DGM

Tragic Separation

Frontiers Music

Release date: 9 Ottobre 2020

 

Non dovrei dirlo, perché sembra fatto per creare un clickbait, ma è una cosa che mi è venuta in mente in questi giorni, ascoltando il lavoro numero 10 dei DGM e, il fatto che s’intitoli ‘Tragic Separation’ lo rende ancora più profetico: questo disco sarebbe piaciuto tantissimo ad Eddie Van Halen.

 

Giusto per chiarire il motivo di un’affermazione così pesante, è meglio spiegare subito che sin dalla prima track ‘Flesh and Blood’ (primo singolo con video clip), si è travolti da un vortice di tecnica sempre al servizio della più ispirata e coinvolgente composizione, di energia esplosiva, di immagini vivide e suoni caldi, pulsanti, dove la chitarra incontenibile di Simone Mularoni, assolutamente da estasi nei riff possenti e negli assoli virtuosi, e la voce tagliente, piena, agile e robusta al contempo, di Mark Basile, creano un mix splendido, vibrante e coinvolgente.

 

Il progressive metal dei DGM, con la successiva ‘Surrender’ (altro video clip) oppure con ‘Hope’, esprime al meglio la sua originalità, dove power/speed americano, melodie hard-rock siderali degne dei migliori Ark (e qui l’ugola di Basile ci ricorda non poco quella di Lande), assalti alla Symphony X e contorsionismi compositivi alla Shadow Gallery, si fondono per dare vita alla title-track ma, principalmente, ad un sound che ha nella forza d’urto melodica ed una particolare ed elaborata immediatezza visiva, il suo punto di forza.

 

A questo equilibrio incredibile concorre, oltre al già celebrato talento Mularoni, anche le splendide tastiere di Emanuele Casali, un assoluto pittore delle mille sfumature che brani come ‘Land of Sorrow’ sanno offrire, perfettamente in sintonia con un songwriting ricco, tecnico ma sempre agile e votato alla narrazione delle emozioni custodite all’interno di ogni track, concretizzate splendidamente da una tecnica al servizio della creatività.

 

Al fianco di questo, la potenza e la velocità di una batteria che sa correre, passare ai breakdown più incisivi e titanici oppure doppiare gli ultra-stoppati di Mularoni (in pieno stile Michael Romeo) con energica precisione e questo, Fabio Costantino, drummer eclettico e fluido lo fa in perfetta sintonia con la sua ‘metà’ musicale Andrea Arcangeli. Il bassista romano sfoggia, per tutto il brano, specialmente in brani quali ‘Stranded’ o ‘Silence’ un groove marcato ma mai invadente, pronto a fondersi con il prog-power-melodico di questa formazione che reca in sé i geni delle migliori band ‘bordeline’ come Mind Odissey o Masterplan (sempre periodo Lande), costantemente in equilibrio tra complessità creativa e fluidità espressiva, dove (e qui la conclusiva ‘Turn Back Time’ ne è uno splendido esempio) la potenza del metal classico americano, la melodia dell’hard-rock più catchy e le ricercatezze del progressive metal di alto lignaggio, concorrono a dimostrare, ancora una volta, l’enorme valore di una formazione che da quasi 25 anni offre un metal assolutamente personale, dal carattere forte e dal talento abbagliante.

 

Un disco fantastico, un lampo di luce, una sferzata di vento degna di un ciclone. Sì, diciamolo ancora: Eddie avrebbe proprio amato questo disco.

 

Tracklist:
Flesh And Blood
Surrender
Fate
Hope
Tragic Separation
Stranded
Land Of Sorrow
Silence
Turn Back Time
Curtain

 

Line-up:
Marco Basile – Vox
Simone Mularoni – Guitars
Andrea Arcangeli – Bass
Emanuele Casali – Keyboards
Fabio Costantino – Drums

 

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4.5