’ e ‘Street of Memory’, costruite attorno all’alternanza di riff veloci ed aggressivi, e ritornelli melodici ed una seconda parte, aperta dallo strumentale Hypnos, che si addentra in un territorio più articolato, intimista e cupo, sottolineato da un guitar work più intricato, cupo ed aggressivo e linee vocali, ben eseguite dal bravo Raffaele Albanese.

 

Proprio l’unione di chitarre più aggressive ed elaborate, più prossime alla scuola americana ma sempre melodicamente vicine alle ispirazioni italiane come i Labÿrynth, permette, assieme all’ugola potente, cupa e fluida di Albanese (il quale ha l’unica ‘onta’ di non avere sempre una pronuncia impeccabile), di creare pregevolissimi brani come ‘Just Ice’, ‘Missed’ o ‘Matter of Time’: track che fondono bene melodia, velocità, sfaccettature compositive eterogenee e feeling, creando quello spiazzante senso di onirica nostalgia che ha sempre contraddistinto la band Magnani e Tiranti (quest’ultimo presente nei cori dei brani assieme ad altri guest).

Il lavoro delle sei corde, performate da Martinelli e Milione è pregevole non solo per tecnica ma proprio per quel ‘quid’ sentimentale particolare che riescono a mettere nelle track di questo ‘Moments’, ben supportate da una sezione ritmica che con i propulsori Battini dietro le pelli e Clemenzi al basso, sa spesso cambiare velocità, adattandosi al mood dei brani, anche se nella prima parte del disco rimangono sui più canonici up-tempo della scuola speed europea.

 

Altro punto di forza è l’uso ragionato, atmosferico e ‘soundtrack-oriented’ delle tastiere, suonate da tre guest (De Paoli, Giacomini e Castro), che danno maggior spessore ai momenti più intimisti e complessi di brani come ‘Matter of Time’ o ‘Forget and Survive’, tra le canzoni migliori dell’album assieme alla già citata ‘Just Ice’; servirebbe, però, trovare un membro fisso per questo strumento, pronto a ricoprire anche un ruolo in chiave compositiva.

 

Un album veramente buono, ben realizzato e con ‘passione’, dove anche gli stilemi del genere sono sentiti e non piazzati qua e là per manierismo. Una band con una personalità crescente che può dire cose interessanti (e già lo fa) e nuove, all’interno di un panorama ricco di una recente e rinomata tradizione come quello dello speed/progressive italiano.

Davvero bravi.

 

 

Tracklist:

1. Immortal

2. Spread Your Fire

3. Ten Years

4. Streets of Memory

5. Hypnos (strumentale)

6. Forget and Survive

7. Just Ice

8. Missed

9. A Matter of Time

10. Somewhere

 

 

Line-up:

Raffaele “Raffo” Albanese Vocals, Guitars (track 4)

Cristiano Battini Drums

Santo Clemenzi Bass

Gianpiero Milione Guitars

Simone Martinelli Guitars

 

Guest musicians:

Davide Castro Keyboards (tracks 1, 2, 3, 4, 9, 10)

Andrea De Paoli Keyboards (tracks 3, 6, 8, 9)

Oreste Giacomini Keyboards (track 1)

Roberto Tiranti Vocals (choirs)

Giacomo Voli Vocals (choirs)

Angelo Guidetti Vocals (choirs)

Marco Spitale Vocals (choirs)

Stefano Nusperli Vocals (choirs)

Santo Clemenzi Vocals (choirs)

Marco Olmedi Vocals (choirs)

Jen Scarlet Vocals (choirs)

Ros Crash Vocals (choirs)

 

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