VANDEN PLAS

The Ghost Xperiment – Illumination 

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 4 dicembre 2020

 

Tanto complesso ed ambizioso si dimostra il progetto “The Ghost Experiment” dei Vanden Plas, tanto difficile appare recensire e narrare questa opera in due parti (esattamente come i precedenti due full-length della saga Chronicles of the Immortals), che con ‘Illumination’ raggiunge il suo secondo ed ultimo atto.

 

Difficile perché la band tedesca è sempre stata una band prog-metal estremamente particolare, sempre molto attenta all’originalità ed all’uso di una tecnica sempre tesa a veicolare e disegnare nella maniera più vivida e ricca di sfumature, le emozioni ed il feeling. In questo ‘The Ghost Experiment:Illumination’ tutto ciò riesce ad emergere molto spesso, anche se non sempre, per un motivo molto semplice che è anche una delle caratteristiche delle composizioni dei Vanden Plas: la lunghezza e l’articolazione delle track.

 

Se con l’incipit ‘When the World is Falling Down’, pezzo semplicemente splendido, dove la voce calda e tornita di Andy Kuntz corona un songwriting sfaccettato ma perfettamente amalgamato dove la chitarra di Stephan Lill snocciola riff possenti ed agili, assieme a lead melodici ed assoli che risucchiano l’anima in una spirale verso l’empireo. A questo si affianca lungo tutto lo svolgersi della narrazione musicale, ma in particolare in ‘Black Waltz Death’, lento struggente e dalla visionaria epica romantica, come una specie di ‘Amazing Grace’ suonata su di una sonda spaziale alla deriva, l’operato del tastierista e creatore di orchestrazioni Werno, autentico scenografo delle visioni della band, sia per i momenti più ariosi, dilatati ed evocativi, sia per i momenti più aggressivi come ‘The Lonely Psychogon’ o l’altro gioiello dell’album, ‘Fatal Arcadia’: aggressione pittorica pura con Lill che celebra una danza di guerra con il fratello Andreas dietro le pelli e Torsten Reichert che col suo basso completa una sessione ritmica estremamente polimorfa, motore organico di questa band incredibile.

 

Ma cosa non funziona in quest’album, se tutto è così bello? Non si tratta di non funzionare, quanto di ‘deconcentrarsi’, perché i Vanden Plas sono strepitosi proprio per la loro capacità di maneggiare una materia complessa e mutevole come la combinazione del prog-metal più tecnico, unito all’emotività ed al calore. Questo avviene quasi sempre, ma si dissipa un po’ in quei rari casi in cui perdono la rotta, come nella suite ‘The Ouroboros’, affascinante brano che, purtroppo, mostra alcune parti avulse dal tessuto compositivo, proprio a causa di un’eccessiva lunghezza, stavolta non controllata.

 

Un vero peccato perché solo alcune parti di questo brano soffrono di questo problema, brano che, assieme a ‘Under the Horizon’, è l’unico che soffre di questi momenti di lieve smarrimento di pathos, elemento fondamentale per il combo teutone, il quale riprende subito la rotta con il brano di chiusura dell’opera ‘Ghost Engineers’, dove la voce di Kuntz e le tastiere di Werno sanciscono la chiusura della narrazione nella maniera apparentemente meno spettacolare ma più appropriata. Di seguito la cover dei Saltatio Mortis ‘Kiegt kennt keine Sieger’ (traducibile con ‘La guerra non conosce vincitori’), dove appare come guest proprio il polistrumentista dei Saltatio Mortis, Alea der Bescheidene.

 

I pochi passaggi a vuoto di questo monumentale lavoro (da ascoltare assieme al primo capitolo ‘Awakening’) non inficiano, però, l’altissima qualità e lo splendido impatto emotivo che una band così particolare, forte della sua coralità fatta da individualità che emergono senza soverchiare le altre o l’anima dei brani, per un disco che, al di là di tutto, lascerà il segno nelle profondo di chiunque ami il metal più ricercato ma anche emotivo e coinvolgente.

 

Come sempre, quando si parla di Vanden Plas, una gemma musicale da ascoltare ed interiorizzare abbandonandosi a visioni ed emozioni.

 

 

Tracklist:
When The World Is Falling Down
Under The Horizon 
Black Waltz Death 
The Lonely Psychogon
Fatal Arcadia
The Ouroboros 
Ghost Engineers 
Krieg kennt keine Sieger feat. Alea/Saltatio Mortis (Bonus Track)

Line-up:
Andy Kuntz – Vocals
Stephan Lill – Guitar
Günter Werno – Keyboards
Andreas Lill – Drums
Torsten Reichert – Bass

 

Link:

vandenplas.de
facebook.com/VandenPlasOfficial

 

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