BLIND GOLEM

A Dream Of Fantasy

Andromeda Relix

Release date: 9 gennaio 2021

 

 

I Blind Golem fanno il loro debutto con un album totalmente ispirato alle sonorità britanniche hard rock anni Settanta, coadiuvate dalla straordinaria partecipazione di un ospite purtroppo scomparso poco tempo fa, il tastierista membro fondatore degli Uriah Heep, Ken Hensely. La copertina dell’album, dal suggestivo titolo “A Dream Of Fantasy” è un’opera del grande artista Rodney Matthews, noto per aver messo il proprio talento a disposizione per grandi artisti della scena progressive internazionale come Magnum, Asia, Tygers Of Pan Tang, Diamond Head, ecc.

 

 

Questo nuovo progetto musicale, che prende forma dalle viscere dei Forever Heep, una tribute band degli Uriah Heep, ha avuto l’onore di condividere il palco con Ken Hensley già qualche anno fa, ma solo in questa occasione ha potuto beneficiare del talento compositivo del noto artista. Il grande Ken Hensley, indimenticato tastierista e geniale compositore degli Uriah Heep in questa occasione suona la chitarra slide e le tastiere nel brano “The Day is Gone”. I Blind Golem nascono dopo una serie di cambi di formazione. L’ultima line up porta il gruppo a esordire con un album di “proprio pugno” e non più di cover.

 

L’album di esordio “A Dream Of Fantasy” è un “ritorno al passato” alle atmosfere di matrice inglese e più nello specifico di area londinese, che celebra il collegamento tematico con le band che hanno reso celebre questo genere musicale come Uriah Heep, Deep Purple, Led Zeppelin, Black Sabbath, Lucifer’s Friend, Atomic Rooster, UFO, Magnum, ecc.

 

“A Dream of Fantasy” si apre con “Devil in a Dream”, un brano dotato di un riff che ricorda le migliori produzioni discografiche delle band hard rock britanniche citate in precedenza. Ritmica e melodia qui formano un connubio impeccabile. “Sunbreaker” ha un sound classicamente “hard” che sottolinea in maniera piuttosto appariscente la provenienza creativa di questa band devota interamente a questo stile.

 

“Screaming to the Stars” ha invece un sapore più doom derivante dall’influenza dei Black Sabbath. Il ritornello suggella l’idea di una prospettiva sonora nitida e ben mescolata. L’uso del moog ricorda simbolicamente un’invocazione fatta alle stelle in segno di risoluzione. “Scarlet Eyes” segna precisamente il confine tra l’ispirazione rock anni Settanta e l’ingresso concreto del metal degli anni Ottanta; un brano che ricorda le gesta compositive dei migliori Deep Purple.

 

“Bright Light” ha un riff e una andatura ritmica che confermano la svolta “metal” dei Blind Golem. L’intermezzo strumentale è la sezione più melodica del disco. Quest’ultimo “prepara il terreno” alla fascinosa “The Day is Gone”, una ballata romantica che in qualche modo ferma la cavalcata incessante della band. “The Ghost of Eveline” continua il percorso proto-doom metal intrapreso sin dall’inizio con un racconto e una successione armonica oscura e tenebrosa.

 

“Night of Broken Dreams” è un’altra ballad introspettiva strutturata su un accompagnamento di pianoforte voce e chitarra, un intermezzo dolce che fa da “ponte” al racconto dei Blind Golem. “Pegasus” riprende immediatamente l’incessante attraversata sonora della band attraverso un riff aggressivo e determinato; brano accattivante e deciso. “The Gathering” racconta poeticamente la fine di un percorso, più precisamente quando si raccolgono i frutti di un lavoro lungo e impegnativo, ma che finalmente dà un po’ di ristoro alla vita di tutti i giorni. Questo brano sembra essere un chiaro rimando a una band poco ricordata I Gathering, conservatori del genere death/doom diventati famosi in occasione dell’uscita di “Mandylion” un album del 1995, che presentava un’interessante commistione di elementi tipicamente doom metal con atmosfere e melodie gothic.

 

“Star of Darkess Night” delinea alla perfezione lo stile metal primordiale dei Blind Golem e pone una “pausa” temporanea alla narrazione mistica della band. “Carousel” ricorda le atmosfere create dai Led Zeppelin di “In Through the Out Door”, dove l’uso di effettistiche più mature e vicine all’introspezione e alla curiosità di brani come Carouselambra (da cui probabilmente prende il titolo il brano) emerge in maniera piuttosto evidente. “Living and Dying” è un altro brano “zeppeliniano” questa volta vicino a un altro capolavoro compositivo come “In Time of Dying”. Le atmosfere guidate dai synth e dai numerosi loop-ritmico-armonici ricordano i terreni marcati dalla sperimentazione sonora tipica della fine degli anni Settanta. “A Spell and a Charm” pone fine al disco e alla trama ordita dai Blind Golem con una base in acustico che si avvicina invece alle tracce unplugged made in Svezia degli Opeth, brano delicato e intenso.

 

L’esordio discografico dei Blind Golem omaggia magistralmente la morte di Ken Hensley attraverso sonorità che catapultano l’ascoltatore in atmosfere sonore indimenticabili, ricche di energia e qualità compositiva. “A Dream Of Fantasy” acquista quindi un valore aggiunto considerando che l’artista inglese con la sua esclusiva partecipazione ha regalato alla band veronese la sua ultima impeccabile apparizione discografica.

 

 

Tracklist:

1 Devil In A Dream
 
2 Sunbreaker
 
3 Screaming To The Stars
 
4 Scarlet Eyes
 
5 Bright Light
 
6 The Day Is Gone 
 
7 The Ghost Of Eveline
 
8 Night Of The Broken Dreams
 
9 Pegasus
 
10 The Gathering
 
11 Star Of The Darkest Night
 
12 Carousel
 
13 Living And Dying
 
14 A Spell And A Charm

 

Line up:

Andrea Vilardo – Voce

Silvano Zago – Chitarra

Simone Bistaffa – Tastiere

Francesco Dalla Riva – Basso, Seconda Voce

Walter Mantovanelli – Batteria

 

Link:

www.facebook.com/BlindGolem

 

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