Ruxt

Labyrinth Of Pain

Diamonds Prod.

Release date: 1 Dicembre 2020

 

 

Dopo averci entusiasmato con “Back To Origins” giungono al traguardo del quarto album i liguri Ruxt. Rispetto all’album precedente bisogna segnalare una importantissima variazione nella line-up. K-Cool prende il posto, dietro il microfono, del portentoso Matt Bernardi. Rimangono al loro posto la coppia d’asce formata da Stefano Galleano e Andrea Raffaele, il grandissimo Alessandro “Attila” Fanelli dietro le pelli e il bravissimo Steve Vawamas al basso.

 

Quello che balza subito all’orecchio è la profonda diversità del timbro del nuovo singer. La voce di K-Cool possiede qualità sia a livello di interpretazione che di versatilità e la band di conseguenza rinnova il proprio sound, abbandonando parzialmente la vena 70’s dei lavori passati per abbracciare sonorità più al passo con i tempi. Quello che comunque rimane è la consueta qualità di fondo che permette ai Ruxt di creare composizioni viscerali, sempre permeate di pathos e sentimento. Certo, K-Cool, come la storia insegna, dovrà confrontarsi con le doti del suo predecessore e far metabolizzare ai fan le sue qualità vocali, ma questo avviene solo dopo alcuni attenti ascolti di “Labyrinth Of Pain”. In ogni caso il ragazzo ha personalità e lo si può già notare dalla Title Track.

 

Un pezzo dove alla consueta ispirazione nello scrivere riff di chitarra semplici ma intriganti, si contrappone un break centrale atmosferico. “November Rain” si fa notare per i particolari intrecci vocali mentre “Love Affairs” ci ricorda i Talisman nella loro versione più rock, uniti ad un azzeccato riff portante. Si cambia registro con “Simply Strangers”; pesante, oscura e cupa, ma ben interpretata dal nuovo singer. “One Step Behind” è giocata su un mid tempo heavy rock che ha il grande pregio di piantarsi in testa al primo ascolto. L’accoppiata “Back On Track”, “What You Give Is What You Get” rimandano come sound agli album precedenti grazie al groove sprigionato. La ballad “What Keeps Me Loving You” strizza l’occhio agli Whitesnake e convince con le sue aperture melodiche. “Waiting” basata su un riff roccioso degno del miglio Jorn e “Time To Fight Again” impreziosita dalle sue inflessioni Dokken sono gli ennesimi tasselli che permettono all’album di elevarsi sopra la media. “Butterflies” chiude in maniera egregia con i suoi 9 minuti. Un pezzo strumentale che non punta sulla tecnica, ma su scenari emotivi di grande bellezza.

 

“Labyrinth Of Pain” è da considerare come un nuovo punto di partenza per i Ruxt. Un punto di partenza solido, raffinato e frutto del lavoro svolto in passato. Ancora una volta il gruppo ligure dimostra che la classe non è acqua e che con il duro lavoro e la passione si possono raggiungere risultati importanti. Piacerà.

 

 

Track List

01 Labyrinth Of Pain

02 November Rain

03 Love Affairs

04 Simply Strangers

05 One Step Behind

06 Back On Track

07 What You Give Is What You Get

08 What Keeps Me Loving You

09 Waiting

10 Time To Fight Again

11 Butterflies (Instrumental)

 

Line Up:

K-Cool – vocals

Alessandro “Attila” Fanelli – drums

Stefano Galleano – guitar

Andrea Raffaele – guitar

Steve Vawamas – bass

 

 

Link:

facebook.com/Ruxtrockband

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4.5