AC/DC

Power Up

Columbia Records/Sony Music

Release date: 13 novembre 2020

 

 

Circa 40 anni fa, precisamente il 25 luglio 1980, sentimmo dei cupi rintocchi di campana echeggiare nel buio; l’incipit di ‘Hell’s Bells’, il primo brano che apre il celebre “Back in Black”, il settimo album degli AC/DC e al tempo stesso il primo dell’era post Bon Scott (ex vocalist del gruppo, morto nella notte tra il 18 e il 19 febbraio 1980). Nonostante quei funebri rintocchi fossero rivolti alla memoria di Bon Scott, con quel suono si volle annunciare anche la rinascita degli AC/DC : come in “Highway To Hell” nel ’79, riecco le chitarre di Angus e Malcolm Young, il basso di Cliff Williams, la batteria di Phil Rudd e per la prima volta la voce di Brian Johnson. Dopo una lunga ed onorata carriera iniziata nel lontano 1973, tra il 2014 e il 2017 la band comincia tragicamente e lentamente a sgretolarsi: dopo l’annuncio del tour mondiale “Rock or Bust” del 2015, Phil Rudd viene arrestato per possesso di sostanze stupefacenti e per minaccia e istigazione all’omicidio; nel settembre 2016 Cliff Williams annuncia il suo ritiro; sempre nel 2016 Brian Johnson è costretto ad abbandonare il palcoscenico per problemi all’udito (l’ipoacusia infatti lo costringe a non partecipare alle ultime date del tour “Rock or Bust”); già ritiratosi dalla band nel 2014, il 18 novembre 2017 muore Malcolm Young, all’età di 64 anni, consumato dallo spietato e meschino morbo di Alzheimer.

 

Con la morte di Malcolm l’oscurità sembrava essere definitivamente calata sulla band; la stessa che avevamo visto con la morte di Bon Scott. Tuttavia, lo scorso 28 settembre si è scorta all’improvviso una scintilla nel buio. Uno schiocco di luce, poi un altro e infine un neon rosso a forma di saetta. “Sia la luce. E luce fu”; meglio, “Sia il rock. E il rock fu”. Esattamente come quelle campane di 40 anni fa, oggi uno schiocco di luce nell’oscurità segna il ritorno degli AC/DC. Dopo aver atteso sei anni da “Rock or Bust” e nonostante tutte le avversità, con “Power Up” ritornano Brian Johnson, Angus Young, Cliff Williams, Phil Rudd e Stevie Young, in sostituzione di suo zio Malcolm Young. In realtà Stevie Young lo abbiamo già conosciuto nel lontano 1988, durante il tour “Blow Up Your Video” (sul palco con gli AC/DC per sostituire suo zio Malcolm, allora in cura per liberarsi dalla dipendenza dall’alcool); e lo abbiamo rivisto nel 2014 (sempre in sostituzione dello zio, allontanatosi definitivamente a causa della demenza).

 

 

Registrato tra il 2018 e il 2019, l’uscita di “Power Up” è prevista per il 13 novembre 2020; il 7 ottobre abbiamo avuto tutti il piacere di gustare “Shot in the Dark”, il singolo estratto da “Power Up” e certamente brano chiave dell’opera che compendia sapientemente l’anima e la forza che ha reso leggendari gli AC/DC.

 

Noi di Rock Rebel Magazine abbiamo avuto il privilegio di ascoltare tutti i nuovi inediti e non possiamo fare a meno di condividere le nostre emozioni con i nostri lettori.

 

L’album si apre con la ruggente “Realize” e, nonostante la furia delle sue primissime e fiammeggianti sferzate di chitarra, potreste inspiegabilmente sentirvi il sangue man mano gelarsi nelle vene (“Feel the chill, feel the chill”); a scioglierlo e trasformarlo in pura lava ci penserà la cruda e graffiante voce di Brian Johnson. Segue “Rejection” e vi consigliamo vivamente di dare a Johnson tutto ciò che vi chiede (“Yoy better give me what I want”), se volete davvero farvi travolgere da questa eruzione di adrenalina; passando per le trame esplosive di “Kick You When You’re Down”, “Witch’s Spell”, “Demon Fire”, “Wild Reputation”, “No Man’s Land”, “System Down”, “Money Shot”, “shot” dopo “shot”, nel fondo di questa bottiglia di puro e inebriante rock, vi aspetta il finale pirotecnico con “Code Red”.

 

Tuttavia, in questo intreccio sempre più incandescente, è bene soffermarci su “Through the Mists of Time”, che scoprirete essere un tuffo in un vero e proprio incubo, dove vi ritroverete in balia di tremende visioni (“See dark shadows on the walls … Hear the shisper of the whirlwind / Montster shadows … Dark horses”). Conosciamo il nome di quell’orrore che si cela nella nebbia (il Tempo); non riusciamo a vedere il suo volto, tuttavia riusciamo a vedere quei volti ritratti in vecchie fotografie (“On the walls / See the pictures / Some hang, some fall”); possiamo immaginare che tra quei ritratti drammaticamente franati ci sia anche il volto di Malcolm Young. Ricordiamo che questo è il primo album dopo la morte di Malcolm e, smentiti i rumor circa la presenza di alcuni suoi riff all’interno, dobbiamo accettare che non sentiremo più la sua chitarra vibrare; anche se siamo certi che il 13 novembre tutti voi riuscirete a sentire ancora il suo cuore pulsare in ogni nota.

 

 

Che dire? La promozione c’è! L’intramontabile grinta degli AC/DC è indiscutibile e le 12 tracce che si susseguono con un ritmo crescente e impetuoso lo confermano. Le cinque stelle sono tutte per loro, seppur consapevoli che, qualitativamente parlando, “Power Up” non è più e né è meno della loro precedente produzione; del resto, si sa, uno studente brillante può permettersi di vivere anche di rendita e beneficiare dell’ammirazione dei professori senza aver bisogno di superarsi.

 

“Power Up” non è un ritorno alle origini e nemmeno un’azzardata opera sperimentale. “Power Up” è un apprezzabile regalo ai fan di ieri e di sempre; è un’auspicabile fonte di ispirazione per i rocker di domani; è senza dubbio un degno saluto affettuoso a Malcolm. Ciao Malcolm.

 

 

Tracklist:

· Realize

· Rejection

· Shot in the Dark

· Through the Mists of Time

· Kick You When You’re Down

· Witch’s Spell

· Demon Fire

· Wild Reputation

· No Man’s Land

· System Down

· Money Shot

· Code Red

 

Line Up:

· Brian Johnson – voce

· Angus Young – chitarra

· Stevie Young – chitarra

· Cliff Williams – basso

· Phil Rudd – batteria

 

 

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