VERONAL

Poptimista

B District Music

Release date: 27 novembre 2020 

 

 

Se vi siete persi i primi due singoli “Ragione d’essere” e “Senza pensieri”, vi invitiamo a recuperarli al più presto; se invece preferite non spezzarvi l’appetito e gustarvi il pasto completo, allora vi preghiamo di attendere ancora pochi giorni. Nel frattempo date pure uno sguardo al menù! Noi di Rock Rebel Magazine abbiamo già gustato le portate preparate dallo chef Veronal e ora siamo lieti di raccontarvi le nostre sensazioni.

 

Con il suo nuovo “POPTIMISTA”, Veronal ci consegna una frizzante autobiografia e la sua voce ci accompagna fino all’ultima pagina senza mai annoiare. Tuttavia non si tratta di una narrazione che segue una lineare cronologia di eventi più o meno salienti. Si tratta bensì di un flusso di emozioni e di ricordi estratti da un arco temporale che comprende principalmente le tre fasi fondamentali che segnano la formazione dell’individuo (infanzia, adolescenza e maturità); formazione che non avviene unicamente con il solo raggiungimento di una maturità anagrafica, ma attraverso l’esperienza del mondo e di sé che si accumula e si sedimenta ogni giorno. Veronal ci racconta una storia, la sua storia, che ha finalmente introiettato e che ora è pronto a rivelarci (“per digerire certe cose ognuno ha i suoi tempi … basta non diventi depressione”Niente di più semplice).

 

Nella narrazione di “POPTIMISTA”, il protagonista osserva e si rapporta con il mondo circostante; un mondo che, man mano che lui cresce, si mostra in ogni sua declinazione, mettendo così in luce tutte le sue ambiguità e le sue contraddizioni che contribuiscono, nello stesso tempo, a incantare e disincantare chi lo osserva. Questo continuo barcamenarsi tra sogno e realtà conduce il protagonista anche a prendere gradualmente consapevolezza del lato oscuro del mondo; un lato oscuro, tanto attraente quanto distruttivo, che talvolta sa essere un rifugio sicuro, nonché un alibi per giustificare colpe e fallimenti (“Un bicchiere dietro l’altro, la mia scusa per guardare in basso e non in alto, mi bastava dare colpa all’amianto, prendevo la rincorsa e mi buttavo nell’alcool”Ragione d’essere). Egli è costantemente esposto al bene e al male; è in bilico tra le gioie e i dolori che gli riserva questo duro viaggio che si chiama “vita”. Un viaggio fatto di tappe necessarie dove si susseguono verità e illusioni, speranza e tradimenti (“Riempiendoci le pance di false speranze”Le Luci).

 

Tutto ciò conduce alla meta finale, ossia comprendere quella “ragione d’essere”. Una ragione di esistere e vivere che ognuno di noi cerca sempre fuori di sé e che finisce con il ritrovare inevitabilmente dentro di sé. Il senso della vita si risolve nell’avere il coraggio e la forza di essere se stessi; non serve essere il nuovo Roberto Baggio per dare un senso alla propria esistenza e non essere condannato ad una nauseante vita convenzionale (“per essere te stesso ci vuole coraggio, a meno che tu non sia il prossimo Roberto Baggio; se non è così non preoccuparti e ascolta il saggio: ti dirà la via per diventare un ingranaggio”Eroi). Giunto alla meta, il protagonista asciuga le lacrime e conta quelle sue ferite – alcune guarite, altre indelebili – che, se prima di allora si era solo limitato a contemplare (“La pioggia del mattino viene giù, come un pianto, come non piango più”Non mi avrete mai), adesso riesce a comprendere (“Rivalutare ogni momento tremendo, realizzando che c’è molto di più”D+). Tutto ciò che ha subìto e vissuto è servito per definire ciò che è diventato (“Oggi sono un altro, pronto al salto”Ragione d’essere) e per preparare ciò che diventerà (“Se la vita è una sola, meglio cambiare qualcosa”La Luna).

 

Questo viaggio sonoro si chiude con “Parigi”. Nei testi precedenti ricorre l’immagine della “città”; immagine sapientemente utilizzata per dare una forma concreta e tangibile ai tormenti del protagonista. Tuttavia, con “Parigi” viene ripresa l’immagine della “città”, ma le si conferisce una nuova e positiva connotazione. Parigi rappresenta un puro ideale che lui intende raggiungere, a patto di risolvere definitivamente e lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha subìto e che lo tiene ancorato in quel pantano di sofferenza di cui non può ancora fare a meno (“uno che non sa fare a meno delle luci della città”Le luci). Non può farne a meno perché negare quel dolore significa negare parte di ciò che è. Perché anche il male che ci portiamo dentro è una parte inscindibile del nostro essere; quel male è un eterno memento per non dimenticare gli ostacoli affrontati nei sentieri più bui e impervi; quel male è una bussola per non deviare, o peggio interrompere, il nostro passo verso un futuro più bello.

 

 

Considerazioni finali. “POPTIMISTA” è un’opera scoppiettante e mai banale. Ogni stella che gli conferiamo suggella il successo di questa nuova impresa di Veronal. Tuttavia manca ancora una stella per completare la costellazione, ma non è certo un rimprovero all’artista, bensì un invito a superarsi perché, lo sappiamo, nel suo mazzo ha tutte le carte che gli servono per riempire l’intera volta celeste. In questo vivace alternarsi di ritmi pop-rock accattivanti (che esprimono tutta la forza dirompente della giovinezza) e di andanti più teneri e romantici (che danno voce a quella dolce malinconia che ci portiamo dentro) POPTIMISTA è come un giro sulle montagne russe. Pronti a salire a bordo?

 

 

Tracklist:

· Niente di Più Semplice

· Non Mi Avrete Mai

· Le Luci

· Ragione D’Essere

· Senza Pensieri

· D+

· Eroi

· A Caccia di Nuvole

· Luna

· Non Lontano Da Qui

· Parigi

 

 

Musicisti

· Gianluca Veronal (voce)

· Gianmarco Serra (batteria)

· Mattia Giambini (batteria – traccia 08)

· Angelo Merico (basso),

· Martino Groppi (chitarre)

· Raffaele “Rufio” Littorio (chitarra – tracce 05 e 08)

· Francesco Bellinzoni (piano),

· Andrew Jahmby (tastiera – tracce 01, 04 e 07)

 

Link Utili:

facebook.com/veronal
instagram.com/gianlucaveronal
youtube.com/user/veronalchannel 

Facebook Comments
4