ANGELUS APATRIDA

Angelus Apatrida

Century Media Records

Release date: 5 febbraio 2021

 

 

Nati quasi vent’anni fa, gli spagnoli hanno creato quest’ultimo lavoro durante i mesi di lockdown. È il settimo album in studio, ma è anche il primo che porta il nome della band: una sorta di manifesto di quello che oggi sono diventati gli Angelus Apatrida. L’open track “Indoctrinate” è la summa testuale e musicale di questo disco: la band si scaglia contro ogni tipo di pregiudizio, sociale e morale, e lo fa scaricando nelle nostre orecchie bordate di metallo che ti mandano al tappeto in un secondo. Velocità, precisione, groove: il thrash degli Anni 80, potenziato con la cattiveria di oggi. La successiva “Bleed The Crown” è in pieno stile Testament: incedere granitico, il cannone azionato da Victor Valera non perde un colpo e i mitra di Guillermo Izquierdo e David Alvarez fanno strage di nemici. Letali. “The Age Of Disinformation” è piena di veleno, inoculato con riff taglienti e una voce che più abrasiva non si può. 

 

 

“Per la prima volta abbiamo cambiato la nostra accordatura, siamo scesi di mezzo tono – dice il leader Guillermo Izquierdo – Improvvisamente è stato come ascoltare Vulgar Display of Power per la prima volta”. E in effetti c’è tanto anche del songwriting dei Pantera in questo disco. Tutta roba buona, s’intende. Come nella dichiarazione di guerra contenuta in “Rise Or Fall”. Con “Childhood’s End” gli spagnoli abbinano la potenza del thrash con l’attitudine punk.

 

I testi? Manco a dirlo, sono super incazzati. La band della penisola iberica urla contro razzismo, fascismo e omofobia. “Ma non si tratta di politica, parliamo di diritti umani” dice Guillermo. “Disposable Liberty” risente di nuovo tanto dell’influenza Pantera, un mid-tempo granitico in cui gli spagnoli iniettano dosi massicce di cattiveria. Con “We Stand Alone” la band torna a schiacciare sull’acceleratore: la batteria manovrata da Valera prepara il terreno di battaglia, le scorribande della coppia Izquierdo-Alvarez sono precise come colpi di cecchino. Sia chiara una cosa: gli Angelus Apatrida sono votati all’headbanging, quello più sano ed energico, e con “Through The Glass” tengono a ribadirlo con convinzione.

 

“Empire Of Shame” mostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, il drumming potente e preciso di Valera. Chiude “Into The Well” con il cantato di Guillermo che ricorda a larghi tratti un Dave Mustaine d’annata.

 

Questo è un album di thrash puro, genuino, sanguigno. Di quello ben piantato nel presente, ma che ha fatto tesoro degli insegnamenti dei maestri del passato. Gli Angelus Apatrida mettono davanti alla vostra strada un macigno: sta a voi scegliere se schiacciare o farvi schiacciare.

 

 

Tracklist:

1. Indoctrinate

2. Bleed The Crown

3. The Age Of Disinformation

4. Rise Or Fall

5. Childhood’s End

6. Disposable Liberty

7. We Stand Alone

8. Through The Glass

9. Empire Of Shame

10. Into The Well

 

Line-up:

Guillermo Izquierdo – Vocals & Lead/Rhythm Guitars

David G. Álvarez – Lead & Rhythm Guitars
José J. Izquierdo – Bass Guitar
Víctor Valera – Drums

 

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