SIMULACRUM

Genesis

Frontiers Music

Release date: 12 febbraio 2021

 

 

 

Scelta di una data palindroma per la worldwide release del nuovo album dei finlandesi Simulacrum? Pura casualità o scelta oculata? Sta di fatto che è anche il terzo lavoro della band e, come 3 rappresenta la perfezione, anche questa nuova fatica è la più alta espressione del gruppo in relazione alle precedenti produzioni.

 

L’ispirazione compositiva trae spunto da pietre miliari del Prog Metal quali Dream Theater, Symphony X, Haken ed i tecnicissimi Periphery lasciando presagire articolate strutture melodiche ed armoniche, costruite non su semplici e canonici schemi bensì complesse ed elaborate architetture sonore.

 

Netto esempio di tale ricercatezza è prontamente constatabile in “Traumatized” ove troviamo riffaggi di chitarra imponenti, un background di tastiere che danno molto riempitivo nella trama sonora ed un comparto ritmico basso/batteria pronto a plasmare cambi tempo con una semplicità disarmante; la sezione vocale, tendenzialmente a due con Niklas Broman ed Erik Kraemer, è pulito e chiaro seppur energico e potente. Molto gradita la presenza di assoli e stacchi ove ogni elemento della band evidenzia le proprie elevate caratteristiche tecniche. “Nothing Remains” è un’altra devastante bomba Prog dal facile piglio che fa entrare l’ascoltatore in piena sintonia con la ritmica proposta dalla band dando spazio anche singole espressioni strumentali e ponendo tutti gli elementi della band allo stesso livello, difficile identificare un leader trainante, connotazione spesso più netta in altri gruppi.

 

“Arrhythmic Distortions”, brano di più facile assimilazione seppur nulla dello stile venga tralasciato o sminuito ed a seguire con “Like You Like Me” si “assaggia” anche il gusto di una Ballad, per dare un etereo sollievo ai padiglioni auricolari. Sia chiaro non ci si aspetti un brano melenso e sdolcinato, più realisticamente parlando, circa 6 minuti “double face” con il main theme leggiadro e con il basso in primo piano, poi un ritornello più allegrotto e corposo. In “Scorched Earth”, non il titolo di un vecchio gioco per pc, troviamo delle similitudini con la tipica stesura dei brani dei Symphony X, specialmente per le chitarre che, seppur baritone, riprendono il tipico Sweep alla Michael Romeo.

 

D’ora in avanti troviamo una macro traccia formata da 4 brani ben distinti ma collegati, cosi come tutti i più grandi esponenti del Prog, in senso lato, hanno prodotto. La tematica affronta numerosi scenari sonori in continua evoluzione, e da qui la scelta di “Genesis” come titolo comprendente “The Celestial Architect”, “Evolution Of Man”, “The Human Equation” e “End Of Entropy”. Un viaggio a tratti molto strumentale e molto incentrato sulla stimolazione sensoriale uditiva indotta dal mutevoli situazioni che vengono proposte quasi a ripercorrere la vita umana, dalla creazione a livello divino per poi passare alla materializzazione, crescita e vita reale proiettata all’oblio ed al ritorno ad un livello spirituale.

 

Vista la relativamente giovane età dei componenti della band, ci sono ottimi prerogative in relazione al fatto che si potrà godere di una nuova generazione Prog Metal che porterà avanti il testimone di coloro che attualmente sono mostri sacri del genere ma che, in un prossimo futuro, vicino o lontano, potrebbero decidere di lasciare spazio a nuove leve. Sicuramente i Simulacrum sono dei degni eredi dell’attuale quadro mondiale di tali band seppur ci si debba prendere il dovuto tempo e le dovute ripetizioni di ascolto dell’album per apprezzarlo appieno.

 

 

Tracklist:

Traumatized

Nothing Remains

Arrhythmic Distortions

Like You, Like Me

Scorched Earth

Genesis Part 1: The Celestial Architect

Genesis Part 2: Evolution Of Man

Genesis Part 3: The Human Equation

Genesis Part 4: End Of Entropy

 

Line-up:

Christian “Chrism” Pulkkinen – TAstiere ed Arrangiamenti

Nicholas “Solomon” Pulkkinen – Chitarra, Arpa e Corno

Niklas Broman – Voce

Erik Kraemer – Voce

Tatu Turunen – Batteria e Percussioni

Petri Mäkilä – Chiatarra

Olli Hakala – Basso, Chapman Stick

 

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