Persuader

Necromancy

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 4 dicembre 2020 

 

 

Il laboratorio del metal svedese, si sa, è sempre pronto a forgiare nuovi talenti. Oggi però vi parliamo di una band che tutti conosciamo e che abbiamo già imparato ad amare. Parliamo dei Persuader che, sei anni dopo “The Fiction Maze”, ritornano con il loro nuovo e attesissimo album: “Necromancy”. “Necromancy” è stato descritto da Emil Norberg come l’album “più aggressivo” prodotto finora e, soprattutto, “l’inizio di un nuovo capitolo”; nuovo capitolo di una storia iniziata nel lontano ’97 e che, il 4 dicembre, finalmente prosegue con sette nuovi travolgenti inediti. Noi di Rock Rebel Magazine siamo discesi negli inferi e tornati a riveder le stelle per parlarvi di questa nuova ed entusiasmante opera firmata Persuader. Perciò tenetevi pronti e “welcome to the darkness”.

 

L’album si apre con “The Curse Unbound”, brano che abbiamo già ascoltato e apprezzato lo scorso ottobre. Dopo una breve overture mefitica, irrompe la voce di Jens Carlsoon, il cui timbro ricalca quella di Hansi Kürsch (vocalist dei Blind Guardian). Difficile definirlo un concept album, ma “Necromancy” riesce lo stesso a fornire all’ascoltatore una narrazione chiara e lineare. Tra il fragore tagliente delle chitarre e il rombo della batteria, le rapide melodie dei Persuader accompagnano la discesa all’inferno di un uomo, o meglio, della sua anima. L’uomo, consapevole delle sue colpe (I´ve done they things you asked – Hells Command), è pronto ad espiarle, accettando pertanto il suo inevitabile destino. Il castigo della dannazione eterna. Un castigo che per il nostro antieroe, tuttavia, sembra avere il retrogusto di una malsana gratificazione (This is my my sacrifice / This is my final call / I’ve seen the signs / In hell, I take command – Hells Command).

 

In questo cammino nell’oltretomba di circa 50 minuti, all’ascoltatore sono concesse due tregue: la prima con i leggeri rintocchi metallici che aprono “Raise The Dead”; la seconda con la melodia che prima sfuma e poi si spezza all’improvviso al termine di “Gateway”. Ma si tratta solo della proverbiale “quiete prima della tempesta”. Un ultimo momento di pace prima di attraversare le porte dell’inferno. L’album dunque si chiude con “The Infernal Fire”. Epilogo tremendo che, tuttavia, apre a un nuovo inizio (A new beginning has come to an end now / I see the curtains fall / An existence of a netherworld call / I’m descending hells infernal flames – The Infernal Fire). Che si tratti di una traduzione in chiave musicale dell’inizio di quel nuovo capitolo annunciato da Emil Norberg? Staremo a vedere.

 

Considerazioni finali i Persuader sono tornati e lo fanno nel migliore dei modi. Sangue svedese non mente. Tuttavia, nonostante “Necromancy” si ponga come spartiacque tra la vecchia e la nuova produzione della band di Umea, noi di Rock Rebel Magazine non siamo ancora pronti a promuovere a pieni voti questa nuova fase. “Necromancy” è senza dubbio un’opera completa per chi ama il power metal, ma lasciamo che i Persuader scrutino a fondo l’abisso dell’inferno, prima di partorire una stella degna di brillare nel firmamento del metal svedese.

 

Traclist

· The Curse Unbound

· Scars

· Raise The Dead

· Reign Of Darkness

· Hells Command

· Gateways

· The Infernal Fires

 

Line Up:

· Jens Carlsson – voce

· Emil Norberg – chitarra

· Fredrik Mannberg – chitarra

· Efraim Juntunen – batteria

 

Link:

www.facebook.com/Persuader

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