RAVEN

Metal City

Steamhammer / SPV

Data pubblicazione: 18 Settembre 2020

 

 

Tenetevi forte, fate riscaldamento ai muscoli del collo e preparatevi a subire l’impatto frontale che vi farà capire che cosa sia veramente lo speed metal originario, il fratellastro del thrash che ha poi figliato il power americano (il vero power metal) e, soprattutto, di che cosa sia capace una band storica di autentico speed metal dalle origini NWOBHM, link tra UK e USA (non solo musicalmente, ma anche a livello di ‘nazionalità’ musicale). Preparatevi ai tre colpi mortali che i leggendari Raven, con questo adrenalinico album ‘Metal City’, piazzano all’inizio del lavoro: ‘The Power’, ‘Top of the Mountain’ e ‘Human Race’.

 

Con questi tre brani potremmo tranquillamente chiudere qui la recensione e mandare in pensionamento anticipato tutte quelle band fuffa che ciarlano di intensità, originalità, innovazione ma che sono solo scialbe copie di altrettanto scialbi trend del momento.

 

Qui non scherziamo; qui si suona per fare sul serio, combattere ed abbattere la barriera del suono ed a conferma di questo basta godere della velocità della batteria di Mike Heller, il nuovo acquisto della band naturalizzatasi nella Big Apple e nata a New Castle. Una Camaro al massimo dei giri che fa saltare il limitatore nella fase finale di ‘Top of the Mountain’, facendo invidia ai migliori batteristi thrash Bay Area.

 

Volete sapere da dove nascono gli Overkill ed il loro fluido, inconfondibile riffing? Ascoltate Human Race, il lavoro di chitarra di Mark Gallagher e la voce tagliente, aspra e quasi beffarda del fratello e bassista John (sì, ci sono anche dei fratelli Gallagher che sanno suonare!), lanciatevi in questo assalto per poi farvi cogliere di sorpresa dall’inizio cadenzato della title-track (primo video-clip tratto dal lavoro in questione), che si trasforma in un’altra corsa a rotta di collo giù per una strada di montagna con un break melodico ed un refrain che certe formazioni hard-rock si sognerebbero: da urlo!

 

Parlando di urla, quelle di John Gallagher, all’inizio di ‘Battlescarred’ caratterizzano un brano ancora improntato su ritmi serratissimi, riff veloci come il miglior speed metal ma con quell’inconfondibile flavor melodico della band heavy rock della West Coast; questo dualismo stilistico, che contraddistingue dal gigantesco esordio ‘Rock ‘Until your Drop’ del 1981, ci regala, oltre a questo, altri brani assolutamente esaltanti, ricchi di gusto, melodia, solare ferocia ed adrenalina ai massimi livelli, anche quando si va nei riffing più articolati, ma sempre spinti ai massimi livelli da Heller, di ‘Cybertron’, assolutamente anfetaminica e che trasformerebbe anche una riunione di condominio in un mosh-pit degno di Wacken, il tutto condito da assoli splendidi, pieni di gusto ed ispirazione ad opera del buon Mark, e di cori che mostrano tutta l’eredità lasciata da questo three-piece eccezionale, alla scena thrash.

 

Ancora una chicca dietro le pelli, da parte del new-kid Heller con l’intro di ‘Motorheadin’, che non mi sorprenderebbe essere un omaggio a Lemmy &Co.: un intro di questo tipo non sfigurerebbe vicino a quello di ‘Overkill’ eseguito dal grande Mikkey Dee, come non sfigura l’attacco della hard&heavy-oriented ‘Not so Easy’ assolutamente NWOBHM ed assolutamente da party dopo l’assalto alla fortezza.

 

Finale con il botto assoluto: prima la carica frontale a 200 MPH di ‘Break’, bruciante e spietata come una raffica di Vulcan, per poi concludere con la song più lunga del disco (6 minuti e 16’’), l’oscura, cadenzata e possente ‘When Worlds Collide’, sigillo finale dal refrain maligno e che si conficca nelle menti degli ascoltatori, già intenti a scapocciare e meditare sulle visioni oscure della band anglo-americana. Un disco eccezionale, dal song-writing di una freschezza strabiliante, suonato divinamente, cantato con capacità, cura e, soprattutto, energia e con una produzione che mostra tutta la grandiosa attualità di questa feroce macchina del metal classico che contribuì a gettare le radici del metal estremo e che, ancora oggi, mostra che la classe spazza via i trend ed i discorsi pseudo-accademici su innovazioni di facciata, che poco hanno a che fare con la vera creatività e voglia di stupire del metal.

 

Se qualcuno vi ammorba con discorsi sul ‘nuovo che adesso sta altrove’, rispondetegli mettendo a tutto volume ‘Metal City’ e godetevi la sua espressione quando l’urto delle chitarre lo catapulterà via. Qui si viaggia veloce, qui si combatte su macchine dai motori tonanti, perché questo è il vero ‘metallo pesante’. Buy or die!!!

 

 

Tracklist:

1. The Power

2. Top of the Montain

3. Human Race

4. Metal City

5. Battlescarred

6. Cybertron

7. Motorheadin’

8. Not So Easy

9. Break

10. When Worlds Collide

 

Line-up:

John Gallagher Vocals, Bass

Mark Gallagher Guitars

Mike Heller Drums

 

Link:

ravenlunatics.com

facebook.com/ravenbandofficial

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