GOTTHARD

Steve Lee – The Eyes Of A Tiger – A Gotthard tribute to our unforgotten friend!

 Nuclear Blast Records

 Release date: 2 ottobre 2020

 

Più che un tributo al compianto Steve Lee, questo è un inno alla vita: vibrante, energico, graffiante come la voce del frontman che, a dieci anni dalla sua scomparsa per un incidente, continua a colpire dritto al cuore. Un anniversario speciale per gli svizzeri Gotthard, che in questo caso ripropongono i pezzi più importanti della band in versione acustica (oltre a due brani inediti). Una versione solo apparentemente più spoglia, perché adesso le corde vocali di Steve sono ancora più al centro di ogni brano, riempiendoli di anima, spirito, coraggio.

 

“One Life One Soul” è l’arpeggio che apre il disco e somiglia tanto a un rito di iniziazione, con la voce di Steve che si incarna nella chitarra di Leo Leoni, accompagnandoci in una sorta di preghiera laica. E quelle ultime parole, “…don’t let me go…”, riascoltate oggi sembrano profetiche. “In The Name” è emozione pura, da ascoltare in rispettoso silenzio prima di lasciarsi andare al refrain, dove nella voce di Steve Lee brillano echi di un altro grandissimo della musica, Ronnie James Dio. “Lonely People” ha quasi l’incedere di una filastrocca, dove Steve canta “cos’è la fede se non credi…è come un tesoro che non puoi mai trovare”: mai come adesso, possiamo dire che quel tesoro è contenuto nelle tracce di questo album. “Heaven” rivela tutta la sua anima pop: a proposito, drizzate un po’ le orecchie e diteci se sul refrain non vi sembra di ascoltare “Truly, Madly, Deeply”, hit Anni 90 dei Savage Garden?

 

“Need To Believe” è uno dei pezzi migliori della band e la sua versione acustica non perde fascino. Viene voglia di aprire le finestre e cantare al mondo il ritornello: “Sì, anche noi abbiamo bisogno di credere” e la voce di Steve è un buon motivo per farlo. “Lift U UP” dovrebbe essere inserita nei manuali del blues-rock, con i cori di Nic Maeder (in questi anni reclutato al microfono) che fa da spalla perfetta a quella di Steve. Il tributo ai Deep Purple con “Hush” è l’ennesima piccola gemma della band svizzera. “Tarot Woman”, uno dei brani inediti dell’album, ha il sapore di una ballata folk.

 

Il disco si chiude con due gemme: le cover (acustica ed elettrica) di “Eye Of The Tiger”. Molti di noi sono cresciuti con la colonna sonora di Rocky III e IV, per questo può sembrare facile fare breccia nelle nostre emozioni. I Gotthard però la possiedono, la rendono una cosa loro, senza snaturarla. Era uno dei brani preferiti di Steve Lee, che nella versione unplugged ci regala il meglio di sé. Sembra quasi che il pezzo fosse stato scritto da lui, tanto lo incarna alla perfezione, con il suo cantato sempre sul filo del rasoio, sorretto dai suoi compagni che la rendono una delle cover più belle di sempre. A seguire c’è l’electric version, in cui gli svizzeri tirano fuori le unghie e ribadiscono una cosa: l’hard rock è una cosa semplice, ma loro lo sanno fare maledettamente bene.

 

Prendete un’ora del vostro tempo, schiacciate il tasto play, chiudete gli occhi e godetevi della musica fatta con cuore, istinto e passione. Nell’omaggiare gli artisti scomparsi si rischia sempre di essere banali. Questo disco banale non lo è per nulla. Ci sarete voi e la voce di Steve Lee. Il resto non conta.

 

Tracklist:

1. One Life One Soul
2. Let It Be
3. In The Name
4. Lonely People
5. Heaven
6. Need To Believe
7. Lift U Up
8. Hush
9. First Time In A Long Time 10. Tarot Woman
11. And Then Goodbye
12. The Train
13. Eye Of The Tiger

BONUSTRACK:
Eye Of The Tiger (Electric Version)

 

Line-up:

Vocals: Steve Lee

Backing vocals: Nic Maeder

Guitars: Leo Leoni

Guitars: Freddy Scherer

Bass: Marc Lynn

Percussions/Drums: Flavio Mezzodi

 

Link utili:

www.gotthard.com
www.facebook.com/Gotthard
www.twitter.com/Gotthard

 

“Per me, fare musica e scrivere canzoni è sempre stata la cosa più importante – ma non essere famoso. Stiamo solo cercando di trovare noi stessi, dopo tutto.” – Steve Lee2010

 

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