Reb Beach

A View From The Inside

Frontiers Music Srl

Release Date: 6 novembre 2020

 

 

Son passati quasi vent’anni dal suo secondo album solista “Masquerade” (pure questo a distanza di qualche anno dal precedente e primissimo “The Fusion Demons” del 1993), ma con questo nuovo lavoro, “A View From The Inside”, il grandissimo virtuoso alla chitarra Reb Beach ha voluto sfidare la sorte con qualcosa di insolito, facendo uscire per Frontiers questo suo primissimo album strumentale; di certo, sappiamo benissimo quanto il nostro guitar hero preferito della seicorde sia stato così prolifico, senza mai stare con le mani in mano in tutti questi anni, viste le sue molteplici e preziose collaborazioni e partecipazioni ad album e tour con Alice Cooper, Dokken, Twisted Sister, Fiona, Night Ranger, Whitesnake, Winger, ecc. ecc. ecc., oltre a quella recentissima col supergruppo dei Black Swan.

 

La situazione attuale di questi mesi passati in piena pandemia Covid-19 non è stata poi così nociva per molti artisti, Reb compreso, anzi potremmo quasi dire che sia stata parecchio produttiva, tanto che il nostro non solo ha pensato bene di mostrare la sua arte virtuosa e la sua esperienza con la chitarra durante incontri in streaming con il “Rock & Roll Fantasy Camp Masterclass” (la seconda puntata andrà in onda il 7.11.2020), ma anche di sfoderare parecchio materiale raccolto negli ultimi 20 anni di attività, alcuni risalenti addirittura al 1986 quali le tracce “Black Magic”, “Little Robots” e “Cutting Loose”, o pezzi pensati per gli album dei Winger poi scartati perché troppo progressive per essere inseriti nei dischi di Kip & soci: il tutto è stato rielaborato egregiamente in chiave moderna e secondo il gusto eclettico e il feeling hard rock anni ’80 e ’90 del chitarrista americano, cosicché viene catturata subito l’attenzione dell’ascoltatore “aficionado”, lasciandolo trasportare in un viaggio estatico mentale e musicale della durata di 42 minuti.

 

Per questo nuovo disco senza liriche (a parte le uniche due parole “Black Magic” pronunciate nell’omonima traccia, da nientepopodimeno che David Coverdale, il cantante degli Whitesnake), il Reb onnipresente col suo inconfondibile trademark alle chitarre, si è cimentato pure egregiamente con parti di basso e tastiera, ed è stato però affiancato da incredibili musicisti che hanno reso l’album completo in tutta la sua interezza, struttura e melodia: i batteristi David Throckmorton e Robert Langley, i bassisti Phillip Bynoe e John Hall, il tastierista Paul Brown e per ultimo – e non da meno! – il nostro Michele Luppi al pianoforte. In ognuna delle dieci tracce Reb Beach mostra tutto il suo genio nello spingere la sua chitarra a livelli alti, cosa che però non dimostra essere un mero esercizio stilistico solo per mostrare quanto veloce sia riuscito ad essere o a quanto grossa sia la componente di autoindulgenza, quanto invece si tratta di un incontro molto armonico tra diversi stili musicali, che spaziano dal jazz rock, al metal, al prog metal e ovviamente al rock melodico, con un ottimo senso del ritmo e di un groove decisamente piacevole.

 

Abbiamo avuto modo di conoscere già i primi singoli pubblicati di recente, il primo “Infinito” corredato da video con immagini dai toni metal anni ’80, ed il secondo “Aurora Borealis” uscito con un video di solo audio, dove possiamo scorgere gli accordi inconfondibili di pianoforte di Michele Luppi. E già con entrambe le canzoni ci siamo subito resi conto quanto alto fosse il potenziale del nuovo disco in imminente uscita. L’opener “Black Magic” citata prima presenta degli assoli fantastici abbinati a ritmi energetici della batteria di David Throckmorton; “Little Robots” ha un certo nonsoché di tastiera melodica AOR combinata con tonalità jazz e fusion, e pure con una certa tonalità AOR abbiamo “Whiplash”. “Cutting Loose” ha rimandi al prog metal con qualche accenno agli stili così definiti ma così ben diversi tra di loro di Joe Satriani e Steve Vai. Di contro, all’interno dell’album abbiamo pure tracce di altro genere musicale che completano la struttura del disco: la metal funkeggiante “Attack Of The Massive” e la jazz funkeggiante “The Way Home”, la blueseggiante “Hawkdance” e, in chiusura, “Sea Of Tranquility” dal tocco gentile ma dai passaggi tecnici precisissimi e ad effetto.

 

“A View From The Inside” è un’opera talmente variegata e mai monotona che non verrà apprezzata solamente da un pubblico di nicchia, o da chi è musicista e maneggia uno strumento musicale più o meno a livello amatoriale o professionale, ma da tutti quegli appassionati di musica che percepiscono la magia trasmessa fin dalle primissime note dell’album!

 

 

Tracklist:

1. Black Magic

2. Little Robots

3. Aurora Borealis

4. Infinito

5. Attack Of The Massive

6. The Way Home

7. Whiplash

8. Hawkdance

9. Cutting Loose

10. Sea Of Tranquillity

 

 

Line-up:

Reb Beach – All guitars, bass on 4, 9, keyboards on tracks 4, 6, strings on 10

David Throckmorton – Drums (except on 6)

Robert Langley – Drums on 6

Michele Luppi – Piano on 3, 10

Phillip Bynoe – Bass on 1, 2, 3, 8, 10

John Hall – Bass on 5, 6, 7 Paul Brown – Keyboards on 1, 2, 5, 7

 

 

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